Educatrici arrestate in flagranza di reato


Piacenza – 25 Maggio 2017 – Agg. 27 Maggio 2017

Sarebbero due le educatrici arrestate in flagranza di reato nel primo pomeriggio del 25 Maggio 2017 con l’accusa di maltrattamento. Le piccole vittime, al momento 4 accertate sulle 12 presenti, avrebbero tutte un’età compresa tra i 12 ed i 20 mesi.
Le insegnanti piacentine, di cui una 53enne (difesa dagli avvocati Luigi Alibrandi e Vittorio Antonini) e l’altra di 31 anni (difesa dall’Avvocato Monica Magnelli) sono state condotte in carcere.

Le indagini erano partite nell’Aprile 2017 a seguito della denuncia di un’altra insegnante stanca di assistere ai soprusi sui piccoli.

Lunedì 29 Maggio 2017, il Giudice per le Indagini Preliminari Giuseppe Bersani, ha condotto gli Interrogatori di Garanzia convalidando gli arresti ma attenuando la misura cautelare. Per le due donne, detenute per 4 giorni nel carcere delle Novate, è stato predisposto l’obbligo di firma.
L’Avvocato Alibrandi, difensore della maestra 53enne, a margine dell’interrogatorio ha dichiarato: “Confidavamo in una misura non gravosa in virtù delle sfumate esigenze cautelari e probabilmente la decisione del giudice ha questa motivazione”.
L’insegnante 53enne si è avvalsa della facoltà di non rispondere. “Quattro giorni di detenzione hanno provato molto la nostra assistita“, ha concluso Alibrandi. “Spiegherà la sua posizione in futuro, a mente più serena”.

L’Asilo Nido La Farnesiana, sito in Via Farnesiana,25 a Piacenza, risulterebbe in gestione al Consorzio Farnesiana, costituito dalle Cooperative Coopselios, Unicoop e L’Orto Botanico.

La Via dei Colori Onlus è già in contatto con alcune delle famiglie coinvolte. La nostra associazione resta comunque a completa disposizione delle Forze dell’Ordine e delle altre famiglie coinvolte in questo ennesimo tragico evento. Chiunque avesse bisogno può contattarci attraverso il nostro Numero Verde 800-98.48.71 oppure scrivendo alla mail associazionelaviadeicolori@gmail.com. Dal 2010, La Via dei Colori offre consulenza tecnica ed informativa gratuita. A tutti i soci offriamo sostegno legale e psicologico specializzato in caso di abusi (maltrattamenti o quant’altro) presunti o documentati.

Le educatrici arrestate in flagranza di reato

Nel primo pomeriggio del 25 Maggio 2017, due pattuglie dei Carabinieri sarebbero giunte di fronte all’Asilo. I militari sarebbero entrati ed avrebbero prelevato le due donne per condurle in Caserma dei Carabinieri di Piacenza Levante. Successivamente le donne sarebbero state portate nel Carcere delle Novate.
L’arresto sarebbe stato necessario per evitare che i terribili maltrattamenti andassero oltre.  La misura cautelare infatti è atta ad evitare che gi indagati possano fuggire, reiterare il reato o inquinare le prove durante la fine delle indagini.
Nonostante il riserbo calato immediatamente sull’intera vicenda, pare che l’arresto sia avvenuto in flagranza di reato a seguito delle immagini riprese dalle telecamere nascoste installate durante le indagini.

La prima denuncia sarebbe partita da una collega

Il Colonnello Corrado Scatarretico e il Capitano Stefano Bezzeccheri hanno dichiarato che le indagini erano partite ad Aprile 2017 a seguito della denuncia di un’altra insegnante. La donna, stanca di assistere a episodi gravissimi e conscia della responsabilità che, in quanto pubblico ufficiale ricopre, ha deciso di fare un esposto contro le colleghe. Il suo coraggio ha permesso di salvare tutti i piccolissimi bimbi coinvolti.
Spesso invece, secondo quanto rilevato dal nostro Osservatorio, la paura delle possibili ripercussioni (specialmente lavorative) frena le insegnanti – obbligate per legge alla denuncia – dal procedere.

Anche chi assiste ai maltrattamenti, diventa una vittima di violenza (assistita)

Dalle indiscrezioni emerse, risulterebbe che almeno nella prima fase, le vittime (parti offese ndr) rilevate dal PM, sarebbero “soltanto” quattro.
Gli studi condotti sui dati dell’Osservatorio sulle relazioni educative e di cura, evidenziano come anche i bimbi che non hanno subito maltrattamenti “agiti”, presentino comunque danni psicologici importanti. La “violenza assistita” risulta quasi sempre infatti, negli oltre 700 casi presi in esame da LVdC, la causa di un danno assolutamente non trascurabile. Nel caso del Nido Mozzanti a Conselice infatti, il Perito del Tribunale (CTU) neuropsichiatra infantile Maria Zirilli, emerse come le conseguenze riportate dai bambini fossero “paragonabili a quelle sperimentate in situazioni di guerra.

