skip to Main Content

Encopresi: può essere un campanello di allarme?

Encopresi: Può Essere Un Campanello Di Allarme?

Cos’è l’encopresi?

L’Encopresi consiste nella emissione involontaria delle feci in un’età in cui il bambino dovrebbe aver appreso il controllo sfinterico. Si stima che circa l’1% di bambini sopra i 5 anni manifestano il disturbo che è più comunemente osservato nei maschi che nelle femmine. La manifestazione fondamentale dell’encopresi è la ripetuta evacuazione di feci in luoghi inappropriati come nei vestiti o sul pavimento. La maggior parte delle volte ciò è involontario, ma occasionalmente può essere intenzionale. Se il passaggio è involontario, è spesso correlato a costipazione, occlusione e ritenzione.

Se l’igiene del bambino è inadeguata, o se si trova in una condizione di alto stress psicosociale, il bambino può sviluppare l’encopresi con più facilità.

Quando si manifesta l’encopresi?

Il decorso può essere di due tipi:

  • “primario” in cui il soggetto non ha mai raggiunto la continenza fecale
  • “secondario” in cui l’anomalia si sviluppa dopo che per un periodo è stata raggiunta la continenza fecale.

L’encopresi può persistere con esacerbazioni intermittenti per anni, ma raramente diviene cronica. (American Psychiatric Association, 2013).
In alcuni casi, l’encopresi può essere volontaria. I bambini che presentano un disturbo oppositivo provocatorio e/o disturbo della condotta possono utilizzare questa pratica come forma di ritorsione come un modo per mostrare la loro rabbia nei confronti dei loro genitori o di altre figure autorevoli.

Sintomi dell’encopresi

Ci sono un certo numero di sintomi chiave da tenere presente nella diagnosi di encopresi. Alcuni di questi sono i seguenti:

  • passaggio occasionale di grandi feci;
  • comportamento secretivo associato all’atto di avere un movimento intestinale;
  • Incapacità di trattenere le feci (incontinenza fecale);
  • Passaggio delle feci in luoghi inappropriati (ad esempio in vestiti del bambino);
  • stitichezza e/o feci dure.

Cause e fattori di rischio

Sebbene ogni caso sia diverso, esistono un certo numero di fattori di rischio noti per essere associati con lo sviluppo dell’encopresi, i più importanti includono:

  • abuso fisico, psicologico, sessuale, negligenza e trascuratezza del bambino;
  • dieta ricca di grassi e/o zuccheri;
  • assunzione di acqua insufficiente;
  • presenza di caos o di imprevedibilità nella vita del paziente;
  • mancanza di esercizio fisico;
  • rifiuto di usare il bagno, servizi igienici in particolare quelli pubblici;
  • presenza di un danno neurologico;
  • storia di stipsi o di defecazione dolorosa;
  • ritardi cognitivi, come l’autismo o ritardo mentale;
  • presenza di disturbi ossessivi compulsivi;
  • ADHD;
  • disturbi dell’apprendimento (Cohen 2011).

Criteri diagnostici

Secondo il DSM-5, esistono 4 caratteristiche che devono essere presenti per supportare una diagnosi di encopresi:
L’età cronologica del paziente deve essere di almeno 4 anni;
Il passaggio delle feci avviene in luoghi inappropriati, ad esempio i vestiti o sul pavimento. Ciò può avvenire sia in modo intenzionale o involontario;
Almeno uno di questi eventi deve avvenire ogni mese per almeno 3 mesi;
Il comportamento non deve essere attribuibile agli effetti di una sostanza, ad esempio un lassativo o un’altra condizione medica, con l’eccezione di un meccanismo che coinvolge la costipazione.

Nel formulare la diagnosi, è fondamentale che il clinico, codifichi il sottotipo che caratterizza il quadro clinico:
• Con costipazione e incontinenza da sovrariempimento: all’esame obiettivo o all’anamnesi risulta costipazione (cioè la presenza di una grossa massa fecale all’esame addominale o rettale) o un’anamnesi di frequenza di defecazione inferiore a tre alla settimana. Le feci nell’incontinenza da sovrariempimento sono caratteristicamente (ma non invariabilmente) poco formate e la fuoriuscita può variare da poco frequente a continuo e si verifica prevalentemente durante il giorno e raramente durante il sonno. Durante i tentativi di defecazione intenzionale soltanto parte delle feci viene eliminata, e l’incontinenza si risolve dopo il trattamento della costipazione.

• Senza costipazione e incontinenza da sovrariempimento: attraverso l’esame fisico o la storia medica, non vi è alcuna evidenza di stitichezza (American Psychiatric Association, 2013). Le feci sono solitamente di forma e consistenza normale e il soggetto si sporca in maniera intermittente. Le feci possono anche essere deposte in un luogo significativo. Questa condizione è solitamente associata con la presenza di Disturbo Oppositivo Provocatorio o Disturbo della Condotta.

Al fine di effettuare una diagnosi definitiva, deve essere condotto un esame medico completo in cui il clinico possa valutare anomalie dell’andatura, forza generale, riflessi, coordinazione, esame dell’addome per presenza di masse di feci, esame rettale per il tono e la presenza di occlusione. (Klyko & Kay 2012).

Cura e trattamenti

Essere oppositivi con un bambino che manifesta encopresi non è efficace, piuttosto può farne aumentare la frequenza. L’approccio più efficace è quello di cercare di aiutare il bambino a comprendere meglio il problema ed aiutarlo a mantenere una certa routine nell’utilizzo del bagno, anche cadenzandolo con orari specifici. Alcuni miglioramenti si possono manifestare modificando la dieta, l’esercizio fisico e aiutando il bambino a tenere un diario che tracci il numero di volte in cui l’encopresi si manifesta (Cohen 2011).Una terapia familiare o analitica è spesso consigliata (Carr 2014).

Sarebbe utile che un genitore compili un calendario in cui indichi la frequenza con cui l’encopresi si manifesta. In aggiunta bisognerebbe indagare sullo stato mentale del bambino in seguito all’episodio. Ad esempio, “qual è il livello di angoscia del bambino a seguito di un episodio di encopresi?

Indipendentemente dalla modalità di trattamento scelto (cambiamenti nella dieta, strategie comportamentali, psicoterapia o farmaci), rimane il fatto che, se l’intestino è mantenuto vuoto, lo sporco non può verificarsi. Di conseguenza, tutti gli sforzi dovrebbero essere concentrati sul raggiungimento da uno a tre movimenti intestinali al giorno (Klyko & Kay 2012).

Fonti e Referenze bibliografiche

American Psychiatric Association. 2013. Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). Arlington, VA: American Psychiatric Publishing.
Carr, A. 2014. The evidence base for family therapy and systemic interventions for child-focused problems. Journal of Family Therapy, DOI: 10.1111/1467-6427.12032
Cohen, D.P. 2011. Encopresis: A medical and family approach. Pediatric Nursing, 37, 107-112.
Klyko, W.M. & Kay, J. (Ed.). 2012. Clinical Child Psychiatry. (3rd Ed.) Oxford, UK. Wiley Blackwell.
Medhekar, D. & Gupta, N. 2010. Use of sertraline in childhood retentive encopresis. The Annals of Pharmacotherapy, 44, 395. doi: 10.1345/aph.1M280

×Close search
Cerca