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Asilo Nido sequestrato e sotto accusa.

Asilo Nido Sequestrato E Sotto Accusa.

Imola – 8 Ottobre 2016 – Agg. 15 Ottobre 2016

L’Asilo Nido sequestrato, privato e NON convenzionato stavolta si trova in Via Montecatone a Piratello nell’imolese.
Il provvedimento del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bologna (GIP) che ha colpito l’Asilo Nido sequestrato de ‘I Cuccioli’ arriverebbe a quanto pare a valle di una vasta operazione d’indagine.
In un primo momento sembrava che l’Amministrazione comunale, avrebbe rimosso all’asilo il nulla osta necessario a svolgere le attività. La struttura infatti, pur non essendo convenzionata col comune, per continuare la propria attività necessita di una regolamentare autorizzazione.

Inizialmente nebbia diffusa sulle motivazioni del sequestro:

Sebbene sulla vicenda al principio ci fosse molta nebbia, fin dai primi giorni, i vertici dell’Ufficio Scuola hanno voluto incontrare le famiglie dei bimbi iscritti per spiegare loro almeno quanto fosse a loro conoscenza .
Al principio, le voci sulla bocca del paese parlavano di alcuni genitori che avrebbero contestato le modalità di gestione amministrativa ma soprattutto disciplinare. Per questo, i genitori coinvolti avrebbero ritirato i bimbi prima dell’estate 2016 e successivamente sporto denuncia.
I titolari, così come gran parte dei genitori, nell’immediato hanno rilasciato dichiarazioni precise e sicure relativamente alla vicenda dell’asilo nido sequestrato. Secondo quanto dichiarato ai giornali, non essendo mai stati chiamati dagli inquirenti, direzione e genitori avrebbero dichiarato di essere all’oscuro di qualunque ipotetica motivazione ufficiale.

La Direzione dell’asilo nido sequestrato ad Imola ha sempre negato ogni tipo di addebito: “episodi volutamente esagerati da parte di persone che avevano i loro interessi in questa vicenda” avrebbe detto ai giornalisti la titolare successivamente indagata. La donna parla infatti di ex-insegnanti del nido che avrebbero voluto screditarla al fine di portarle via iscritti per una nuova struttura che però in realtà non sarebbe mai stata aperta.

L’Amministrazione comunale a seguito del sequestro, ha tentato di ricollocare i bambini coinvolti in altre strutture cittadine convenzionate col Palazzo di Piazza Matteotti. I bambini rimasti nella struttura ed i loro genitori, sulle prime però non sembravano molto felici di questa decisione né tanto meno della chiusura dell’asilo nido sequestrato a Piratello.

Da parte dei genitori che invece plausibilmente avrebbero dato il via alle indagini, arrivano ricostruzioni relativi ad un ipotetico “metodo del «time out»“, utilizzato per redarguire un bimbo disobbediente isolandolo dal resto del gruppo per un tot di tempo stabilito dall’insegnante.

Fin dal 2014 si sospettavano irregolarità nell’asilo nido sequestrato:

Il 14 Ottobre 2016 emerge come unica indagata la titolare della struttura. L’ipotesi di reato formulata dal PM Roberto Ceroni è quella di maltrattamenti (572 cp). Il reato sarebbe aggravato dall’abuso dell’autorità e dalla minorata età delle parti offese.
Si scopre quindi che l’accusa ha chiesto ed ottenuto che nell’asilo nido sequestrato fossero messi i sigilli dal GUP Domenico Panza (Giudice per Udienza Preliminare) a valle delle segnalazioni arrivate all’Ufficio Scuola del Comune di Imola fin dal 2014.
Secondo le ricostruzioni, le segnalazioni sono arrivate inizialmente dai genitori e poi anche da alcune ex maestre impiegate nell’asilo nido sequestrato. Sempre secondo le ricostruzioni però, nonostante le numerose segnalazioni, nell’asilo nido non sarebbero mai state installate le telecamere.

Asilo Nido sequestrato: illeciti penali ed amministrativi penderebbero sulla titolare:

Le accuse mosse all’unica indagata relativamente all’asilo nido sequestrato parrebbero essere di due origini diverse: illeciti penali per abusi ai danni di bambini con età compresa tra 2 e 3 anni, illeciti amministrativi come ad esempio un rapporto numerico educatori/bambini sbilanciato relativamente a quanto richiesto dalla norma vigente.