Le educatrici arrestate erano violente in modo grave e gratuito

La Procura, in una nota trasmessa agli organi di stampa, ha definito il comportamento quotidiano tenuto dalle due educatrici come “violento e non giustificato“. Gli inquirenti hanno dichiarato infatti che i maltrattamenti avvenivano in particolare durante il riposo pomeridiano, dopo che i bambini avevano pranzato. Nelle immagini si vede uno di questi che viene preso e lanciato a faccia in giù nel lettino“.
I maltrattamenti perpetrati dalle insegnanti, oltre a non essere ovviamente giustificabili, sono spesso anche non riconducibili a situazioni o momenti di effettiva criticità o stress. Scene molto simili erano state rese note, ad esempio, nel caso Cip Ciop di Pistoia gestito sempre dalla Nostra associazione. Il momento della “nanna” resta infatti, in ogni caso da noi trattato, uno dei momenti più critici nella gestione della struttura e quindi uno dei principali momenti in cui le violenze vengono perpetrate.

“Se ci vedessero fare così, ci arresterebbero”: il dolo è stato registrato

Questa una delle frasi che sarebbe emersa nelle intercettazioni ambientali. Le due insegnanti quindi sarebbero state perfettamente consapevoli di star tenendo un comportamento penalmente rilevante.
I Pubblici Ministeri Roberto Fontana e Antonio Colonna confermano infatti che “le immagini danno conto di modi di agire molto gravi e violenti, ben lontani anche da un semplice abuso di mezzi di correzione.
E ancora: “Sono maltrattamenti fisici e verbali. Ed è ancora più grave che si tratti di condotte messe in atto senza motivo, o senza alcun elemento primario da correggere

Ipotizzati anche maltrattamenti di origine razzista

Tra i numerosissimi articoli presenti in rete, riportanti le varie indiscrezioni legate ai fatti, ci colpisce come di nuovo i momenti “nevralgici” siano di nuovo quello del pranzo e quello del sonnellino. In uno degli episodi emersi però risulterebbe anche un plausibile fondo razzista nei comportamenti.
Durante uno dei pranzi infatti, un’insegnante avrebbe avvisato un bimbo non italiano di fare attenzione alla minestra troppo calda. In questa occasione una delle due educatrici arrestate sarebbe intervenuta dicendo: “Lui può anche bruciarsi“, avendo quindi, a detta dei magistrati, una condotta quasi razzista.

Le immagini hanno confermato comportamenti sconcertanti e continuativi

Il Colonnello Corrado Scatarretico e il Capitano Stefano Bezzeccheri che hanno coordinato le indagini e quindi visionato tutti i filmati, raccontano di scene raccapriccianti. I maltrattamenti fisici e psicologici, sono inoltre ulteriormente aggravati, se possibile, dalla tenerissima età dei bimbi.
Schiaffi, offese, minacce, vessazioni ed altro, sono stati tutti dettagliatamente registrati e documentati dalle telecamere.

Ti apro la testa in due” ecco una delle minacce che dovevano ascoltare quotidianamente i piccoli ospiti del Nido La Farnesiana. I bambini piccolissimi (massimo 20 mesi ndr), venivano chiamati abitualmente “cretino e deficiente”. Addirittura i due militari avrebbero riferito che in caso le telecamere hanno immortalato “un bambino che viene alzato dal lettino per una caviglia a testa in giù“.

L’Asilo Nido La Farnesiana garantisce la continuazione del servizio

Secondo una nota della Dirigenza Scolastica del nido, diffusa da Piacenza Sera, il servizio del Nido non verrà sospeso. Il Nido Farnesiana comunica di aver sospeso le due educatrici arrestate e di averle sostituite con personale qualificato per il ruolo. Si mette inoltre a disposizione, per fornire alle famiglie, il supporto informativo necessario riguardo alla vicenda.

