skip to Main Content

Maestro maltratta i bambini: braccio rotto e calci in testa

Maestro Maltratta I Bambini: Braccio Rotto E Calci In Testa

Pero (Mi) – 29 Novembre 2018 – Agg. 19 Aprile 2019

Braccio rotto a un bambino e calci alla testa, strattoni, sollevamenti e urla. Sono 42 gli episodi di violenza emersi dalle intercettazioni in una scuola d’infanzia di Pero, Milano. Un maestro, 64 anni, è stato arrestato e condotto ai domiciliari.

Braccio rotto a un bambino

Le indagini prendono il via dalla querela di una mamma. Nel luglio 2018 suo figlio, tre anni e mezzo, torna a casa lamentando forti dolori al braccio, la madre lo porta in ospedale e lì riscontrano una frattura. Braccio rotto. La mamma si rivolge subito ai Carabinieri di Rho. I militari installano telecamere nascoste nell’aula.

Le immagini delle telecamere

Le telecamere riprendono 42 episodi di violenza in un mese. Le immagini lasciano comprendere le ragioni di quel braccio rotto. Si vedono bambini strattonati dal maestro, scaraventati a terra, sollevati di peso dal colletto o dal braccio, trascinati, picchiati. E poi le urla e le umiliazioni: “Papà te lo do io” grida a un bambino spaventato, “Ora ti do un buon motivo per piangere”, dice a un piccolo tirandolo con forza. “Via, sciò”. E ancora, bimbi seduti a terra in cerchio e il maestro che li colpisce con calci alla testa, o con il gioco delle campane: scuotendo la testa di lato, avanti e indietro in modo violento.

I campanelli di allarme

Oltre il braccio rotto, altri campanelli di allarme si manifestano tra i bambini. Si isolano al rientro a casa, sono più introversi. I segnali emergono durante le indagini dai racconti di altri genitori ai Carabinieri.

L’arresto: maestro ai domiciliari

Il 29 Novembre 2018 il Gip di Milano dispone un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. I fatti vengono contestati a un uomo di 64 anni, con ventennale esperienza nell’insegnamento. I Carabinieri sentiranno colleghi e dirigente.

La nota del Comune di Pero: No ai processi di piazza

Dal canto nostro vogliamo innanzi tutto essere vicini ai nostri bambini e alle loro famiglie – afferma il Comune di Pero in una nota – pur ribadendo la serietà, la professionalità e la passione che i docenti delle scuole mettono ogni giorno nella loro missione di educatori. I docenti sono selezionati e rispondono al Ministero della Pubblica Istruzione, che a Pero ha sempre garantito un elevato livello del servizio didattico”. “Abbiamo fiducia totale nell’Arma dei Carabinieri, che ha condotto le indagini, e nella Magistratura cui ora spetterà emettere un giudizio, che in uno Stato di Diritto come l’Italia non può essere anticipato da processi di piazza”.

I genitori: Il video è chiaro

A Settegiorni, i genitori della scuola statale di via Alessandrini raccontano che stanno valutando un’azione legale contro la scuola. “È impossibile che nessuno si fosse accorto del comportamento violento del maestro, è impossibile che nessuno abbia capito che i suoi non erano semplici rimproveri e sgridate, ma veri e propri maltrattamenti. Il video è chiaro!”. “Mi sono sentita male a vedere i video“, dice la mamma di un bambino di due anni e mezzo. Le mamme e i papà chiedono il licenziamento di tutte le maestre.

Il rito immediato

A Febbraio 2019 il Pm Cristian Barilli chiede il rito immediato. Se il Gip Maria Vicidomini dovesse accogliere l’istanza e l’indagato chiedere il rito abbreviato, il processo si svolgerebbe a porte chiuse. Il maestro inoltre, in caso di condanna, otterrebbe il beneficio dello sconto di un terzo della pena.

Il processo e le parti civili

L’imputato accoglie il rito immediato. Il processo parte il 18 aprile, dinanzi al Gip Anna Calabi: a porte chiuse e con lo sconto di pena, in caso di condanna. Venti famiglie intendono costituirsi parte civile. I difensori, Desiré Gugliandolo e Anna Leggier, annunciano: “Chiederemo che le famiglie dei bambini vittime dei comportamenti violenti del maestro siano risarcite moralmente e anche materialmente“. Alcuni bambini sono ora seguiti dallo psicologo.

La condanna

Ad aprile 2019 il maestro viene condannato a due anni e otto mesi di reclusione. Il Gup Anna Calabi accoglie la richiesta del Pm Cristian Barilli e dispone il versamento di una provvisionale: settemila euro per ognuno dei venti bambini vittime di maltrattamenti. L’uomo, che si è dimesso dal ruolo di insegnante, lascia il tribunale senza rilasciare commenti. Soddisfatti i genitori: “è una vittoria”, “l’avvocato ha provato a trovare una giustificazione per quello che ha fatto, ma evidentemente il giudice non lo ha ascoltato”. Il risarcimento verrà stabilito in sede civile.

La Via dei Colori Onlus è a disposizione delle Forze dell’Ordine e delle famiglie coinvolte. Chiunque abbia bisogno può contattarci al Numero Verde 800-98.48.71. O scrivendo a: sos@laviadeicolori.org. La Via dei Colori offre consulenza tecnica e informativa gratuita. A tutti i soci offriamo sostegno legale e psicologico specializzato in caso di maltrattamenti presunti o documentati.

SE VUOI APPROFONDIRE ACCEDI ALL’AREA RISERVATA

error: Il contenuto è protetto da copyright
×Close search
Cerca