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Maltrattamenti a Cassino: schiaffi, trascinamenti e punizioni umilianti

Maltrattamenti A Cassino: Schiaffi, Trascinamenti E Punizioni Umilianti

Cassino (Fr) – 10 gennaio 2019 – Agg. 19 Giugno 2019

Due maestre interdette a Frosinone, con l’accusa di maltrattamenti in asilo: schiaffi, trascinamenti e punizioni umilianti. I fatti riguardano una scuola d’infanzia di Cassino, in via Zamosch.

La denuncia di una famiglia

Le indagini partono con la denuncia dei genitori di un bambino. “Si mostrava riluttante ad andare a scuola, manifestando uno stato di ansia e disagio“, così raccontano alla Squadra mobile di Frosinone. Il rifiuto di andare a scuola è uno dei campanelli di allarme da non sottovalutare, specialmente se associato a stati d’ansia o altri sintomi di disagio.

I maltrattamenti: schiaffi, trascinamenti e punizioni umilianti

Dopo la segnalazione, si svolgono le indagini sui presunti maltrattamenti nella scuola d’infanzia di Cassino. L’operazione si chiama “Children’s revenge”. “Gli elementi emersi sono apparsi immediatamente di rilevante gravità – dice la Polizia – le maestre assumevano quasi quotidianamente nei confronti dei piccoli alunni loro affidati comportamenti violenti, spintonandoli, strattonandoli, trascinandoli con forza, in alcuni casi percuotendoli con schiaffi alla testa, costringendoli, anche con la forza, a rimanere con il capo riverso sul banco, sottoponendoli a punizioni umilianti e pericolose per la loro incolumità, ingiuriandoli, urlandogli contro  e minacciandoli“.

Le minacce

Le maestre si avvicinano al volto dei piccoli e urlavano frasi come “ti faccio sputare io per terra, animale”, “ti faccio cadere tutti i denti”, “se fai cadere l’acqua è meglio che ti scavi la fossa”, “adesso vado a prendere la corda e ti lego con la corda sulla sedia“.

Due maestre interdette

Nella mattina del 10 Gennaio due maestre, 54 e 63 anni, vengono prelevate dall’asilo e condotte in commissariato. Sono interdette per 12 mesi. Così è deciso con un provvedimento a firma del sostituto procuratore Roberto Bulgarini Nomi. Non potranno avvicinarsi a scuola. Il caso emerge a pochi giorni di distanza dai quattro arresti in un asilo ai Castelli di Roma.

Denunce in aumento

Anche se mia figlia non è stata toccata – afferma una mamma alla stampa locale (Ciociariaoggi) – magari il solo fatto di aver assistito a un comportamento così grave può averla scossa o segnato la sua emotività“. La violenza infatti non è solo diretta, ma anche assistita: la sola presenza dinanzi a maltrattamenti provoca nei bambini traumi importanti. Altre famiglie intanto riconoscono i loro figli nei frammenti di video trasmessi e così le denunce aumentano. La dirigente scolastica annuncia che potrebbe costituirsi parte civile a nome dell’Istituto.

L’interrogatorio delle maestre

Una delle due maestre sceglie di non comparire davanti al Gip Salvatore Scalera. L’altra si presenta davanti al magistrato e risponde a tutte le sue domande. Difesa dagli avvocati Sandro Salera e Paolo Marandola, la donna ammette di aver avuto in alcuni momenti “sporadiche espressioni verbali, inopportune, ma mai sfociate in violenza”.  Come racconta Frosinonetoday, l’indagata parla anche della difficoltà di gestire una classe di oltre 30 bimbi.

La richiesta di rinvio a giudizio

A Giugno il sostituto procuratore Roberto Bulgarini Nomi, titolare dell’inchiesta, chiede il rinvio a giudizio per le due donne.

La Via dei Colori Onlus è a disposizione delle Forze dell’Ordine e delle famiglie coinvolte. Chiunque abbia bisogno può contattarci al Numero Verde 800-98.48.71. O scrivendo a: sos@laviadeicolori.org. La Via dei Colori offre consulenza tecnica e informativa gratuita. A tutti i soci offriamo sostegno legale e psicologico specializzato in caso di maltrattamenti presunti o documentati.

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