Schiaffi nella scuola di zona Maciachini (MI)


Milano zona Maciachini – 28 Marzo 2017 –

Schiaffi nella scuola milanese, strattoni, spinte e “striature rosse sul collo”. Le accuse che pendono sull’insegnante di una scuola della zona Maciachini, appaiono davvero gravissime.

Il 28 Marzo 2017, E.F. (51 anni) sarebbe stata raggiunta dal provvedimento di Rinvio a Giudizio emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP). L’accusa sarebbe quella di maltrattamenti (572 c.p.), lesioni personali e abuso dei mezzi di correzione (571 c.p.) a danno degli alunni. I bambini che sarebbero rimasti vittime di questi orribili comportamenti, avrebbero tutti età comprese tra i 3 ed i 6 anni.
Il 27 Marzo 2016, la Procura ha notificato agli uffici del Comune il provvedimento massimo di sospensione per un anno in attesa di giudizio.

Le indagini erano partite nel Febbraio 2016 ma l’insegnante, preavvertita dalle voci di corridoio, si era messa in malattia per evitare il peggio. Per fortuna, già prima del suo mese di assenza per malattia, le telecamere avevano registrato ben due settimane di schiaffi nella scuola e comunque svariati episodi atroci.

Il Comune, che inizialmente pareva avesse contribuito alla tutela dei bimbi tenendo la maestra lontana dall’insegnamento, il 30 Marzo 2017 si è invece scoperto essere a sua volta indagato. Nelle indagini del Pubblico Ministero infatti, si leggono ipotesi di come il Comune avrebbe tentato di insabbiare i comportamenti della maestra. L’accusa per la dirigente comunale sarebbe quella del favoreggiamento. La sua posizione sarebbe stata talmente delicata da indurre il Pubblico Ministero a richiedere addirittura un provvedimento cautelare, rigettato però dal Giudice per le Indagini Preliminari.

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Sono stati registrati non solo gli schiaffi nella scuola materna:

Le scene registrate dalle telecamere nascoste dagli inquirenti nella scuola lasciano senza parole.
In una delle scene è possibile distinguere uno dei sette bambini vittima della “Maestra orco” durante una crisi di pianto. Il bimbo è a terra, disperato, quando la maestra gli sale sopra “a cavalcioni” urlandogli nelle orecchie. Per fortuna le indagini sono già in corso da alcuni giorni e questo ha permesso agli investigatori di fermare prontamente lo scempio.

Le indagini hanno confermato i dubbi iniziali:

Le indagini erano partite nel Febbraio 2016 grazie ad un’insegnante di quello stesso asilo. La maestra “a colori” stanca di assistere ai comportamenti tremendi della collega, aveva segnalato il tutto al Dirigente del Settore infanzia del Comune. L’esposto il giorno stesso era stato girato all’Unità tutela donne e minori della Polizia.
Il fascicolo di indagine è stato capitano dal Comandante Antonio Barbato e coordinato dal Pubblico Ministero Gianfranco Gallo.
Purtroppo nella scuola ben presto nell’asilo sono cominciate a girare indiscrezioni a riguardo.
Secondo la ricostruzione dei fatti, si era parlato di “episodi sconvenienti” addirittura durante una riunione del consiglio di istituto.

L’imputazione parla di decine di episodi gravissimi:

Secondo quanto emerso sui giornali, sembra che siano state registrate scene dove la donna «Strattonava violentemente per un braccio e colpiva con un schiaffo» un bambino;
Altri bambini sembra venissero trascinati per i piedi sul pavimento, afferrati per un braccio e sollevati da terra;
Sempre secondo le indiscrezioni pare che in una scena uno dei bimbi piccolissimi sia stato “strattonato e poi trascinato per il cappuccio, gesto che gli causava due striature rosse sul collo”

Indagini parallele per scoprire la verità sui maltrattamenti:

In questo procedimento, la figura della Dirigenza Comunale attiva fin da subito, era apparsa positiva. Secondo le ricostruzioni infatti parevano esserci da una parte la Polizia Giudiziaria con indagini “Ufficiali” e intercettazioni ambientali. Dall’altra parte, sembrava che i responsabili comunali si fossero impegnati facendo di tutto per tenere fin da subito la maestra lontana dai bambini.
La donna infatti era rimasta in classe solo due settimane ovvero il tempo strettamente necessario ad accertare il reato. A Marzo, la donna si era poi messa in malattia per un mese. Tornata ad Aprile, era stata prontamente messa dal Comune in un ufficio amministrativo. Fin qui tutto lasciava pensare ad un pronto (e penalmente corretto) comportamento del Comune.
Il 30 Marzo 2017 però si scopre che il Pubblico Magistrato ha iscritto la Dirigente Comunale responsabile alla Scuola per aver tentato di insabbiare tutto.

