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Bimbo sputa, la maestra fa altrettanto: il parere degli esperti.

Bimbo sputa alla maestra, lei risponde facendo altrettando ed incitando gli altri bimbi a fare lo stesso!

Abbiamo parlato dell’articolo pubblicato giovedì scorso (QUI) con la Dottoressa Maddalena Mancioli, una delle Nostre Psicologhe. Abbiamo provato a capire gli aspetti che hanno spinto l’una e l’altra parte a comportarsi così, ma sopra a tutto abbiamo provato a capire come poter prevenire o affrontare situazioni del genere.

(Articolo a cura della Dott.sa Maddalena Mancioli)

Dottoressa Maddalena Mancioli

Dott.sa Maddalena Mancioli – Psicoterapeuta LVdC

Premesso che sputare o incitare a farlo è comunque un atto violento che deve essere condannato, e questo è ancora più grave se fatto da una persona adulta che dovrebbe educare e fungere da guida per i nostri figli; varrebbe forse la pena di analizzare l’episodio in maniera più globale cercando capire perché sia accaduto un episodio del genere invece di stabilire chi ha ragione e chi ha torto, al fine anche di prevenire simili episodi in futuro. 

Le maestre a volte si trovano in difficoltà, senza strumenti o metodi alternativi. La figura dell’educatrice viene messa davanti ai propri limiti professionali (e forse anche personali) dall’alunno e purtroppo, alla ribalta delle cronache, capitano sempre più spesso casi in cui si reagisce in maniera aggressiva a comportamenti più o meno aggressivi e provocatori. Questo non dovrebbe succedere perché il ricorso alla violenza non è mai giustificabile, a maggior ragione con dei bambini o persone indifese. Per questo ritengo che sia fondamentale prevedere per gli insegnanti una formazione ed un aggiornamento professionale specifico che “li educhi a educare” e che li sostenga anche da un punto di vista psicologico. E’ un dato reale infatti che gli educatori siano una categoria a rischio burnoute molto spesso nelle nostre scuole ci troviamo di fronte a modelli educativi obsoleti che nemmeno in minima parte si rifanno ai precetti della pedagogia moderna: se il bambino a scuola sta bene e si diverte, apprende meglio. Concetti come disciplina e punizione appaiono oggi abbastanza anacronistici.
Credo fermamente che non esistano bambini “cattivi” a priori, ma solo bambini che con i loro atteggiamenti ci mandano dei segnali che abbiamo il dovere di interpretare sia come genitori che come insegnanti. Reagire con la violenza alla violenza è di per sè sbagliato, e non può portare altro che ad un inasprimento del comportamento aggressivo del bimbo.
Ci sarebbe inoltre da fare una considerazione sulla struttura del sistema scolastico attuale. La legge 53/2003 sancisce il principio di personalizzazione dell’insegnamento; su questa scia la Direttiva ministeriale 27/12/2012 ha introdotto il concetto di Bisogni Educativi Speciali (BES).
Semplificando, è facoltà degli insegnanti, in presenza di una difficoltà di apprendimento clinicamente fondata ma non ricadente nei casi regolamentati dalle leggi 104/92 e 170/2010 ed imputabile a svariate origini, prevedere strumenti specifici e la stesura di un Piano Didattico Personalizzato (PDP). Questo in teoria. Nella realtà molto spesso i genitori si trovano davanti a insegnanti disorientati, sia per mancanza di chiarezza nelle direttive, sia per carenza di formazione specifica nonché spesso messi alle strette da logiche di gestione puramente economiche. Il risultato è purtroppo che chi ha i maggiori danni è proprio il bambino che non viene compreso nell’espressione del suo disagio ed etichettato come ‘problematico’ senza dargli la possibilità di essere altro o di apprendere secondo modalità per lui praticabili. 
L’intervento della Dott.sa Mancioli ci permette di capire con chiarezza quanto delicato sia l’argomento e quanto ancora ci sia da fare per prevenire problematiche analoghe a questa. La Via dei Colori da anni è impegnata nel cercare nuove strade e soluzioni, e certamente non ci fermeremo alle prime difficoltà. Per informazioni in merito al post o per contattare la Dott.sa Mancioli, potete commentare questo post o inviare una mail privata ad associazionelaviadeicolori@gmail.com
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