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Maestra indagata per aver picchiato gli alunni

Maestra Indagata Per Aver Picchiato Gli Alunni

Maestra indagata a FeltreBelluno – 27 Maggio 2016 – Agg. 4 Maggio 2018

Maestra indagata a Belluno con l’accusa di aver maltrattato almeno 3 alunni della scuola in cui insegna. Hanno tutti un’età compresa fra 3 e 5 anni. Il Dirigente della struttura, a seguito dei fatti scoperti, avrebbe assegnato la maestra ad altre mansioni.

I provvedimenti del Dirigente

I fatti risalgono al periodo compreso tra Settembre 2015 e Gennaio 2016, avvenuti nella Scuola d’infanzia Adelaide Cairoli. Sono i genitori i primi a segnalare: i bambini non vogliono più andare a scuola e parlano della maestra “cattiva”, di urla e schiaffi. Il Dirigente decide di affiancare alla donna una collega, in modo che non sia sola in classe. Il 21 Gennaio la collega racconta di aver visto l’insegnante tirare per le codine una bambina. Il Dirigente le cambia mansioni: la donna viene spostata in biblioteca. Intanto la vicenda sfocia nel penale.

L’audizione dei minori

La procura svolge le audizioni protette dei bimbi per accertare l’eventuale danno riportato a seguito dei maltrattamenti. I bimbi confermerebbero i dubbi iniziali dei genitori. Sono otto le parti offese.

Maestra a processo, il racconto della collega

Nel febbraio 2018 la maestra viene rinviata a giudizio. Due famiglie si costituiscono parte civile. Il ministero dell’Istruzione è presente in Tribunale, come responsabile civile. Il 24 Aprile, in aula, parla la maestra che affiancava l’imputata: “Dovevo essere la sua ombra, questo mi era stato raccomandato. La mattina del 21 gennaio di due anni fa, tra le 10.30 e le 11, alcuni bambini stavano giocando in quella che chiamiamo cucinetta. La maestra ha preso una bimba per le codine dei lunghi capelli con entrambe le mani, sollevandola a mezzo metro da terra e inveendo contro di lei. Poi l’ha rimessa a terra con forza, facendole male a un piedino“. Il racconto della donna continua, come si legge sul Corriere delle Alpi: “Ho chiesto alla collega se fosse impazzita, mentre la bambina piangeva disperata. L’ho portata via, applicandole del ghiaccio sulla caviglia, prima di avvertire la fiduciaria di quello che era appena successo. È stata quest’ultima a telefonare alla nonna. Un precedente episodio era capitato il 14 gennaio, quando un maschietto, sollevato per un orecchio, le aveva gridato “sei cattiva, mi fai male”. La maestra l’aveva negato, mentre ha dovuto ammettere quello successivo“.

La versione della maestra

Diversa la versione della maestra che in aula, davanti al giudice Angela Feletto, a maggio racconta: “All’inizio la tenevo per i fianchi perché volevo prenderla in braccio ma poi la bambina ha iniziato a dimenarsi e le mani sono scivolate sulla nuca. Volevo proteggerle la testa ma poi la bambina è caduta e si è fatta male al piedino“. Gli avvocati della difesa, Monica Barzon e Mauro Gasperin, portano in Tribunale una bambola per permettere alla donna di fare una dimostrazione dell’accaduto. Il giudice nega questa possibilità. Il Pubblico Ministero Sandra Rossi e gli avvocati di parte civile, Daniele Tormen e Sandra Constantini, chiedono spiegazioni di altri episodi. Lei risponde che si trattava solo di un metodo educativo ispirato alla token economy e ai sistemi di rinforzo: “I bambini mi temevano per le piccole regole che avevo imposto“. Prossima udienza, il 12 luglio.

La provincia bellunese non è nuova a casi di questa natura: caso analogo all’Asilo Sanguinazzi.

La vicenda giudiziaria:

  • Settembre/Gennaio 2015: Periodo di osservazione dei fatti
  • 11 Febbraio 2017: Maestra rinviata a giudizio
  • 24 Aprile 2018: Deposizione della collega dell’imputata
  • 4 Maggio 2018: La maestra si difende: solo un metodo educativo
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