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Imparare senza fretta

Imparare Senza Fretta

(A cura di Claudia Cimato)

Sono mamma di una bambina che a settembre frequenterà la prima elementare e spesso mi chiedo come risponderà agli stimoli delle nuove insegnanti, come reagirà al nuovo percorso didattico ed all’impegno dei compiti.

Per caso ho scoperto che alcune insegnanti liguri hanno abbracciato un metodo di apprendimento nuovo e più morbido.
A Belaso in provincia di La Spezia, da diversi anni hanno adottato un sistema di insegnamento più naturale che porta i bambini ad apprendere le materie tradizionali in maniera dolce.
Questa scuola possiede, oltre alle aule tradizionali, spazi dove i bambini possono giocare, una biblioteca fornitissima e la cosidetta “casa dei suoni”, dedicata soprattuto ai bambini diversamente abili, in cui i cuccioli d’uomo possono liberamente produrre suoni e ritmi.
Il metodo di apprendimento utilizzato rispetta i tempi di ciascun bambino e valorarizza le peculiarità e le abilità di ognuno di loro.
Quello che colpisce è l’abolizione del classico concetto “il più bravo della classe”, così come dei metodi punitivi.
Le insegnanti tendono a sviluppare nella classe la cooperazione e non la competizione.
La conoscenza, la didattica non viene “imposta”, ma sfruttando le attitudini di ciascun alunno si permette loro di giungere alla comprensione della materia secondo i propri tempi, e sviluppando gli strumenti, in maniera autonoma, che già possiedono e che sono necessari per arrivare a strutturare il linguaggio in forma scritta.
Prima di imparare l’ortografia e la grammatica i bambini comunicano attraverso proprie forme di espressione non convenzionali, e l’insegnante non punta a correggerli ma ad affiancarli nel processo che li porterà al risultato finale.
I bambini vengono incoraggiati ad aiutarsi vicendevolmente e lavorano in piccoli gruppi, secondo vari livelli di apprendimento, in modo che siano proprio loro a stimolarsi e correggersi da soli.
Così facendo l’apprendimento è più lento di quello convenzionale, e per questo definito dalle insegnati “dolce”.
Un nuovo modo per educare gli uomini di domani, sperando che questi metodi innovativi e meno stressanti aiutino “il nostro futuro” a rispondere al meglio alla competitività che caratterizza la nostra società.

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