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Castelli di Roma, bambini strattonati e colpiti alla testa

Castelli Di Roma, Bambini Strattonati E Colpiti Alla Testa

Roma – 8 Gennaio 2019 – Agg. 31 Gennaio 2019

Bambini strattonati, scaraventati a terra, colpiti alla testa e umiliati. Così emerge dalle indagini nell’Asilo San Giuseppe di Ariccia, alle porte di Roma, che hanno portato all’arresto di tre maestre e una collaboratrice scolastica con l’accusa di maltrattamenti.

Dalla denuncia alle intercettazioni

Le indagini partono a ottobre 2018 con la denuncia di alcuni genitori con il sospetto che nella scuola d’infanzia dei loro piccoli, in zona Castelli di Roma, si verificassero maltrattamenti. I Carabinieri installano telecamere nascoste e con l’ausilio delle intercettazioni ambientali vengono registrati diversi episodi di violenza quotidiana.

Bambini strattonati e colpiti alla testa

Bambini strattonati, scaraventati a terra, colpiti alla testa e offesi verbalmente. E quotidianamente. Dalle tre maestre e dalla collaboratrice scolastica, tutte tra i 55 e i 65 anni. Gli inquirenti parlano di “sopraffazione sistematica” da parte delle quattro donne sui bambini fra i 3 e i 5 anni.

Arresti domiciliari per tre maestre e una collaboratrice scolastica

Nella mattina dell’8 Gennaio 2019 le donne vengono raggiunte da ordinanza di misura cautelare prima di uscire di casa (a Velletri, Albano, Ariccia e Formia). Sono tutte agli arresti domiciliari.

La dichiarazione del Comune di Ariccia

“Le scuole del territorio sono sicure – afferma Elisa Refrigeri, assessore comunale di Ariccia, incontrando i genitori dei bambini strattonati nel video – dopo questa importante operazione dei Carabinieri che ha individuato alcune persone con temperamento violento assicurandole alla giustizia, i bambini possono sentirsi al sicuro, sia in quel plesso che negli altri dove lavorano persone oneste serie e motivate dalla passione per i più piccoli. L’amministrazione comunale vigilerà sempre in tal senso”.

Il racconto di una mamma: bimbi coi lividi e il sangue in bocca

Il 3 ottobre il primo segnale… Mio figlio è caduto nel cortile della scuola, l’ho visto io dalla finestra che affaccia proprio sul giardino. Piangeva e aveva la faccia sporca di sangue, sono corsa sotto e le sue maestre nemmeno se n’erano accorte“. Così racconta Michela al Messaggero, è una delle mamme che hanno denunciato per prime. Racconta di quel giorno e anche di un altro episodio, una settimana dopo: “Mi chiamano da scuola questa volta. Il bambino ha la bocca piena di sangue. Mi dicono che è caduto ancora. Ma lui mi ripeteva: «Maestra picchia». E poi un compagno me lo ha confermato: Gli ha dato le botte la maestra”. Suo figlio non è l’unico a essere ferito. Sono diversi i bambini che tornano a casa con lividi e ferite.

La fatica e il coraggio del silenzio durante le indagini

Dopo il coraggio di denunciare, alle famiglie è chiesto il coraggio del silenzio. Gli inquirenti devono indagare con telecamere e microfoni nascosti e tra mamme non si può parlare, o si rischia di vanificare tutto. Così racconta Michela: “Mi ha chiamato un’altra mamma prima, in lacrime, dopo avere visto anche il suo bambino nel video dei carabinieri. Mi ha chiesto perché non l’avessi avvisata, ma non potevo perché c’erano le indagini in corso. Il mio, col grembiulino azzurro, veniva lanciato per terra dalla maestra“. Due mesi di silenzio sono ora ripagati: la verità è venuta fuori.

Una maestra torna libera

Torna libera la maestra di Formia. Il 31 Gennaio il Tribunale del Riesame di Roma accoglie l’istanza dell’avv. Daniele Camerota, difensore di S.S., insegnante residente a Formia. Viene così annullata l’ordinanza di misura cautelare e disposta l’immediata liberazione della donna.

La Via dei Colori Onlus è a disposizione delle Forze dell’Ordine e delle famiglie coinvolte. Chiunque abbia bisogno può contattarci al Numero Verde 800-98.48.71. O scrivendo a: sos@laviadeicolori.org. La Via dei Colori offre consulenza tecnica e informativa gratuita. A tutti i soci offriamo sostegno legale e psicologico specializzato in caso di maltrattamenti presunti o documentati.

 

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