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Maltrattamenti al nido famiglia: bimbi al freddo per farli ammalare

Maltrattamenti Al Nido Famiglia: Bimbi Al Freddo Per Farli Ammalare

Torino – 29 Gennaio 2019 – Agg. 18 Settembre 2019

Scoperti maltrattamenti al nido famiglia “Nascon Nido” nel torinese. I bambini -troppi secondo le educatrici- venivano lasciati al freddo per farli ammalare: trascurati e lasciati piangere per ore per il sonno e per la fame.

La denuncia di un’insegnante licenziata

Si tratta di una struttura educativa del capoluogo piemontese in Via Mazzini 20. Nel Novembre 2018 un’insegnante licenziata denuncia maltrattamenti al nido famiglia. “I bambini vengono lasciati al freddo, perché non alzano la temperatura dei termosifoni. Non li fanno dormire quando vogliono, ma li tengono svegli. I piccoli a volte vengono rinchiusi in una stanza. Lasciano che i piccoli si scambino i ciucci senza controllo. Per pulire i loro nasi usano un solo fazzoletto. Così i bimbi si ammalano e loro risparmiano sui costi di gestione, perché le rette erano già state pagate“. Partono le indagini della polizia, coordinate dal Gruppo fasce deboli della Procura di Torino. Si avvalgono di intercettazioni telefoniche e ambientali.

Maltrattamenti al nido famiglia: bambini lasciati al freddo e a piangere per la fame

Emerge dall’inchiesta che i bambini, fra i 3 mesi e i 3 anni, venivano maltrattati perché erano in troppi. E così le maestre facevano in modo di farli ammalare per doverne gestire meno. Li lasciavano in una mansarda non autorizzata senza riscaldamento e li portavano in giro al freddo invernale a fare commissioni. Li strattonavano, li lasciavano per ore a piangere per la fame e il sonno. Non li lavavano né cambiavano, o cambiavano i pannolini direttamente sul pavimento. Li rinchiudevano in una stanza da soli per punizione.

Due maestre arrestate

Due maestre vengono arrestate nel Gennaio 2019 con l’accusa di maltrattamenti continuati, in concorso, aggravati dalla minore età delle vittime. Sono Francesca Mussino e Simona Taberna, madre e figlia di 62 e 38 anni. Difese dagli avv. Roberto Brizio e Andrea Serlenga, negano ogni addebito. Il provvedimento cautelare è emesso dal Gip Giacomo Marson, su richiesta del Pubblico Ministero Patrizia Gambardella.

L’interrogatorio di garanzia

Interrogata dal Gip, Simona Taberna afferma di aver “sbagliato nel considerare i bimbi quasi come fossero stati suoi figli” e di non aver avuto così la corretta gestione dell’asilo, ma non con l’intenzione di lucrare. Relativamente al sonno, dice poi che la pratica di non far dormire i bambini era condivisa con i genitori per “educare i bambini ad acquisire i giusti ritmi“. I maltrattamenti al nido famiglia sarebbero quindi secondo la Taberna. un “metodo educativo condiviso coi genitori” e non un reato.

La richiesta di patteggiamento

In primavera gli atti vengono trasmessi al Tribunale di Milano, per incompatibilità dei magistrati torinesi. Il giudice Patrizia Nobile di Milano, accogliendo la richiesta del Pm Nicola Rossato, dispone il processo con rito immediato. Prima udienza, il 16 Maggio. Le donne, difese dall’Avv. Andrea Serlenga, chiedono il patteggiamento. Alla richiesta di scarcerazione, il Tribunale del Riesame conferma il carcere per la figlia e dispone i domiciliari per la madre.

Accettato il patteggiamento per i maltrattamenti al nido famiglia

Il GIP di Milano Patrizia Nobile è espressa riguardo alla congruità rispetto alla richiesta di patteggiamento presentata dalle due imputate per i patteggiamenti al nido famiglia di Torino. Simona Taberna avrà quindi una pena di quattro anni di carcere mentre quella della madre Francesca Mussino sarà tre anni e sei mesi.

I genitori accettano i risarcimenti offerti dalle due donne

Soltanto una delle famiglie coinvolte, assistita dall’Avv. Alessandro Di Mauro, ha deciso di procedere per chiedere un risarcimento in sede civile. Tutte le altre famiglie dei bimbi vittime dei maltrattamenti al nido famiglia, pare abbiano accettato i risarcimenti delle due donne e siano uscite dal processo.

La Via dei Colori Onlus è a disposizione delle Forze dell’Ordine e delle famiglie coinvolte. Chiunque abbia bisogno può contattarci al Numero Verde 800-98.48.71. O scrivendo a: sos@laviadeicolori.org. La Via dei Colori offre consulenza tecnica e informativa gratuita. A tutti i soci offriamo sostegno legale e psicologico specializzato in caso di maltrattamenti presunti o documentati.

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