Maestra finita sotto inchiesta ad Osimo (AN)


Borgo-Osimo (AN) – 17 marzo 2017.

La maestra finita sotto inchiesta nel borgo dell’anconetano sarebbe Laura Palmieri. Le notizie ci arrivano dal giornale online Osimo Oggi secondo il quale le accuse sarebbero quelle tremende di aver maltrattato i suoi piccoli allievi di 3 e 4 anni.
La testata online riferirebbe che la struttura sotto accusa sarebbe la Scuola d’Infanzia Borgo Amico.

L’insegnante, residente a Numana, sarebbe stata al momento delle accuse prossima al pensionamento.

Il Fascicolo d’indagine, secondo quanto riportato da Osimo Oggi, sarebbe stato aperto nel Giugno 2016. I fatti però sui quali si indagherebbe, risalirebbero al periodo tra la fine del 2011 e la primavera del 2012.

La prima udienza è avvenuta nei primi giorni di Marzo 2017 e la seconda è prevista per Luglio. Nell’udienza di Luglio dovrebbero avere la parola i consulenti di parte.

I segnali dei bambini riferiti dai genitori:

“Quando mio figlio tornava a casa dall’asilo – racconta una delle mamme in tribunale – manifestava comportamenti strani. Se qualcuno ad esempio lo sgridava iniziava ad urlare e si graffiava in faccia! A volte faceva resistenza e giunti davanti l’asilo, riconosciuto il posto, non voleva entrare…”.

Un muro di gomma di incredulità intorno all’insegnante:

Come spesso accade, al principio, alcune delle mamme insospettite dai “cambiamenti negativi” dei bambini, avrebbero deciso di confrontarsi prima con l’insegnante in questione e poi con la dirigenza scolastica, ma senza successo. Sia la maestra finita sotto inchiesta infatti, che le sue colleghe, hanno fin da subito negato qualunque circostanza.
Persino il Dirigente Scolastico Fabio Radicioni pare che, informato dalla mamma dei suoi sospetti, ha sempre negato fermamente che il bimbo potesse star vivendo qualunque forma di mal-trattamento.
Solo la tenacia dei genitori, difesi dall’avvocato Fabrizio Naspi di Ancona, ha reso possibile l’avvio dell’inchiesta.

I dubbi della Dirigenza e l’avvio delle indagini:

Il Dirigente però, secondo le indiscrezioni di Osimo Oggi, nonostante avesse in qualche modo difeso la maestra davanti ai genitori, consigliò alla Palmieri di trasferirsi in un’altra struttura. Anche questa è una pratica abbastanza comune secondo l’esperienza del nostro Osservatorio sulle Relazioni educative e di cura. Spesso infatti, davanti a possibili notizie di reato, i Dirigenti scolastici anziché procedere con una denuncia come previsto dalla legge, procedono con un trasferimento dell’insegnante accusato.
La maestra finita sotto inchiesta però ha rifiutato la proposta di Radicioni, impugnando il provvedimento davanti al Tribunale del Lavoro.

L’Accusa ed i fatti contestati alla maestra:

Secondo la ricostruzione dei fatti, Laura Palmieri sarebbe rea non solo di aver insultato con parolacce e improperi i suoi piccoli allievi ma anche di averli maltrattati fisicamente.
“Sei matto” o ancora “sei un delinquente”: queste i “vezzeggiativi” quotidiani dedicati dalla donna ai bimbi piccolissimi della scuola.

Il Processo della maestra finita sotto inchiesta:

Il Processo, davanti al Tribunale di Ancona, avrebbe avuto inizio nei primi giorni del Marzo 2017. La maestra finita sotto accusa sarebbe difesa dal’Avvocato Ennio Tomassoni di Ancona.
Durante le audizioni di una delle due mamme chiamate al banco dei testimoni, non sono mancati i momenti molto toccanti. La mamma infatti ha raccontato di come solo col passare del tempo è riuscita a mettere in fila i campanelli di allarme che le aveva dato il figlio ed a trarne la giusta conclusione.
Il difensore della maestra però ha teso a sottolineare il passato “candido” dell’insegnante e l’assenza di precedenti analoghi. Per testimoniare la sua correttezza pregressa, l’avvocato Tomassoni ha portato la testimonianza di molte colleghe della Palmieri.


Ilaria Maggi

Informazioni su Ilaria Maggi

Classe '78, fiorentina, perito informatico. Dal 2 Dicembre 2010 riveste con enorme orgoglio la posizione di Presidente dell'Associazione La Via dei Colori. Il sopravvenire di un evento traumatico quale è stato lo scoprire che il proprio figlio è stato vittima dei terribili fatti accaduti all'Asilo Cip Ciop di Pistoia, non è riuscito ad intaccare la sua convinzione che "Insieme si può far qualcosa". E' per questo che da quel Dicembre 2010 investe tempo, cuore ed energia nella "nostra" associazione, non solo per mettere la propria esperienza a disposizione di chi si trova a vivere la sua stessa esperienza, ma anche e sopra a tutto per trovare insieme a tutti i suoi preziosissimi collaboratori, una strada in grado di prevenire che certi fatti possano di nuovo accadere.

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