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Bimbi vittime delle maestre a Reitano (ME)

Bimbi Vittime Delle Maestre A Reitano (ME)

Reitano (ME) – 25 Maggio 2016 – Agg. 26 Settembre 2018

Viene da un piccolo paese siciliano la notizia di maltrattamenti in una scuola elementare. A Reitano, in provincia di Messina, sono accusate quattro insegnanti: Giuseppa Calanni, Serafina Aragona, Rita Crascì e Graziella Lanza Cariccio. Una realtà così piccola che la scuola consta di due sole classi: una raduna prima seconda e terza, l’altra quarta e quinta. Così piccola che la notizia, del maggio 2016, arriva a noi, sulla pagina Facebook i primi di Febbraio 2017.

I campanelli di allarme e l’inizio delle indagini

Nei primi mesi del 2016 i genitori notano un cambiamento negativo nei loro figli che con tenacia crescente si rifiutavano di andare a scuola o tornavano intimoriti e sempre più spesso piangenti e mortificati. Insospettiti da questi campanelli di allarme, le famiglie si rivolgono al commissariato di polizia di Sant’Agata.
Secondo le ricostruzioni dei fatti riportati su Messinaora, prima di arrivare a richiedere l’intervento della polizia di Sant’Agata di Militello, i genitori avevano provato in diversi modi a farsi ascoltare ma con l’unico risultato di essere sottovalutati o derisi.

Le intercettazioni ambientali

Le indagini sono coordinate dal vicequestore aggiunto Daniele Manganaro e si avvalgono anche di registrazioni audio e video. Tra le immagini raccolte, 32 episodi di violenza. Pare che uno dei bambini avrebbe disegnato la maestra come la “moglie di Satana”. Principale indagata, Giuseppa Calanna, le altre avrebbero omesso di intervenire.

Sospese tre delle quattro maestre

Il 1 Giugno 2016 il Gip del Tribunale di Patti Ugo Domenico Molina, dispone le misure cautelari  su richiesta del Pubblico Ministero Giorgia Orlandi: sospensione dal servizio per un anno alla maestra più anziana originaria di Caronia, mentre le altre due vengono sospese per sei mesi. Nei giornali locali però in quella stessa data, compaiono notizie secondo le quali il magistrato starebbe pensando ad uno “scambio di persona”. Secondo il magistrato infatti, la polizia, avrebbe di fatto identificato una maestra sbagliata, per altro moglie di un carabiniere di Mistretta, sede della direzione didattica a cui appartiene la scuola.
In questo clima di confusione informativa e di sorpresa generale, la Direzione Didattica cerca di difendersi sul quotidiano in questione dalle accuse dei genitori.

Offese e vessazioni

Sei una capra, cretino, schifosi, cammina tu e tua madre pure…Un porcospino sei, un ritardato mentale, siete cosa di stare per la strada e di andarsene veramente nel carcere minorile, non siete cosa di stare con le persone per bene. Appena tu non scrivi ti vengo a prendere e ti passo con i piedi sulla pancia, vi lascio il segno addosso per tutta la vita”. Questa è solo una delle frasi registrate dagli inquirenti nelle intercettazioni ambientali. Offese, minacce e sovente anche percosse e umiliazioni.

Gli interrogatori di Garanzia

Gli interrogatori di garanzia dell’insegnante disegnata dal bambino come la “moglie di Satana” si svolgono nel Tribunale di Patti. La donna si avvale della facoltà di non rispondere e non richiede l’attenuazione della misura cautelare. L’insegnante di religione invece richiede l’attenuazione della misura e ottiene una riduzione di 2 mesi (da sei a quattro mesi). L’insegnante che invece secondo il magistrato era stata vittima di uno scambio di persone, pare non essere stata raggiunta da alcuna successiva conferma o disconferma.

L’Avviso di Conclusione Indagini (ACIP)

Il 9 Febbraio 2017 Giorgia Orlando, sostituto procuratore di Patti, notifica l’Avviso di Conclusioni Indagini Preliminari (ACIP) confermando i nomi delle indagate: Serafina Aragona, 48 anni originaria di S.Stefano di Camastra (moglie del carabiniere in forza alla Compagnia di Mistretta) e Giuseppa Calanna, 58 anni originaria di Marina di Caronia, assistite dall’avvocato Benedetto Ricciardi; Rita Crascì, 41 anni di Castell’Umberto e difesa dall’avvocato Santino Trovato e Giuliana Lo Castro, 53 anni, di Castell’Umberto, assistita dall’avvocato Carmelo Occhiuto. Secondo la ricostruzione dei giornalisti, l’avvocato Benedetto Ricciardi avrebbe eccepito una tesi difensiva a discolpa dell’operatrice scolastica di 59 e questa sarebbe stata accolta dal Pubblico Ministero Orlando. La persona in oggetto non era stata a suo tempo raggiunta da alcun provvedimento di sospensione. Secondo il suo legale, non esisterebbero elementi sufficienti a giustificarne il rinvio a giudizio.

Due rinvii per l’udienza preliminare

L’udienza preliminare fissata per il 7 giugno 2017 viene rinviata al 5 luglio per difetto di notifica a uno dei legali delle imputate. Ma a luglio, un nuovo rinvio. Il giudice dell’udienza preliminare (Gup) Eugenio Aliquò dispone l’aggiornamento delle parti per consentire la costituzione in giudizio del Ministero dell’Istruzione, università e ricerca in qualità di civilmente responsabile. Le istanze a costituirsi parte civile presentate dalle famiglie dei bimbi vittime, vengono tutte accolte, dopo l’opposizione dei legali Carmelo Occhiuto e Santino Trovato, difensori di alcune maestre imputate.

Tre giudizi e un rito abbreviato

L’udienza preliminare si tiene il 5 ottobre 2017. In aula alcune delle famiglie rappresentate dall’Avv. Giulio Canobbio, anche Direttore Scientifico della nostra associazione. Il GUP Aliquò rinvia a giudizio tre maestre: Giuseppa Lanza Cariccio, Rita Crascì e Giuseppa Calanni. L’udienza è fissata per il 19 marzo 2018, data in cui le imputate compariranno davanti al giudice monocratico del Tribunale di Patti. Serafina Aragona invece sceglie il rito abbreviato, sarà giudicata il 6 dicembre 2017. Nel corso dell’udienza vengono formulate alcune richieste preliminari che il GUP rigetta. Giudizio rinviato anche il 25 Gennaio 2018, quando il giudice restituisce gli atti al pm affinché indaghi per abuso dei mezzi di correzione, anziché maltrattamenti.

La perizia psichiatrica

Il processo prende il via il 26 Settembre 2018, dopo il rinvio di marzo. L’avv. Paolo Chicco, difensore di Giuseppa Calanni, chiede per la sua assistita la perizia psichiatrica per accertare la capacità di intendere e di volere. Accordata dal giudice Torre, l’udienza è rinviata a novembre per l’affidamento dell’incarico al consulente tecnico. Gli avvocati delle altre due maestre, che rispondono in concorso di reato per omessa vigilanza, attendono l’esito: “Se la perizia dovesse accettare l’incapacità di intendere e di volere dell’imputata, si ritornerebbe alla fase preliminare“.

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La Via dei Colori Onlus è a disposizione delle Forze dell’Ordine e delle famiglie coinvolte. Chiunque abbia bisogno può contattarci al Numero Verde 800-98.48.71. O scrivendo a: sos@laviadeicolori.org. La Via dei Colori offre consulenza tecnica e informativa gratuita. A tutti i soci offriamo sostegno legale e psicologico specializzato in caso di maltrattamenti presunti o documentati.

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