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Rovigo, maltrattamenti nell’asilo nido Peter Pan

Rovigo, Maltrattamenti Nell’asilo Nido Peter Pan

Ficarolo (Rovigo) – 6 Feb 2015 – Agg. 16 Luglio 2019

Divieto di dimora per tre maestre. Impiegate nell’asilo nido Peter Pan, sono accusate di maltrattamenti nella tarda serata del 6 Febbraio 2015. La struttura, che aveva ricevuto l’accreditamento nei primi mesi del 2014, era gestita dalla Spes di Padova e aveva compiuto da qualche mese i 10 anni di attività. Il paese di Ficarolo è noto alla cronaca per un altro terribile caso di maltrattamenti negli “Istitituti Polesani” raccontato QUI.

Il divieto di dimora

Secondo il comunicato ufficiale rilasciato dalle forze dell’ordine (QUI), le indagini partono a Marzo 2014 e si protraggono per diversi mesi fino alla misura cautelare del divieto di dimora. Durante tutto il periodo di verifica e accertamento da marzo a novembre, le investigazioni condotte dalla seconda sezione della Squadra mobile di Ficarolo condotta da Bruno Zito, unitamente alle intercettazioni ambientali, confermano i dubbi iniziali. Le 18 piccolissime vittime ospiti del nido Peter Pan hanno tutte un’età compresa tra 1 e 3 anni.

La segnalazione di un esterno

La cosa rara accaduta in questo caso, come anche avvenne nel Caso Cip Ciop di Pistoia, è che l’informatore che per primo parla agli inquirenti dei presunti maltrattamenti, sembrerebbe esterno sia alle famiglie dei bimbi che all’asilo stesso. Questo ci permette di capire quanto basti una sola persona, anche senza prove certe in mano, a fermare fatti gravissimi, maltrattamenti e vessazioni che in brevissimo tempo potrebbero rovinare la vita di decine di bambini e famiglie.

Le violenze subite dai piccoli

I terribili atti compiuti da M.C. , B.C. e A.C. rispettivamente di 58, 33 e 25 anni si spingono fino a “buttare in faccia ai bimbi degli asciugamani o nel coprire loro il volto con la copertina, nello strattonarli, nel tenergli ferma la testa o le mani per imboccarli a forza, nel buttargli indietro la testa per fargli deglutire il cibo, nel redarguirli in modo violento insultandoli e strillando loro in faccia, nel raccogliere il cibo da terra rimettendolo nel piatto“.

Alcune delle famiglie sono seguite dalla nostra associazione e difese dall’Avv. Giulio Canobbio del Foro di Genova, nonché Direttore del nostro Comitato Scientifico.

L’interrogatorio di garanzia

Durante l’interrogatorio di garanzia, M. C. si avvale della facoltà di non rispondere. Tutte e tre le colleghe si dimostrano quasi stizzite per l’attenzione mediatica sollevata dal caso.
A seguito dell’interrogatorio, il GIP Pietro Mondaini revoca la misura cautelare del divieto di dimora per B.C., ausiliaria scolastica difesa dall’Avv. Maria Marone del Foro di Bologna. Confermata invece per M.C. , difesa dall’Avv. Cangio Bonari che si sostituisce alla precedente collega Nadia Ferrari, entrambi del Foro di Rovigo, e anche per A. C., 25enne di Boara Pisani, assistita dall’Avv. Alberto Poncina del Foro di Venezia.

L’incidente probatorio con il perito psicologo

Il 13 ottobre 2017 si svolge l’incidente probatorio per l’audizione della psicologa. Il consulente scelto dal giudice valuta la situazione di tre bambini allora ospiti dell’asilo, dovendo esaminare il possibile nesso causale tra i presunti maltrattamenti e le ripercussioni gravi lamentate dalle famiglie.

Tutte rinviate a giudizio

L’8 novembre il giudice Alessandra Martinelli rinvia a giudizio tutte e tre le insegnanti coinvolte. La prossima udienza è fissata per il 23 aprile 2018 davanti al Tribunale monocratico.

La maestra e la dottoressa da cui partono le indagini

Nel dicembre 2018 viene sentita la maestra che per prima aveva accusato le colleghe: “Ho sempre messo in dubbio il metodo utilizzato nei confronti dei bambini in quella scuola, anche in assemblea“. Parla anche la persona che aveva fatto partire le indagini, una dottoressa con cui la maestra si era confidata, raccontando al giudice che la donna le aveva detto che “costringevano i bambini a mangiare la frutta caduta a terra, tenevano la bocca se un bambino rifiutava di mangiare e li imboccavano con violenza“.

La richiesta di condanna

A Giugno 2019 il Pm Maria Giulia Rizzo chiede che vengano tutte condannate: due anni di reclusione per tutte e tre le imputate. La sentenza è prevista per il 15 Luglio.

La sentenza di assoluzione

Il 15 Luglio il giudice Nicoletta Stefanutti proclama la sentenza: nessun maltrattamento a Ficarolo. Una donna viene assolta, due educatrici sono condannate ma con reato derubricato ad abuso dei mezzi di correzione. Tre mesi, con pensa sospesa e non menzione nel casellario. La difesa è soddisfatta anche se potrebbe ricorrere in appello per una assoluzione piena. Nessun risarcimento è disposto per le parti civili.

La Via dei Colori Onlus è a disposizione delle Forze dell’Ordine e delle famiglie coinvolte. Chiunque abbia bisogno può contattarci al Numero Verde 800-98.48.71. O scrivendo a: sos@laviadeicolori.org. La Via dei Colori offre consulenza tecnica e informativa gratuita. A tutti i soci offriamo sostegno legale e psicologico specializzato in caso di maltrattamenti presunti o documentati.

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