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Arrestate le maestre dell’asilo Vincenzo Russo

Arrestate Le Maestre Dell’asilo Vincenzo Russo

Palma Campania (Na) – 3 Settembre 2014 – Agg.  23 Dicembre 2017

Arrestate le maestre dell’Istituto comprensivo per l’infanzia “Vincenzo Russo” nel napoletano. I Carabinieri sono intervenuti conducendo all’arresto tre maestre dell’asilo con l’accusa di maltrattamenti aggravati. Tra i bimbi, anche alcuni bimbi portatori di handicap. Pare che sovente tornassero a casa con evidenti lividi su corpo e volto. Dopo tre anni, la condanna in primo grado: tre anni senza sospensione della pena.

Vietato il bagno ai piccoli

Fu la denuncia della mamma di due bimbi a far partire le indagini. Le telecamere nascoste dai Carabinieri nelle varie aule dell’istituto hanno documentato immagini che lascerebbero pochi dubbi: fra le altre violazioni parrebbe che ai bimbi venisse negato persino l’uso dei servizi igienici.

Genitori increduli

Come spesso accade in questi casi, alcuni genitori stentavano a credere quanto raccontato dai carabinieri: “Mia figlia non mi ha mai raccontato situazioni del genere” diceva il papà di una bimba in lacrime dopo aver visto arrestare la sua maestra. Testimonianze simili le avevamo lette anche nel caso di Conselice e del Cip Ciop di Pistoia.

Il turbamento dei bimbi e l’incuria delle maestre

Secondo le indagini, alcuni dei bambini “venivano lasciati in disparte dal resto della classe, in silenzio: lì si vede abbassare lo sguardo, rifugiare la testa tra le braccia, distendersi a terra a lungo a faccia in giù, fissare tristi il loro aguzzino consolati solo dalla carezza di qualche compagno“. I comportamenti delle imputate avrebbero quindi causato nei piccoli alunni “gravissimo turbamento psicologico“.
L’incuria delle maestre” continuano gli investigatori “consenti(va) ad alcuni bimbi di salire sul davanzale delle finestre (al piano terra), comportamento che avrebbe potuto provocare, in caso di caduta, lesioni anche gravi“.

Bimbi disabili tra le vittime

Fra i piccoli allievi vittime di violenza, è stato appurato che ci fossero anche alcuni bambini disabili. Una di queste bambine portatrici di handicap, secondo le indagini, veniva tenuta sul seggiolone “estraniata da ogni attività collettiva, e addirittura bloccata nelle sue aspirazioni di coinvolgimento nelle dinamiche collettive”.

Schiaffi, lividi e insulti

Gli episodi ritenuti rilevanti dagli investigatori sarebbero addirittura 66 e tutti documentati dalle videoregistrazioni. Tra questi “ripetuti attacchi fisici e verbali, con strattoni, spinte, schiaffi al capo e conseguenti ematomi e lividi, anche agli occhi, insulti, imprecazioni ed espressioni dispregiative“. Questi i nomi delle maestre: Carmela Graziano, 59 anni, di Palma Campania; Giovanna Donnarumma, 39 anni, di San Gennaro Vesuviano e Rosa Ambrosio, 38 anni, di Castellammare di Stabia. Sono state messe ai domiciliari su disposizione della Procura della Repubblica di Nola.

La maestra nega

Nell’interrogatorio di garanzia, le maestre hanno risposto per circa due ore ciascuna. Donnarumma, assistita dall’avvocato Biagio Arentino, ha negato gli episodi contestati, anche quello che la vedrebbe accanirsi contro la piccola disabile sul seggiolone.

La condanna in primo grado

Il Tribunale di Nola ha condannato le tre maestre in primo grado. Tre anni di reclusione, senza nessuna attenuante. Negata anche la sospensione della pena.

Come sempre La Via dei Colori Onlus ha provveduto a mettersi a completa disposizione delle Forze dell’Ordine e delle famiglie coinvolte in questo caso terribile. Chiunque avesse bisogno di consulenza tecnica gratuita o di un sostegno legale e psicologico specializzato in casi dubbi o accertati di maltrattamento, può contattarci attraverso il nostro Numero Verde 800-98.48.71 oppure scrivendo alla mail associazionelaviadeicolori@gmail.com

La vicenda:

  • 3 Settembre 2014: Tre maestre della scuola per l’infanzia Vincenzo Russo vengno arrestate per maltrattamenti aggravati
  • 10 Settembre 2014: Interrogatorio di garanzia delle tre educatrici
  • 23 Dicembre 2017: Condanna in primo grado: tre anni senza sospensione condizionale
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