Il Comune, come spesso accade, si costituirà parte lesa

Paolo Dosi, primo cittadino di Piacenza, ha dichiarato che “il Comune di Piacenza è parte lesa in questa vicenda e per questo confidiamo in un’azione degli organi inquirenti quanto più rapida e approfondita possibile. È un vero fulmine a ciel sereno, privo del benché minimo campanello di allarme, sia in termini di segnalazioni delle famiglie, che di risultanza dei costanti monitoraggi”. Il Sindaco ha inoltre sottolineato che il servizio, attivo dal 2011, aveva sempre raccolto la soddisfazione delle famiglie piacentine e dei bimbi. Nella nota diffusa aggiunge inoltre che “le cooperative che lo gestiscono (il nido in questione ndr) hanno una consolidata reputazione nella comunità piacentina gestendo numerosi servizi alla persona e occupando centinaia di lavoratori“.

La Regione si dichiara sconcertata dai fatti agghiaccianti

Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna e assessore al Welfare, esprime a nome di tutta la Giunta “grande sconcerto e grande dolore nei confronti dei piccoli colpiti e delle loro famiglie“.
I maltrattamenti di cui siamo venuti a conoscenza oggi nei confronti di bambini piccolissimi, assolutamente indifesi e impossibilitati ad esprimersi con le parole – aggiunge Elisabetta Gualmini – sono un episodio gravissimo, orrendo, agghiacciante“.
Se i fatti di cui per ora abbiamo notizia verranno confermati – termina infinite la vicepresidente – auspico che vi siano condanne rapide e durissime e conseguenze adeguate nei confronti di chi ha perpetrato i maltrattamenti.

Chi denuncia spesso si sente solo specialmente se è un collega delle indagate

Andrea Pugni, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, parlando ai giornalisti di Piacenza24, ha voluto ringraziare e sostenere chi ha dato il via alle indagini. L’aspirante sindaco ha voluto inoltre sottolineare come spesso chi denuncia, si debba sentire solo contro tutti temendo di non farcela.
A confermare questo aspetto arrivano le dichiarazioni degli inquirenti secondo i quali, durante una riunione, a una collega che aveva contestato i comportamenti criminosi delle due donne, sarebbe stato risposto che, in quanto più giovane, si sarebbe dovute adattare al loro metodo.
Un ringraziamento va all’operatrice che dimostrando molto coraggio ha denunciato direttamente ai Carabinieri la situazione, probabilmente sentendosi sola, come si sente sempre solo chi cerca giustizia.” ha dichiarato l’aspirante sindaco. Ed ha aggiunto: “Chi cerca giustizia generalmente viene emarginato perchè rappresenta una persona scomoda. Noi volgiamo ringraziarla e darle tutto il nostro sostegno

L’età delle educatici arrestate di nuovo NON conferma la regola

Uno degli argomenti ricorrenti durante i commenti a casi di maltrattamenti in strutture scolastiche o assistenziali, è quello dell’età delle indagate, non idonee all’insegnamento.
Secondo l’esperienza maturata dalla nostra associazione negli oltre 95 processi attualmente gestiti grazie al supporto del nostro Comitato Scientifico diretto dall’Avv. Giulio Canobbio, sebbene l’età possa essere una variabile importante, questa non è sufficiente a giustificare (o prevedere) tali comportamenti.
In questo caso infatti le due educatrici arrestate hanno 31 e 53 anni ovvero età assolutamente idonee a condurre la professione dell’insegnamento.

I Video immortalano i gesti delle educatrici arrestate:

La Vicenda delle educatrici arrestate al Nido La Farnesiana:

  • Aprile 2017: Prima denuncia da parte di un’insegnante e partenza delle indagini
  • 25 Maggio 2017: Educatrici Arrestate nella struttura in flagranza di reato
  • 26 Maggio 2017: Riunione dei genitori, convocata dalla scuola
  • 29 Maggio 2017: Interrogatori di Garanzia davanti al GIP Giuseppe Bersani. Il giudice ha convalidato gli arresti delle due educatrici, attenuando però la misura e disponendo l’obbligo di firma per entrambe.

Ilaria Maggi

Informazioni su Ilaria Maggi

Classe '78, fiorentina, perito informatico. Dal 2 Dicembre 2010 riveste con enorme orgoglio la posizione di Presidente dell'Associazione La Via dei Colori. Il sopravvenire di un evento traumatico quale è stato lo scoprire che il proprio figlio è stato vittima dei terribili fatti accaduti all'Asilo Cip Ciop di Pistoia, non è riuscito ad intaccare la sua convinzione che "Insieme si può far qualcosa". E' per questo che da quel Dicembre 2010 investe tempo, cuore ed energia nella "nostra" associazione, non solo per mettere la propria esperienza a disposizione di chi si trova a vivere la sua stessa esperienza, ma anche e sopra a tutto per trovare insieme a tutti i suoi preziosissimi collaboratori, una strada in grado di prevenire che certi fatti possano di nuovo accadere.

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