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Bari, bambini autistici maltrattati: legati e schiaffeggiati

Bari, Bambini Autistici Maltrattati: Legati E Schiaffeggiati

Noicattaro (Ba) – 12 Gennaio 2019 – Agg. 7 Febbraio 2019

Bambini autistici maltrattati nel centro di riabilitazione Istituto Sant’Agostino di Noicattaro, Bari. I minori, fra 7 e 15 anni, venivano legati alle sedie, minacciati, insultati e presi a schiaffi. Quattro educatrici arrestate e altre due donne indagate in stato di libertà.

La segnalazione di una dipendente

L’Istituto Sant’Agostino è conosciuto come un centro d’eccellenza, accoglie bambini autistici e con altre disabilità, ed è convenzionato con il Servizio sanitario nazionale. A ottobre 2018 una delle dipendenti segnala alle forze dell’ordine di aver visto compiere violenze sui minori da parte di colleghi, già dal 2016. Partono le indagini dei Carabinieri che per un mese, da inizio novembre a inizio dicembre, riprendono ciò che accade all’interno del centro.

Bambini autistici maltrattati: legati, minacciati e schiaffeggiati

Cento episodi di violenza in un mese. I bambini, nove, tutti con gravi forme di autismo, venivano legati alle sedie con le braccia bloccate dietro la schiena. Se piangevano o urlavano, tappavano loro la bocca con un fazzoletto fino quasi a non farli respirare. Venivano spinti contro il muro o tra il muro e il banco, o tenuti con la testa pressata sul pavimento. A sentire gli audio registrati in bagno, venivano schiaffeggiati sulla pelle nuda. Mentre piangevano. E ancora, i piccoli ospiti venivano insultati, minacciati e presi a parolacce.

Bambini impossibilitati a comunicare le violenze subite

Non solo minori. Trattandosi di bambini autistici, non potevano comunicare alle famiglie cosa subissero. Alcuni di loro erano anche affetti da mutismo, nei video si vedono difendersi con la loro unica possibilità: mettevano le mani davanti agli occhi. Alcune volte avrebbero riportato delle lesioni, giustificate dagli educatori come segni di cadute.

Quattro arresti

A Gennaio 2019 i Carabinieri di Triggiano arrestano quattro donne: tre educatrici e una insegnante di sostegno. Sono G.M., 42 anni, L.R., 29 anni, S.R., 42 anni e L.L., 28 anni, finite ai domiciliari. Altre due donne sono indagate in stato di libertà.

L’interrogatorio di garanzia: non maltrattamenti ma tecniche di contenimento

Una delle donne si avvale della facoltà di non rispondere. Le altre compaiono dinanzi al Gip di Bari Giovanni Abbatista: per alcune accuse, negano, per altre spiegano che si tratta di tecniche terapeutiche di distrazione e contenimento, e non di maltrattamenti.

L’Istituto S. Agostino: Noi parte lesa

I fatti assunti agli onori della cronaca sono in corso di accertamento attraverso una rigorosa e severa verifica interna – così si legge in una nota dell’Istituto a firma degli avvocati Alessandro Dello Russo e Luigi Milani – L’Istituto S. Agostino è parte lesa“. Il centro assiste bambini e ragazzi con autismo ma presta anche servizi di riabilitazione in forma ambulatoriale o semiresidenziale. “Tutte le prestazioni continueranno ad essere regolarmente erogate – assicura il centro – secondo gli standard di eccellenza ai quali l’Ente ha sempre fatto riferimento”.

L’Ordine degli psicologi: Prevenire il burn out

Serve prevenzione – afferma Antonio Di Gioia, presidente dell’Ordine degli Psicologi di Puglia – Bisogna occuparsi della gestione dello stress-lavoro correlato degli insegnanti e degli educatori, oggi sempre più esposto a rischi della sindrome di burn-out. Non possiamo fermarci dinanzi al fatto accaduto e limitarci alla denuncia del presunto maltrattamento e all’attesa di un’eventuale pena comminata, ma occorre impegnarsi migliorando la qualità della comunicazione, invitando i dirigenti scolastici a promuovere interventi preventivi volti a migliorare la qualità delle relazioni per il benessere interpersonale. Dobbiamo fare in modo che non ricapiti, analizzare le cause che hanno contribuito all’esplosione di questi episodi“.

Una mamma picchia un’educatrice

Dopo alcuni giorni una mamma entra nell’Istituto con la sua bambina. La piccola ha una reazione di disagio, “ha iniziato a piangere, a urlare e buttarsi per terra” – racconta la mamma – Ho perso la testa“. Viene chiamata l’assistente sociale per mostrare la reazione della bambina. Il papà porta via la piccola e la donna resta a chiedere chi fosse l’educatrice della classe di sua figlia, la cerca e la picchia. Al Quotidiano italiano ammette: “Non avevo premeditato l’aggressione, della quale mi pento soprattutto perché avvenuta davanti ad alcuni bambini”. Sul posto intervengono Carabinieri e 118.

Tre educatrici tornano libere

Il 5 Febbraio 2019 il Tribunale del Riesame accoglie il ricorso degli avvocati Vita Torroni, Davide Bellomo e Guglielmo Starace: tre educatrici tornano in libertà. Revocata dunque la misura degli arresti domiciliari per carenza di esigenze cautelari e di gravi indizi. Resta ai domiciliari la quarta educatrice accusata di una cinquantina di episodi di violenza.

Cambia il reato: abuso dei mezzi di correzione

Per due educatrici, R.S. e L.L., i giudici del riesame riqualificano il reato, derubricandolo da maltrattamenti ad abuso dei mezzi di correzione. Per la terza rimessa in libertà, viene stabilito un anno di interdizione.

La Via dei Colori Onlus è a disposizione delle Forze dell’Ordine e delle famiglie coinvolte. Chiunque abbia bisogno può contattarci al Numero Verde 800-98.48.71. O scrivendo a: sos@laviadeicolori.org. La Via dei Colori offre consulenza tecnica e informativa gratuita. A tutti i soci offriamo sostegno legale e psicologico specializzato in caso di maltrattamenti presunti o documentati.

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