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Brescia, niente cibo né cambio del pannolino per punizione

Brescia, Niente Cibo Né Cambio Del Pannolino Per Punizione

Rodengo Saiano (Br) – 13 Giugno 2019 – Agg. 7 Novembre 2019

Spinte, parolacce. Niente cibo né cambio del pannolino per punizione: sarebbe accaduto ai bimbi di un asilo nido di Rodengo Saiano, vicino Brescia. Tre maestre sono accusate di maltrattamenti aggravati.

La denuncia di un genitore e una ex collega

Secondo quanto emerso dalle prime notizie sulla stampa, il caso si apre con la denuncia di un genitore, allarmato dai cambi umorali del proprio figlio, e con la segnalazione di una ex dipendente, dimessa dalla struttura privata accreditata dopo aver notato comportamenti scorretti nelle colleghe. A Dicembre 2018 la Polizia installa le telecamere nascoste e successivamente anche i servizi di intercettazioni ambientali nell’asilo “La spiaggia delle tartarughe”.

Niente cibo né cambio del pannolino per punizione

Nei video registrati si vedono le maestre che spingono i piccoli a terra. Ma i maltrattamenti sarebbero stati ulteriori: la Questura di Brescia parla infatti di “reiterati comportamenti consistenti in parolacce, spintoni o punizioni come il mancato cambio del pannolino o la sottrazione del cibo ai bambini” a fronte di un capriccio.

Tre maestre sotto accusa

Tre maestre sono accusate di maltrattamenti aggravati. Per loro il Pm Marzia Aliatis aveva chiesto gli arresti domiciliari, il Gip del tribunale di Brescia Paolo Mainardi dispone l’obbligo di firma: le educatrici devono quotidianamente presentarsi alla Polizia giudiziaria. Due di loro hanno 29 anni, una 25. Una scuola di Rodengo Saiano, la Anna Maria Fenaroli, con un comunicato si dichiara estranea ai fatti nelle prime ore, quando ancora non si conosceva il nome della scuola coinvolta.

La reazione delle famiglie

Le famiglie protestano, si crea un via via dinanzi alla scuola, e si tiene un incontro con la dirigente scolastica accusata di non aver riferito nulla dell’indagine in corso. I genitori vogliono capire cosa stia accadendo, decidere il da farsi. Molti parlano di spostare i piccoli in un’altra scuola. Gli iscritti sono circa trenta.

Le intercettazioni con la dirigente

Tutto questo non si può tollerare. Se i genitori vengo a saperlo è un casino“. Così una educatrice alla dirigente della struttura, in una delle frasi intercettate dagli inquirenti. La donna, prima di dimettersi, come altre due colleghe nello stesso asilo, aveva detto alla responsabile del nido di quanto visto in aula. “Non puoi dire a una bambina che è una schifosa oppure lasciare un bambino in un angolo e gridargli di stare lì, perché è chiaro che si fa la pipì addosso”. E ancora, si legge sul Giornale di Brescia: “Questa mattina mi sono trovata sola con dodici bambini perché loro spariscono“.

L’incontro de La via dei Colori con le famiglie

Domenica 16 Giugno La Via dei Colori incontra le famiglie, mettendosi a disposizione con il suo team multidisciplinare. “Esserci subito ci ha permesso di essere più efficaci possibili – afferma la presidente Ilaria Maggi – Siamo disponibili per valutare le singole posizioni di quanti ritengono di avere il diritto di sapere cosa sia accaduto e mobilitarsi per ottenere verità e giustizia. Ho toccato con mano quanto una brutta esperienza possa diventare una strada“.

L’interrogatorio di garanzia

La direttrice annuncia di aver avviato la procedura per il licenziamento. Le maestre intanto si recano davanti al giudice Mainardi per l’interrogatorio di garanzia. Scelgono infatti di parlare e raccontano la loro versione dei fatti: “Non li abbiamo mai insultati. Non li abbiamo mai lasciati digiuni e sporchi. Non li abbiamo mai maltrattati“. Le donne respingono le accuse e ammettono solo di aver perso la pazienza in alcuni momenti, come lo strattone visto nei video diffusi: “In quelle rarissime occasioni siamo state forse brusche e, se lo siamo state, è dipeso dalla tensione lavorativa alla quale, in alcune fasi della giornata, come quelle del pranzo, siamo sottoposte”.

Il racconto di una mamma

Mia figlia ha frequentato l’asilo nido La Spiaggia delle Tartarughe per un periodo. Quando ha cominciato a frequentarlo, mese dopo mese l’ho vista cambiare. È diventata sempre più nervosa, spesso non dormiva ed era terribilmente irritabile e capricciosa. Prima era una bimba amabile e molto serena – così racconta una mamma al GiornoNon solo: quando tornava a casa spesso doveva essere cambiata. Ho più volte fatto presente la cosa alle insegnanti, che però hanno sempre ribadito che probabilmente aveva avuto un bisogno fisico poco prima di rientrare a casa. A questo aggiungo che la piccola, molto spesso, mostrava di essere affamata. Non mi ha però mai detto nulla, anche perché era molto piccola e quindi forse non ha capito. Una cosa devo dirla: non le ho mai trovato segni addosso”.

Il Tribunale del Riesame

Il 3 Luglio le maestre si trovano davanti al Tribunale del Riesame: rigettata la richiesta di annullamento della misura cautelare. Per le donne resta l’obbligo di firma. Respinta anche la richiesta del Pm Marzia Aliatis degli arresti domiciliari. Le insegnanti si dicono “disperate” per la situazione e negano di aver maltrattato i piccoli.

Il licenziamento di un maestro non indagato

Le comunichiamo che a causa della mancanza di lavoro siamo costretti a recedere dal rapporto in essere per giustificato motivo oggettivo“. Così dice la lettera di licenziamento ricevuta da un maestro non coinvolto nell’inchiesta. Mentre le educatrici indagate sono sospese, lui è licenziato per mancanza di lavoro e lo stesso potrebbe rischiare una collega ora in malattia. L’uomo si rivolge a un avvocato per impugnare il provvedimento e valutare la costituzione come parte civile nel processo.

Progetti di cambiamento

La responsabile dell’asilo intanto invia tramite Whatsapp una convocazione dei genitori per informarli dei progetti di cambiamento del prossimo anno scolastico: vecchie tariffe, nuovo nome, telecamere di sorveglianza.

La chiusura delle indagini

A inizio Novembre 2019 la Procura di Brescia chiude le indagini e l’avviso viene notificato alle maestre e alle famiglie coinvolte. Le tre maestre hanno venti giorni per chiedere di essere sentite dal Pm o depositare memorie difensive.

La Via dei Colori Onlus è a disposizione delle Forze dell’Ordine e delle famiglie coinvolte. Chiunque abbia bisogno può contattarci al Numero Verde 800-98.48.71. O scrivendo a: sos@laviadeicolori.org. La Via dei Colori offre consulenza tecnica e informativa gratuita. A tutti i soci offriamo sostegno legale e psicologico specializzato in caso di maltrattamenti presunti o documentati.

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