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Bari “Guarda cosa hai fatto, stupido idiota”. Querelata la maestra.

BARI – Una delle maestre prende il quaderno di un bimbo di 10 anni notoriamente timido e riservato, lo mostra alla classe e dice: “Guardate cosa fa questo stupido idiota“.

Accade tutto il 4 Dicembre, nella quinta elementare di una scuola di Poggiofranco nella provincia Barese. Il ragazzo, dopo la frase spiacevolissima della maestra, è scoppiato a piangere inconsolabile ed i suoi compagni hanno rimproverato la maestra per i toni usati e per quella frase che tanto lo ha ferito.  Tornato a casa, il bambino ha però raccontato tutto alla mamma che infuriata ha deciso di querelare l’insegnante.

«Alcuni genitori in passato – racconta la mamma al Corriere del Mezzogiorno – mi avevano già riferito di qualche frase che questa maestra era solita usare. Ma non ho voluto crederci fino a mercoledì, quando mio figlio mi ha riferito, tra le lacrime, cosa era successo».
La madre del piccolo allievo, lo ha portato al pronto soccorso e lo ha fatto valutare da un medico e da una psicologa. In uno dei referti si legge: «si testimonia lo stato di ansia reattiva dopo l’aggressione verbale ripetuta in ambiente scolastico da parte di un’insegnante».

«Sono comportamenti inaccettabili – ribadisce la signora al Corriere – mio figlio è molto timido e silenzioso. E’ vero, è ansioso e certe volte questa ansia lo porta a stare in silenzio. Ma fa parte della sua crescita. Come si permette un’insegnante, che dovrebbe educare, a trattarlo in quella maniera? Ho ricevuto la solidarietà di molti genitori della sua classe. Questa volta l’insegnante non la passerà liscia».
Il giorno successivo all’episodio, la mamma del ragazzo ha voluto incontrare anche la Dirigente della scuola per raccontarle come sono occorsi i fatti e per avvisarla di persona, che aveva provveduto a sporgere denuncia nei confronti della maestra. “Mi ha risposto che avrebbe parlato con l’insegnante  –racconta la madre del piccolo – e che sarebbe intervenuta in qualche maniera. Ma io le ho detto che mio figlio non sarebbe più tornato in quella classe fin quando ci sarebbe stata quella maestra. La preside ha l’obbligo di prendere provvedimenti perchè situazioni del genere non sono accettabili”.

Il ragazzo, dopo l’episodio, è stato ritirato da scuola: «Aspetto fino alla prossima settimana – dice ancora la mamma – non voglio fargli perdere dei giorni di lezione, considerando che questo è l’ultimo anno e poi andrà alle medie. Ma ora mio figlio è troppo colpito da quello che è accaduto, perché non si aspettava che un’insegnante potesse identificarlo in quel modo».

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