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Bambino violentato e costretto a prostituirsi da madre, padre e “zio”

Bambino Violentato E Costretto A Prostituirsi Da Madre, Padre E “zio”

Pistoia  – Gennaio 2010 – Agg. 19 Luglio 2018

Violenza sessuale e prostituzione minorile. Questa volta La Via dei Colori si occupa di reati diversi dal maltrattamento infrastrutturale per un caso che nasce in famiglia ma viene scoperto all’interno di un centro sociale e della famiglia affidataria del minore. Il minore è Piero (nome di fantasia) violentato sessualmente e costretto a prostituirsi, fin dalla tenera età di sei anni, dai genitori e da un cugino del padre, chiamato “zio Omar”.

La segnalazione

Madre italiana, padre marocchino. Piero cresce in una famiglia molto povera e molto litigiosa, in un paesino in provincia di Prato. Il centro sociale Azimut segnala il caso e il Tribunale dei Minori affida il bambino a un’altra famiglia. Nel nuovo contesto di serenità e affetto, Piero racconta alla madre affidataria di aver subito violenze sessuali. Parte la denuncia.

Il fascicolo “sfortunato”

Il fascicolo viene aperto contro ignoti presso il Tribunale di Prato. Da qui in poi affronta una serie di peripezie: viene smarrito e poi ricostituito, viene trasferito ad altre procure per incompetenza territoriale. Il processo si svolge presso il Tribunale di Pistoia, ma solo sopo due richieste di archiviazione.

Lo zio Omar

Il primo nome viene fuori da un bigliettino in cui Piero scrive: Caro Gesù proteggimi da Omar che mi vuole fare queste brutte cose, che cerca di farmi male quando ero dalla mia famiglia. La sua maestra lo consegna agli inquirenti. Omar, o zio Omar come lo chiama Piero, è Omar Eddouaz, marocchino, cugino del padre.

La violenza sessuale e la prostituzione

Le violenze si svolgono a casa di Omar, in un paesino in provincia di Pistoia. Piero descriverà molto bene la sua casa e persino il proprietario che vive lì accanto. Racconta i fatti, soprattutto, prima nell’ambito di una perizia poi nel dibattimento. Con i genitori andava a casa di Omar, sempre nel fine settimana, a volte durante la settimana, saltando la scuola. Oppure era Omar ad andare a prenderlo. Subiva atti sessuali ed era costretto a prostituirsi con altre persone. Tutto alla presenza (e partecipazione) dei genitori. La madre gli tappava la bocca per non far sentire le sue urla di dolore. Piero racconta anche dello scambio di denaro fra gli adulti.

Lo scambio di denaro, un racconto di Piero

Certo – racconta Piero alla mamma affidataria che gli chiedeva se avesse mai visto girare soldi – Quegli uomini venivano mentre ero a guardare la tv, mi prendevano di forza, mi portavano nella camera, mi facevano quelle schifezze e poi i davano dei soldi a Omar. Ma pochi: 5, 10, massimo 20 euro. Poi spesso se ne andavano o se erano marocchini, rimanevano con Omar, il babbo e la mamma in cucina a bere“. A quel punto la donna gli chiede: E la mamma e il babbo dov’erano mentre davano questi soldi? E lui risponde: “Omar dava una parte dei soldi al babbo, si andavano a comprare il vino o la birra e loro festeggiavano mentre arrivava un altro uomo e ricominciava tutto da capo“. Trattandosi di un caso delicato, rimandiamo ulteriori contenuti all’area riservata.

La difesa dell’Avv. Canobbio

È l’avv. Giulio Canobbio, difensore di Piero e Direttore del Comitato scientifico de La Via dei Colori Onlus, a opporsi alle due richieste di archiviazione in cui il Pubblico Ministero, Filippo Focardi, parla di “dichiarazioni eccessivamente generiche” o della mancanza di “riscontri di natura sensoriale (a parte un generico dolore)“. Quel “generico dolore” porta a Piero disagi di vario tipo, anche a distanza di anni, anche inserito nel nuovo ambiente familiare.

La sentenza

Dopo due richieste di archiviazione, grazie alla tenacia di Piero, della sua nuova famiglia e dell’Avv. Canobbio, il 19 Luglio 2018 arriva la sentenza: 16 anni a Omar, 15 alla madre di Piero e 15 al padre. Una pena complessiva di 46 anni e una provvisionale di 50 mila euro.

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