Secondo le indiscrezioni arrivate ai giornalisti, la titolare sarebbe stata accusata di aver imboccato a forza i piccoli ospiti dell’asilo nido, strattonandoli e vessandoli quasi quotidianamente.
Sei lento, stai diventando lento anche a parlare” avrebbe detto ad uno dei suoi piccolissimi allievi.

La donna, che secondo il PM avrebbe “creato un regime di vita intollerabile, caratterizzato da violenze fisiche e psicologiche, con “reiterati insulti alla presenza degli altri minori“, non sarebbe comunque stata raggiunta da alcuna misura cautelare.

Per la parte amministrativa, la titolare sarà difesa dall’Avvocato Claudia Cisotto mentre per la parte penale sarà rappresentata dall’Avvocato Alberto Padovani.
Padovani ha fin da subito annunciato che richiederà immediatamente il dissequestro della struttura che però risulterebbe inutile alla riapertura visto la sospensione da parte del Comune delle autorizzazioni necessarie al normale svolgimento dell’attività.

Il Comune ci ripensa e non revoca l’autorizzazione:

Il 15 Ottobre 2016 il Comune annuncia di non aver più  intenzione di ritirare all’asilo le autorizzazioni allo svolgimento delle normali attività. Il Tribunale del Riesame a questo punto sarà chiamato a decidere sull’eventuale istanza di revoca della misura cautelare e quindi sull’istanza di dissequestro.

Sull’asilo sequestrato restano però ancora dubbi. Secondo la norma vigente sui “Piccoli Gruppi Educativi” gli asili dovrebbero avere infatti un massimo 7 iscritti contemporaneamente. L’Asilo nido sequestrato invece, parrebbe che in alcune circostanze ne avrebbe avuti fino a 10.

L’Avv Cisotto, civilista della titolare ha dichiarato: “Già a Maggio abbiamo ricevuto da loro una richiesta di chiarimenti. Documentazione alla mano, abbiamo però risposto che nel nido non c’erano mai più di sette bimbi nello stesso momento”. Il Comune, inizialmente intenzionato a revocare le autorizzazioni, ha poi di fatto tirato indietro lasciando tutto invariato.

Da tutto questo ne deriva il fatto che qualora il TdR (Tribunale del Riesame) decidesse di accogliere l’istanza di dissequestro, la struttura potrebbe riaprire i battenti come se niente fosse accaduto, nonostante le indagini tutt’ora in corso. Fortunatamente, essendo tutti i bimbi già stati ricollocati in altre strutture convenzionate del circondario, l’asilo dovrebbe comunque restare vuoto.

La Via dei Colori Onlus è a completa disposizione delle Forze dell’Ordine e delle famiglie coinvolte in questo caso terribile.
Chiunque avesse bisogno di consulenza tecnica gratuita o di un sostegno legale e psicologico specializzato in casi dubbi o accertati di maltrattamento, può contattarci attraverso il nostro Numero Verde 800-98.48.71 oppure scrivendo alla mail associazionelaviadeicolori@gmail.com

I casi analoghi:

Negli scorsi anni spesso abbiamo purtroppo dovuto parlare di situazioni analoghe nei dintorni di questa città. Primo fra tutti il Caso dell’Asilo Mazzanti a Conselice emerso nel 2011e del quale ci stiamo personalmente occupando.

LA VICENDA:

  • 8 Ottobre 2016: Asilo Nido Sequestrato dal GIP del Tribunale di Bologna. Ignote le motivazioni. Il Comune dichiara che le motivazioni NON sono assolutamente collegate ad ipotetici maltrattamenti.
  • 14 Ottobre 2016: Emerge come unica indagata la titolare della struttura. L’Ipotesi di reato formulata dal PM Roberto Ceroni è quella di maltrattamenti. L’aggravante individuato sarebbe quello dell’abuso dell’autorità e dalla minorata età delle parti offese.
  • 15 Ottobre 2016: Il Comune annuncia di non aver intenzione di ritirare all’asilo le autorizzazioni allo svolgimento delle normali attività.
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