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Maltrattamenti in una Scuola d’infanzia di Fiumicino

Maltrattamenti In Una Scuola D’infanzia Di Fiumicino

Fiumicino (RM) – 27 Marzo 2017 – Agg. 29 Settembre 2019

La provincia romana si sveglia con l’ennesima storia di maltrattamenti in una scuola d’infanzia. Alle 14:30 del 27 Marzo 2017, un’insegnante 63enne è stata arrestata con la terribile accusa di aver maltrattato i piccoli allievi della sua classe. Si tratterebbe della Scuola materna comunale Lo Scarabocchio. L’asilo sarebbe quello di via di Porto Santo Stefano 3, angolo via del Serbatoio, a Fiumicino.
Giovanna Censi è stata arrestata dagli agenti che le hanno notificato l’ordinanza di misura cautelare disposta  dalla Procura della Repubblica di Roma. La donna è stata poi condotta agli arresti domiciliari.

Le indagini pare fossero partite a fine 2016 a seguito di alcune denunce fatte dai genitori. Secondo quanto emerso sulle testate giornalistiche, gli inquirenti si sarebbero avvalsi anche di intercettazioni ambientali.

Il comune conferma la notizia di maltrattamenti in una scuola d’infanzia

Il Comune di Fiumicino fin da subito ha confermato l’arresto con una nota nel quale, secondo Roma Today dichiarano: “Si apprende che l’Autorità Giudiziaria è intervenuta con un provvedimento di arresto per una maestra di una scuola materna comunale di Fiumicino. Dalle prime informazioni sembrerebbe si siano verificati episodi di maltrattamento nei confronti di minori. Il Comune di Fiumicino sta seguendo con grande attenzione questa vicenda e le delicate implicazioni che questa comporta. Verranno assunte tutte le decisioni utili, in primo luogo, per la tutela e la salvaguardia dei nostri bambini”.

Davanti alla scuola, l’incredulità dei genitori:

Come in ogni storia di cui ci siamo occupati, i genitori stentano a credere alle loro orecchie.
Lo abbiamo appreso ieri sera, ma non sappiamo nulla di più, siamo sorpresi”. Questo quanto hanno dichiarato i genitori all’Ansa il giorno dopo l’arresto per maltrattamenti in una scuola materna.
Davanti alla scuola, gruppetti di genitori in preda ad ansia e dubbi atroci cercano di fuggire dai molti giornalisti e, quando parlano, rilasciano pareri discordanti.
“I nostri figli sono stati con quella maestra 4 anni – dicono alcune mamme ai giornalisti di Civonlinemai avuto problemi, i bambini erano affezionati a lei. Non ci possiamo credere, speriamo si chiarisca tutto”. E ancora: “Mia figlia è stata con la maestra accusata tre anni e le e’ rimasta affezionata. Era molto brava ed affettuosa. Tra l’altro didatticamente e’ sempre stata’ molto valida”.

Chi sa deve denunciare e chiedere giustizia

Altri genitori invece si sbottonano un po’ di più e dichiarano: “Sappiamo solo che giravano delle voci di lamentele e giravano voci di screzi tra maestre, ma nulla di concreto”.
Ciò che però accomuna tutti è la voglia di verità e giustizia: “Se quanto accaduto è vero – dice un’altra mamma ai giornalisti dell’Ansa – hanno fatto bene le mamme a denunciare e sono da stimare”.

L’insegnante indagata non ammette la colpa

Le intercettazioni ambientali confermerebbero i dubbi sui maltrattamenti avvenuti in una scuola d’infanzia. Tirate di capelli, ceffoni e strattonamenti sarebbero stati all’ordine del giorno. Ma l’insegnante non ammette alcuna colpa. Durante l’interrogatorio di garanzia infatti, la donna si è dichiarata innocente senza alcun pentimento. La maestra indagata non ha infatti mai ammesso le accuse giustificando i suoi gesti -a parer suo corretti nonostante le accuse- come metodi educativi. La donna non ha però esitato a contestare la scarsa attenzione di colleghe e istituzioni verso il pericolo di burnout troppo spesso sottovalutato.

Rito abbreviato per la maestra indagata di maltrattamenti in una scuola d’infanzia

La maestra indagata per il reato di maltrattamenti (572 cp) chiede e ottiene di poter essere processata col Rito Abbreviato. Il GUP (Giudice per l’udienza preliminare) ha infatti concesso alla donna il rito chiesto dai suoi difensori. L’insegnante con questa scelta otterrà quindi uno sconto sulla pena come previsto dalla legge. Il Giudice ha inoltre stabilito risarcimenti pecuniari per le famiglie delle piccole vittime. Anche il Comune di Fiumicino, costituitosi come spesso accade Parte Civile nel processo, ha ottenuto un risarcimento di 2.000 euro.

Maltrattamenti in una scuola d’infanzia: Maestra condannata in primo grado

Nel Settembre 2019 Giovanna Censi viene condannata in primo grado a 1 anno e 10 mesi. Il reato contestato è quello di maltrattamenti aggravato dalla minore età dei bimbi. Il difensore delle parti offese Sebastiano Russo si è detto soddisfatto della pena, sebbene notevolmente inferiore rispetto ad altre ottenute per cause analoghe.
“Abbiamo ottenuto giustizia – ha dichiarato l’Avv. Russo ai giornalisti de Il Faro Online – ma siamo sconcertati dal fatto che non una parola di scuse, non un pentimento è giunto dalla maestra. Niente, nemmeno lo stress, giustifica il fatto di mettere le mani addosso ad un bambino; e il fatto che oggi, a distanza di tempo, non ci siano parole di ravvedimento ha fatto molto male alle famiglie”.

Delusi i genitori parlano a Le Iene

“Non sembra, ma è il massimo della pena per maltrattamenti aggravati” dice Grazia -una delle mamme coinvolte- ai microfoni delle iene. Questo a noi però sembra davvero visto che in casi assolutamente analoghi, con giuste strategie processuali e richiedendo l’aggravamento del reato attraverso specifiche consulenze di parte, si sono ottenute (sempre con Rito Abbreviato) anche sentenze di 6 anni e 4 mesi come nel caso del Cip Ciop che hanno portato le imputate a finire in carcere. O come nel caso dell’Asilo Mazzanti dove le pene hanno comunque superato i 3 anni.

La Via dei Colori Onlus è a disposizione delle Forze dell’Ordine e delle famiglie coinvolte. Chiunque abbia bisogno può contattarci al Numero Verde 800-98.48.71. O scrivendo a: sos@laviadeicolori.org. La Via dei Colori offre consulenza tecnica e informativa gratuita. A tutti i soci offriamo sostegno legale e psicologico specializzato in caso di maltrattamenti presunti o documentati.

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