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Maltrattamenti e lesioni: Indagata una maestra

Maltrattamenti E Lesioni: Indagata Una Maestra

Como – 11 settembre 2017 – Agg. 15 Aprile 2019

Questa volta è partito tutto da una guancia arrossata. Il bimbo, quattro anni, ha detto che era stata la maestra e che non era la prima volta. Il papà ha denunciato e la polizia ha piazzato le telecamere. Ora la maestra di una scuola materna di Como è indagata per maltrattamenti e lesioni.

Maltrattamenti e lesioni

Un giorno il piccolo torna a casa con la guancia rossa, il genitore si presenta in Procura allegando un referto medico del Pronto Soccorso che conferma la presenza di “iperemia cutanea acuta” compatibile con uno schiaffo. Gli inquirenti avviano le intercettazioni nell’asilo comunale. Come abbiamo avuto modo di dire in altri articoli, i segnali fisici sono fra i primi campanelli di allarme che possono ricondurre a maltrattamenti e lesioni.

Strattoni, urla e punizioni

E così, per un mese e mezzo tra la fine di aprile e i primi di giugno, viene registrato quanto accadeva in aula. La maestra avrebbe preso per le orecchie alcuni bambini, li avrebbe strattonati con violenza per un braccio, e sgridati in modo umiliante. Per esempio, alcuni sarebbero stati costretti a stare con la testa sul banco, ad altri sarebbero stati negati i biscotti per punizione.

La chiusura delle indagini

Il pubblico ministero nel settembre 2017 chiude formalmente le indagini notificando alla maestra e al difensore d’ufficio l’Acip per i reati di maltrattamenti e lesioni. La donna ha venti giorni di tempo per chiedere di essere interrogata, chiarire la sua posizione ed evitare che il magistrato possa chiedere il processo a suo carico.

La testimonianza delle mamme

La donna, A.T., 42 anni, è rinviata a giudizio. Nell’udienza del 12 Aprile 2019 testimoniano alcune mamme: “All’inizio aveva voglia di andare a scuola, poi piangeva e si buttava a terra perché non voleva andare. Ho cercato di chiedergli i motivi, ma non mi diceva nulla. Ne avevamo parlato con maestre anche nel corso di una pizzata, volevo capire perché il bambino reagiva in quel modo, ma non ho mai avuto risposte“.

Noi guardate male per aver chiamato la Questura

Un’altra mamma racconta di quando ha visto i video in Questura: “Quattro bambini seduti con lei al centro, mio figlio si sporge e lei urla… Attorno c’era il caos. Non le ho mai detto nulla: ho scelto di non parlare alla maestra e fare in modo che le cose andassero per conto loro. So che altri genitori erano molto contenti di lei, davano per scontato che fosse dalle parte del giusto. Noi invece venivamo guardate quasi male perché avevamo chiamato la Questura”.

La Via dei Colori Onlus è a completa disposizione delle Forze dell’Ordine e delle famiglie coinvolte in questo ennesimo tragico evento. Chiunque avesse bisogno può contattarci attraverso il nostro Numero Verde 800-98.48.71 oppure scrivendo alla mail associazionelaviadeicolori@gmail.com. Dal 2010, La Via dei Colori offre consulenza tecnica ed informativa gratuita. A tutti i soci offriamo sostegno legale e psicologico specializzato in caso di abusi (maltrattamenti o quant’altro) presunti o documentati.

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