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Maltrattamenti a Isernia: schiaffi e bimbi costretti a picchiarsi fra loro

Maltrattamenti A Isernia: Schiaffi E Bimbi Costretti A Picchiarsi Fra Loro

Isernia – 18 Gennaio 2019 – Agg. 4 Aprile 2019

Due maestre sospese per maltrattamenti a Isernia, in una scuola d’infanzia statale, dove i bimbi venivano picchiati, presi a schiaffi, minacciati e costretti a picchiarsi fra loro.

Maltrattamenti a Isernia: le indagini

Le indagini partono dalla denuncia di alcuni genitori, dopo aver notato comportamenti anomali nei propri bambini. Coordinata dal procuratore Carlo Fucci e diretta dal sostituto Maria Carmela Andricciola, l’operazione “Lasciateli giocare” viene condotta dalla Squadra mobile di Isernia. Questa installa sistemi di video e audio sorveglianza nascosti e da lì emergono i maltrattamenti nella scuola d’infanzia Camelot, istituto Don Giulio Testa, a Venafro.

I comportamenti delle maestre: urla, schiaffi, minacce

Nelle immagini si vedono bambini presi a schiaffi e sculacciati, messi in punizione faccia al muro e costretti poi a picchiarsi fra loro. Negli audio, urla e frasi come: “Vai dal preside”, “Sei un animale”, “Tiragli i capelli, più forte, ancora, non gli hai fatto niente, lui ti ha fatto male”. E minacce: “Questa testa te la svito“, a una bambina la maestra dice: “Mo’ ti faccio una faccia di schiaffi” solo perché ha sbagliato colore nel disegno. “Ti faccio uscire il sangue così te lo ricordi“, “Se metti il pennello là sopra sei morto“. In totale, circa 150 episodi di violenza registrati in soli venti giorni.

Maestre sospese

Su ordinanza cautelare del Gip Arlen Picano, due maestre sono sospese dall’esercizio dell’insegnamento per maltrattamenti a Isernia. Hanno 49 e 58 anni.

Infranto il patto educativo

Episodi di questo genere vanno a infrangere il patto educativo con le famiglie e l’essenza stessa della nostra missione di educatori – commenta Anna Paola Sabatini, Ufficio scolastico regionale – Siamo vicini innanzitutto ai bambini, alle famiglie, alla comunità, al dirigente scolastico e a tutti gli operatori della scuola e  sosterremo tutte quelle azioni che saranno necessarie a tutelare i nostri piccoli alunni”. La dirigente della scuola, intanto, fa sapere che le maestre verranno presto sostituite. Partito anche un procedimento disciplinare che potrebbe portare al licenziamento.

Il difensore di una maestra: I video in tv, gogna pubblica

Gogna pubblica ingiusta“. Così l’avv. Gianni Perrotta, difensore della maestra di 49 anni, definisce il clamore suscitato dalla diffusione di alcuni video dei maltrattamenti a Isernia. “Ho visto un’eccessiva spettacolarizzazione – dice il legale – Queste donne sono entrambe madri di famiglia e, a seguito della gogna pubblica di ieri, mi risulta che abbiano già ricevuto minacce, vere o presunte”. “Ritengo che mostrare in tv atti processuali in fase di indagine preliminare sia un’esagerazione. Gli organi inquirenti dovrebbero riflettere sulle norme giuridiche di questa fase che è a tutela della persona sottoposta a procedimento“.

Le maestre non vengono riammesse

Per decisione del Gip, Arlen Picano, le maestre non sono riammesse in servizio. Il giudice infatti rigetta l’istanza di revoca della misura cautelare considerando che il quadro indiziario sia immutato e anche le esigenze cautelari: le indagate infatti si sono avvalse della facoltà di non rispondere all’interrogatorio di garanzia.

Indagini chiuse

Nell’Aprile 2019 arriva l’Avviso di Conclusione Indagini Preliminari (Acip): non risultano ulteriori persone coinvolte nel caso, oltre le due maestre sospese. La Procura di Isernia sembra intenzionata a chiedere il rinvio a giudizio davanti al Gip, il processo dovrebbe svolgersi con rito ordinario. Si attende l’udienza preliminare.

La Via dei Colori Onlus è a disposizione delle Forze dell’Ordine e delle famiglie coinvolte. Chiunque abbia bisogno può contattarci al Numero Verde 800-98.48.71. O scrivendo a: sos@laviadeicolori.org. La Via dei Colori offre consulenza tecnica e informativa gratuita. A tutti i soci offriamo sostegno legale e psicologico specializzato in caso di maltrattamenti presunti o documentati.

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