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Anziano maltrattato e costretto a mangiare le feci

Anziano Maltrattato E Costretto A Mangiare Le Feci

Ravenna – 16 Giugno 2019 – Agg. 8 Luglio 2019

Villa Cesarea è una casa famiglia di Ravenna, dove secondo gli inquirenti si sarebbe verificato un grave caso di violenze: un anziano maltrattato e costretto a mangiare le sue feci. Una badante, 47 anni, è finita in manette.

La denuncia di una collega

L’inchiesta si apre con la denuncia, il 18 Maggio 2019, di una badante polacca alla polizia locale. Quel giorno la donna decide di dimettersi dalla casa famiglia e informa il suo compagno, factotum del seminario di Ravenna, delle violenze compiute dalla collega. Lui manda poi un messaggio al gestore della struttura: Vergognatevi.

Anziano maltrattato e costretto a mangiare le sue feci

Secondo l’accusa, un anziano di 94 anni veniva punito con la privazione del cibo quando si rifiutava di lavarsi. Tutti gli ospiti mangiavano e a lui, per ordine di una badante romena, 47 anni, veniva dato un piatto vuoto e rivoltato sul tavolo. Il culmine dei maltrattamenti arriva il 16 maggio quando nel bagno, con l’aiuto di una connazionale, la donna indagata costringe l’uomo a mangiare ripetutamente le sue feci. L’anziano ha una crisi di pianto e viene poi ricoverato in ospedale. Il gestore allora convoca una riunione per capire l’accaduto e decidere una versione comune.

Badante arrestata

Il 15 giugno E.C., la badante romena, viene arrestata e condotta nel carcere di Forlì con l’ordinanza del Gip Janos Barlotti e su richiesta del Pm Cristina D’Aniello. Per la donna infatti, risultano tutti e tre i requisiti della misura cautelare: rischio di reiterazione del reato, inquinamento delle prove e pericolo di fuga. La badante aveva già le valigie pronte per la Romania.

Indagato il gestore della casa famiglia

Il Comune sospende le attività della casa famiglia mentre i sei ospiti vengono trasferiti in altre strutture. Qualche giorno dopo arriva notizia che altre tre persone sono indagate. Tra queste, il gestore, 63 anni, indagato per concorso di reato. Intanto gli inquirenti valutano ulteriori eventuali reati come la somministrazione di farmaci non richiesti.

Nuovi arresti

Il 24 Giugno arrivano nuove ordinanze di custodia cautelare in carcere: arrestato il titolare della struttura che ora si trova nel carcere di Ravenna, mentre un’altra badante finisce a Forlì dove è reclusa anche la badante arrestata per prima.

Il titolare: Non sapevo dei maltrattamenti

Dinanzi al Gip Janos Barlotti e al Pm Cristina D’Aniello, il titolare, P.M, 63 anni, si difende nell’interrogatorio di garanzia. Non sapeva dei maltrattamenti, dice, e se fosse vero sarebbe “a dir poco disumano“. Pare che l’uomo voglia vendere la sua licenza ma che assoggetti questo passaggio all’assunzione di Kamila, la badante che ha denunciato i fatti. Tramite i suoi avvocati, Giovanni Scudellari e Antonio Primiani, fa infatti sapere che per lei “nutre da sempre la massima stima”.

Dal carcere ai domiciliari

A Luglio E.C. viene scarcerata. Il tribunale del Riesame infatti concede gli arresti domiciliari alla badante. La donna è difesa dall’avv. Francesco De Angelis e ora attende i dettagli del domicilio individuato.

La Via dei Colori Onlus è a disposizione delle Forze dell’Ordine e delle famiglie coinvolte. Chiunque abbia bisogno può contattarci al Numero Verde 800-98.48.71. O scrivendo a: sos@laviadeicolori.org. La Via dei Colori offre consulenza tecnica e informativa gratuita. A tutti i soci offriamo sostegno legale e psicologico specializzato in caso di maltrattamenti presunti o documentati.

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