La storia della donna raccolta dai dirigenti scolastici:

L’Amministrazione scolastica pare si sia limitata ad “arginare” il problema relegando la donna in un ufficio. I dirigenti successivamente fanno partire un’indagine interna attraverso la quale riescono a scoprire che la donna aveva avuto problemi in famiglia nel periodo precedente le indagini. Questo, sempre secondo le indiscrezioni pare raccontate da altre educatrici, l’aveva portata ad avere anche problemi di alcolismo. Il Comune così decide di richiedere un accertamento sanitario per valutare l’idoneità al lavoro. Nel frattempo la donna altre momenti di lavoro a momenti di assenza per malattia e questo fino all’estate del 2016.

La Maestra Orco viene valutata “idonea all’insegnamento”:

Nel mese di Ottobre 2016, il referto medico richiesto dal Comune, dichiara inaspettatamente la maestra “IDONEA ALL’INSEGNAMENTO”. Ci domandiamo con apprensione quale possa essere stato il metodo “diagnostico” che ha rilevato idonea una persona solita a dare schiaffi nella scuola dove lavorava.
I dirigenti comunali quindi, a valle di questo responso, decidono di rimandare la donna a lavoro ma cambiandole scuola. La donna riceve però un ruolo di supporto in modo che non si debba mai trovare sola con i bambini in classe. Nel frattempo la Procura è riuscita però a chiudere l’indagine che ha portato al rinvio a giudizio per la donna ed al suo conseguente allontanamento dalla scuola.

Il clima di omertà tende a coprire gli schiaffi nella scuola:

Un altro comune denominatore assai triste di queste storie di maltrattamento, è sempre il clima di omertà che le circonda.
Secondo gli inquirenti e le indiscrezioni dei giornali, alcune maestre avrebbero addirittura mentito alla Polizia Giudiziaria. Le intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno però remato a loro sfavore smentendo le loro false testimonianze ed i loro inviti a non parlare.

La Vicenda:

  • Febbraio 2016: Inizio indagini e Telecamere che registrano schiaffi nella scuola materna
  • Marzo 2016: La maestra insospettita dalle voci si mette in malattia
  • Aprile 2016: La donna torna a lavoro ma la Dirigenza Comunale la mette in ufficio chiedendo parallelamente una visita per valutare l’idoneità
  • Ottobre 2016: La maestra viene valutata “idonea all’insegnamento” e viene rimandata in un asilo ma solo come supporto e quindi in costante compresenza
  • 27 Marzo 2017: Notifica del Rinvio a Giudizio per la donna e misura cautelare di massima sospensione dall’insegnamento per 12 mesi.
  • 30 Marzo 2017: Il Pubblico Ministero indaga la funzionaria comunale responsabile della scuola indagandola per favoreggiamento e chiedendo per lei una misura restrittiva. Il GIP però non autorizza l’ordinanza cautelare per la dirigente.


Ilaria Maggi

Informazioni su Ilaria Maggi

Classe '78, fiorentina, perito informatico. Dal 2 Dicembre 2010 riveste con enorme orgoglio la posizione di Presidente dell'Associazione La Via dei Colori. Il sopravvenire di un evento traumatico quale è stato lo scoprire che il proprio figlio è stato vittima dei terribili fatti accaduti all'Asilo Cip Ciop di Pistoia, non è riuscito ad intaccare la sua convinzione che "Insieme si può far qualcosa". E' per questo che da quel Dicembre 2010 investe tempo, cuore ed energia nella "nostra" associazione, non solo per mettere la propria esperienza a disposizione di chi si trova a vivere la sua stessa esperienza, ma anche e sopra a tutto per trovare insieme a tutti i suoi preziosissimi collaboratori, una strada in grado di prevenire che certi fatti possano di nuovo accadere.

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