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Rieti, insulti e schiaffi nella scuola elementare

Rieti, Insulti E Schiaffi Nella Scuola Elementare

Borgorose (Rieti) – 4 Ottobre 2016 – Agg. 16 Luglio 2019

Insulti e umiliazioni. Così erano obbligati a “crescere” gli alunni di una prima elementare di Borgorose, Rieti. I bambini, vittime e parti offese, sarebbero tutti di età compresa tra i 5 e i 7 anni. Il reato contestato a due maestre è quello di maltrattamenti (572 c.p.): insulti, schiaffi e spinte. Le donne, M.A.D.R. e P.M., 62 anni, sono state raggiunte dalla misura cautelare emessa dal Gip Andrea Fanelli, su richiesta del Pubblico Ministero Rocco Gustavo Maruotti: sospese per 12 mesi.

Le indagini

L’inchiesta parte nell’Aprile 2016 a seguito delle denunce di alcuni genitori e termina a Giugno dello stesso anno. Le indagini sono eseguite dai Carabinieri, coordinati dal Comandante della Compagnia di Cittaducale, Emanuela Cervellera. Inizialmente prevedono l’audizione di tre bambini, poi si avvalgono anche di intercettazioni ambientali. Le telecamere immortalano scene inequivocabili, e così anche le intercettazioni audio. Dopo le prime tre denunce, le parti offese salgono a otto.

Insulti e maltrattamenti

“Non capisci niente”, “fai pena”, “non sai fare niente”, queste sarebbero le frasi urlate quotidianamente ai bimbi. Ma anche minacce quali “vi faccio fare a capocciate” o “ti appiccico al muro”. Pare che le donne costringessero i bambini a stare in ginocchio in un angolo della classe anche per diversi minuti. E che deridessero, e imitassero, un bambino con i piedi piatti e che incitassero i compagni a fare altrettanto.

Il sindaco di Borgorose

Una vera e propria doccia fredda, fino ad un’ora fa non sapevo nulla, conosco le maestre e non riesco a credere a quanto emerso dalle indagini”. Così commenta il sindaco di Borgorose, Calisse. “Sono basito – dice a RietInVetrina – così come il preside dell’istituto scolastico che al momento non se la sente di rilasciare dichiarazioni”. Il Dirigente scolastico infatti, che pare fosse all’oscuro di tutto, viene informato solo al termine delle operazioni di indagine. Per quanto mi riguarda – conclude il sindaco – prima di dire la mia su questa triste pagina che riguarda la scuola del mio Comune, attendo di conoscere tutti i particolari della vicenda”.

I campanelli di allarme

Le famiglie si erano rese conto dei tipici “cambiamenti negativi” nei bambini. Nel periodo precedente la denuncia, infatti, i bimbi accusavano spesso crisi di pianto, mal di pancia apparentemente immotivato e vomito. Come nella maggior parte dei casi, i bambini avevano anche difficoltà ad addormentarsi (comunemente chiamata insonnia), rifiuto della scuola e delle maestre.

Le audizioni protette: disagi sul lungo periodo

Lo psicologo della Procura che segue le audizioni protette rileva su tutti i bambini evidenti segnali di stress. Il clima di terrore ingenerato dalle docenti avrebbe contribuito a lasciare segni evidenti di disagio nei bambini coinvolti.
Fra i disegni, oggi agli atti, la rappresentazione della maestra come un “diavolo cattivo”. Su Il Messaggero si legge che il bimbo l’ha descritta come il “diavolo cattivo che ha un’ascia e spinge i bambini”.
A valle delle audizioni, il perito non esclude che i bimbi possano avere disagi a lungo termine.
Questo elemento risulterebbe molto importante per un eventuale aggravamento del reato 572 cp. La stessa circostanza era avvenuta nel caso Cip Ciop di Pistoia dove sui bimbi furono rilevati livelli altissimi di Disturbo Post Traumatico da Stress a molti mesi dal trauma.

Maestre rinviate a giudizio

Il 21 novembre 2017 il Giudice per l’udienza preliminare, Francesca Ciranna, dispone il rinvio a giudizio per entrambe le maestre. Respinta, dunque, la richiesta di una delle due donne di patteggiare a un anno e dieci mesi. Respinta al momento anche la richiesta di incidente probatorio (avanzata dai genitori di una delle vittime, costituiti parte civile) per accertare i danni prodotti dai maltrattamenti.  Per il Gup ci sono elementi sufficienti per il giudizio e, anzi, le imputate arriveranno in aula a marzo con ulteriori aggravanti: perché i soggetti coinvolti erano minori e perché le violenze sarebbero state commesse in una struttura pubblica.

Prove ammesse

A marzo 2018 il Giudice ammette tutte le prove riservandosi sulle richieste di perizia in ordine alla trascrizione delle intercettazioni ambientali e in ordine alle lesioni patite dai minori. Il processo è rinviato al 18 luglio, per sentire dei testi del PM.

Gli attacchi ai genitori

Mentre si svolge il processo, i genitori continuano a subire gli attacchi di chi dice: Vi siete inventati tutto. La lotta per la verità è faticosa. Molte cose accadono quando denunci un maltrattamento, una su tutte. Leggi la lettera di una mamma sul coraggio di denunciare.

I video in tribunale

A Novembre 2018 i video dei maltrattamenti vengono visionati in aula di tribunale. Schiaffi sul volto e sulle braccia, insulti, minacce, tirate di orecchie, spinte e frasi umilianti. Il Pm Rocco Maruotti fa scorrere le immagini eloquenti, commentandole con le descrizioni del capo di imputazione.

Le mamme in difesa delle maestre

Nell’udienza del 28 Gennaio 2019 le imputate non si sottopongono a esame. In loro difesa parlano alcune mamme mostrando fiducia nelle maestre e nel fatto che le bambine andassero a scuola volentieri. Ma inclazate dal Pm dicono di non aver visto i video. Leggi il comunicato con le dichiarazioni di alcune mamme che hanno fatto denuncia.  Udienza rinviata al 27 febbraio.

I testi della difesa: Colpa dei bambini

Il 27 Febbraio parlano tre mamme e una maestra d’infanzia, tutte in difesa delle maestre. Raccontano di bambini irrequieti, vivaci, che richiedevano molte attenzioni. L’udienza viene rinviata al 27 Marzo.

La sentenza di condanna

Il 16 Luglio 2019 arriva la sentenza di primo grado: Maria Antonina Del Rossi e Pasqua Massimi, entrambe 65enni, sono condannate per maltrattamenti a un anno e cinque mesi di reclusione. La pena è sospesa. Il giudice Riccardo Giovanni Porro stabilisce il pagamento delle spese processuali a carico delle maestre e anche una provvisionale per le parti civili: 2.500 euro ciascuna. LEGGI IL COMUNICATO STAMPA.

La Via dei Colori Onlus è a disposizione delle famiglie coinvolte in questo evento. Chiunque abbia bisogno può contattarci attraverso il nostro Numero Verde 800-98.48.71 oppure scrivendo alla mail sos@laviadeicolori.org. Dal 2010, La Via dei Colori offre consulenza tecnica e informativa gratuita. A tutti i soci offriamo sostegno legale e psicologico specializzato in caso di abusi presunti o documentati.

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