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Bambini maltrattati nell’asilo di Fiumicino

Bambini Maltrattati Nell’asilo Di Fiumicino

Fiumicino (Rm) – 26 Giugno 2019 – Agg. 15 Dicembre 2019

Due maestre sono sospese a Fiumicino, dopo le indagini della Squadra mobile di Roma che ha identificato bambini maltrattati nella Scuola d’Infanzia “Isola dei Tesori”.

I campanelli di allarme

Le indagini prendono il via con la denuncia dei genitori di un bambino: da qualche mese il piccolo aveva paura di andare a scuola, era nervoso, aveva scatti d’ira, pianto e aggressività. La famiglia coglie questi campanelli di allarme e si rivolge alle forze dell’ordine.

Bambini maltrattati: umiliati e costretti a stare immobili

La Squadra mobile di Roma, coordinata dalla Procura di Civitavecchia, svolge le indagini, avvalendosi anche di intercettazioni ambientali e telecamere nascoste. Emergono così le violenze fisiche e psicologiche. Bambini maltrattati, umiliati, strattonati, spinti, minacciati, insultati con epiteti come “scemo”, costretti a stare immobili con la testa sul banco, isolati o “confinati” dietro la cattedra. In alcune occasioni una delle maestre avrebbe usato le mani di un bambino per colpirne un altro incitandolo dicendo “più forte” per insegnargli la legge del taglione. I piccoli che tentavano la fuga venivano trascinati dall’altra parte dell’aula.

Due maestre sospese

Nella mattinata del 25 giugno due maestre, M.I. e M.A., vengono sottoposte a misura cautelare: sospensione da pubblico ufficio o servizio per un anno.

Le dichiarazioni del sindaco

“Non vorremmo mai ascoltare notizie del genere – afferma il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino – Le due maestre lavorano in una struttura statale e sono dipendenti statali, non comunali. In ogni caso, come Amministrazione, e dopo gli avvenimenti passati, negli ultimi mesi abbiamo intensificato controlli e attività di supporto per le nostre insegnanti che lavorano nei nidi e nelle materne comunali, a loro tutela ma soprattutto a tutela dei bambini che frequentano tali istituti”.

La formazione per insegnanti

Il Garante dell’Infanzia di Fiumicino, Roberto Tasciotti, fa sapere che da settembre è previsto un progetto di formazione per insegnanti delle scuole dell’infanzia dedicato alla gestione dei fattori di rischio. “Non solo – afferma al Faro onlinela mia proposta vede anche la creazione in ogni plesso scolastico di un ‘Comitato di plesso’, formato da tre genitori e tre insegnanti, per confrontarsi di frequente sulle criticità eventualmente espresse all’interno di quel plesso. Una cosa diversa dal Consiglio di Istituto, organo ormai datato nel tempo e comunque con competenze diverse da quelle che ho in mente. Ciò che si deve creare è uno spazio di confronto costante, per fare in modo di affrontare i problemi prima che diventino tali”.

Il Tribunale del Riesame li ritiene “abusi dei mezzi di correzione” e revoca la misura cautelare

Come avviene nella maggior parte dei casi di maltrattamento infrastrutturale, gli avvocati Nicodemo Gentile e Gianfranco Carluccio difensori delle maestre, hanno presentato un ricorso al Tribunale per la Libertà per richiedere la revoca della misura cautelare delle due indagate. Il giudici del TdR, ritenendo valide le relazioni stilate dai consulenti di parte delle indagate e le allegate testimonianze non prive di accertamenti tecnico-scientifici, hanno accolto il ricorso dei difensori.

Secondo quanto ricostruito sulle pagine de Il Tempo, nel Dicembre 2019 il Tribunale per il Riesame (TdR) di Roma revoca così la misura cautelare contestata dal Pubblico Ministero (PM) alle indagate e ridefinisce il reato definito in “Maltrattamenti verso familiari e conviventi” (572 cp) dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP), per la propria competenza, come “Abuso dei mezzi di correzione” (571 cp). Revocando la misura cautelare, le insegnanti saranno libere di tornare a insegnare.

Genitori esterrefatti: i bambini maltrattati potranno ritrovarsi a contatto con le indagate

Alessio Territo, papà coinvolto in questo terribile caso di maltrattamenti infrastrutturali sentito dal quotidiano online Il Faro, si dicono ovviamente esterrefatti: “Facciamo fatica ad accettare che un giudice, nonostante tutte le prove messe anche a disposizione del pubblico ministero, abbia potuto derubricare il reato e rimettere le maestre dentro una scuola”.

Ma il papà intervistato non si lascia fermare dallo sconforto e aggiunge: “A gennaio inizierà il processo, e in quella sede vedremo cosa accadrà, anche perché sarà possibile produrre anche nuove prove. Per adesso possiamo solo dire di essere scioccati da questa decisione“.

La Via dei Colori Onlus è a disposizione delle Forze dell’Ordine e delle famiglie coinvolte. Chiunque abbia bisogno può contattarci al Numero Verde 800-98.48.71. O scrivendo a: sos@laviadeicolori.org. La Via dei Colori offre consulenza tecnica e informativa gratuita. A tutti i soci offriamo sostegno legale e psicologico specializzato in caso di maltrattamenti presunti o documentati.

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