skip to Main Content

La Via dei Diritti: Diritto all’Imperfezione

(Articolo a Cura di Barbara Galli)

La perfezione esiste.
Di bimbi perfetti, se ne vedono ovunque: sui giornali, alla televisione, moltissimi anche, in giro per la Rete.
E per quanto ormai, a furia di vederne dovrei essermi abituata, insomma dovrei non farci più caso, quando ne vedo uno -quando incontro un perfetto esemplare di cucciolo d’uomo-io che sono un po’ ingenua, rimango sempre a bocca aperta, ammirata, come se vedessi un miracolo.
Nelle pubblicità di moda ad esempio, ci sono un sacco di bambini eleganti, quasi tutti biondi, coi capelli ben pettinati.
Bimbi per lo più di razza ariana -ma se il marketing è furbetto, e strizza l’occhio al politicamente corretto, allora ce n’è almeno uno, anche di colore- tutti comunque hanno frangette drittissime che sembrano tagliate col righello, capelli splendenti, lineamenti regolari, lentiggini quanto basta, e sorridono allegri, senza fare smorfie ma neppure a denti stretti: sorridono e basta, nel modo più naturale possibile, belli come il sole.
Eleganti nei loro vestitini per niente macchiati o stazzonati.
Sono bambini perfetti, non c’è alcun dubbio.
E quando li vedo a decine –ma che dico a decine? sono centinaia, un esercito di bambini modelli – nelle pagine patinate degli allegati dei queste pubblicazioni in omaggio coi giornali del giovedì, del venerdì e del sabato- io indugio sempre qualche secondo in più del dovuto rapita da tanto splendore.

Pure nelle pubblicità dei pannolini -non so se lo avete notato- i bambini sono tutti soggetti eccellenti.

Oltre a guance paffute e pancine tenere, sederini privi di eritema da pannolino, nessun pianto disperato e irritante -e un gattonare mica goffo o ridicolo, è principesco e elegante il gattonare dei bambini delle pubblicità- questi bimbetti -fotografati di solito tutti nudi, tranne per il pannolino- hanno capacità che sembrano super poteri: fanno delle pipì che non tracimano mai fuori durante la notte, e pupù che non rilasciano nell’aria, nessun odore.

Sul libro di un certo Esteville, poi -che di bambini dev’essere uno che se ne intende, visto che c’ha scritto un libro sopra, insomma dev’essere un’autorità in materia-ho letto anche, che non esistono bambini che non sono capaci di dormire tutta la notte, ma solo genitori, che non han saputo insegnargli a dormire.

Anche questo signor Esteville parte dall’assunto, che la perfezione del bambino (il perfetto bambino dormiglione) esiste, non è un miraggio, e ogni genitore assennato, ha il preciso dovere di farla venir fuori, questa perfezione, non c’è che da applicare un metodo scientifico, e il gioco è fatto.

Nelle pubblicità delle merendine invece, mamme serene e longilinee di bambini che sembrano crescere secondo le curve di crescita appropriate per la loro età, sorridono allegre in case ordinate, sgranocchiando snack ipercalorici che non producono neppure briciole in giro per casa: una meraviglia, che non si può non invidiare.

Io all’imperfezione delle mie figlie ormai mi sono abituata, mi ci sono affezionata insomma, e loro quattro, per quanto piene di difetti, non le cambierei con nessun’altra, bambina al mondo.

Ma ogni tanto mi sbaglio, ché a furia di vedere tutti questi bambini perfetti che stanno dappertutto, faccio un errore imperdonabile: guardando le mie figlie, mi viene da far paragoni.

E gli dico una frase tremenda, che nessuna madre dovrebbe mai dire a un bambino (ma io non sono mica perfetta, e di cose sbagliate alle mie figlie, ne dico parecchie), gli dico:

«Ma perché anche tu non sei così?».

Per fortuna anche se io ogni tanto mi comporto da madre degenere, ci pensano loro, le mie figlie a ricordami che non sono bambine ideali, ma persone vere in carne e ossa.

Infatti quando l’altra notte per l’ennesima volta Ginevra (che ha quasi quattro anni) mi ha svegliata perché aveva fatto ancora una volta la pipì a letto e io arrabbiata, le ho ricordato che tutte le sue sorelle han smesso molto prima di lei, e ho pronunciato quella frase stupida, sempre la stessa «Ma perché anche tu non sei così?» -sottinteso così come le altre che sono così “brave” -lei mi ha risposto senza pensarci neanche un attimo:

«Mamma, io sono io».

Punto e basta.

La Via dei Diritti_Imperfezione

×Close search
Cerca