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Maltrattamenti sui bambini della scuola d’infanzia: indagate tre maestre

Maltrattamenti Sui Bambini Della Scuola D’infanzia: Indagate Tre Maestre

San Polo di Podenzano (Piacenza), 12 Dicembre 2019

Un’indagine delicata e tutt’ora coperta da segreto istruttorio

Le indagini per accertare i presunti maltrattamenti sui bambini della Scuola d’Infanzia San Giovanni Bosco, sarebbero partite a valle di alcune segnalazioni fatte dai genitori alla caserma locale. Gli accertamenti, condotti dai carabinieri della Stazione di San Giorgio guidati dal luogotenente Marco Dubrovich e coordinati dal procuratore Matteo Centini, avrebbero richiesto anche l’uso delle intercettazioni ambientali che avrebbero confermato i dubbi iniziali.

I controlli e i sopralluoghi effettuati dai Carabinieri del NIL(ispettorato del lavoro)  e del NAS avrebbero permesso ai militari di riscontrare anche numerose irregolarità amministrative.

La provincia piacentina però non è nuova a casi di questo genere. Ricordiamo infatti il caso di maltrattamenti all’asilo de La Farnesiana nel quale molte famiglie coinvolte, seguite dai professionisti del nostro Comitato Scientifico, attendono la chiusura delle indagini dal Maggio 2017 e il caso della Scuola Vittorino da Feltre.

Tre maestre tra cui una suora, indagate per maltrattamenti sui bambini della scuola d’infanzia

Le tre indagate, tra cui una suora, attualmente difese dall’avvocato di Piacenza Franco Livera, sono tutte insegnanti nella struttura privata di San Polo di Podenzano a Piacenza. Le donne sarebbero state raggiunte dalla misura cautelare dei domiciliari a fine Novembre 2019. L’ordinanza cautelare sarebbe stata sottoscritta dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) Luca Milani a valle di un delicatissimo lavoro condotto dai carabinieri della stazione di San Giorgio Piacentino.

Secondo quanto riportato da La Libertà in un articolo, le registrazioni effettuate per 14 giorni durante l’inchiesta, visionato anche dai genitori dei piccoli, “mostra non solo qualche atto violento isolato e decontestualizzato ma una sistematicità maltrattante che ha creato un clima non idoneo a bambini di quell’età: ciò sostanzia il reato per cui abbiamo proceduto e per il quale abbiamo avuto l’avvallo del GIP Luca Milani”.

“Vi faccio bere l’acqua del water. Se continuate così vi fucilo”: non solo maltrattamenti sui bambini

Dalle prime indiscrezioni uscite nei giorni successivi all’arresto, la realtà che emerge, se confermata, sarebbe davvero sconcertante. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Libertà infatti, le donne avrebbero non avrebbero solo compiuto maltrattamenti sui bambini dell’asilo ma li avrebbero anche minacciati con frasi terribili.

“Se continuate così vi fucilo” o ancora “Vi faccio bere l’acqua del water”: con queste frasi i bimbi pare fossero costretti a vivere nel terrore giorno dopo giorno,

Il primo cittadino si dice “esterrefatto e incredulo” rispetto ai maltrattamenti

Nonostante sull’indagine per maltrattamenti sui bambini della scuola, ci sia ancora il più stretto riserbo, il sindaco di Podenzano Alessandro Piva venuto a conoscenza dei fatti solo poco prima dell’intervista, si dice “esterrefatto e incredulo“.
Ci sono delle indagini in corso – continua il primo cittadino secondo quanto riportato da Il Piacenzae mi auguro che accertino che non è successo niente di grave a danno dei bambini. Qualora siano stati commessi dei reati questi vanno perseguiti, a maggior ragione visto che sarebbero a carico di minori

Secondo le indiscrezioni della stampa, la Scuola d’infanzia privata San Giovanni Bosco a San Polo di Podenzano, sarebbe da subito stato chiuso.

Nella settimana del 2 Dicembre 2019, si attende l’interrogatorio di garanzia tra le tre insegnanti accusate di aver commesso maltrattamenti sui bambini che seguivano e il Giudice.

Interrogatorio di garanzia sotto silenzio: gli indagati negano i maltrattamenti sui bambini

Le tre donne indagate, di fronte al giudice, hanno negato fermamente di aver compiuto o di esser state a conoscenza degli episodi di maltrattamenti sui bambini. Come riportato in alcuni articoli infatti

Secondo quanto emerso dalle ricostruzioni dei rotocalchi come ad esempio La Libertà, anche Don Franco Sagliani, parroco della frazione di Podenzano, sarebbe stato a conoscenza dei fatti e pur avendo l’obbligo di denunciarli e di impedirli, avrebbe invece preferito tacerli.

Attenuate le misure cautelari per le tre indagate principali

Secondo la ricostruzione dei fatti resa da Il Piacenza, i primi di Dicembre 2019 le persone iscritte nel registro degli indagati risultano quattro: due insegnanti, il parroco e la suora. Le due insegnanti Annalisa Paraboschi ed Enrichetta Rossi avevano già richiesto, ottenendola, la revoca dei domiciliari cautelativi durante l’interrogatorio di garanzia alla presenza dei loro avvocati Franco Livera e Graziella Mingardi.

Anche la direttrice Suor Silvana Paluello interrogata qualche giorno più tardi, ha richiesto la revoca della misura cautelare dei domiciliari, atta a evitare che possa scappare, reiterare il reato o inquinare le prove.

Per le tre donne indagate, il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha disposto la misura cautelare che è stata attenuata trasformandola in interdizione dall’esercizio della professione.

La procura mette a tacere la faida tra colpevolisti e innocentisti: i video e gli audio non sono fatti opinabili

Come spesso accade nei casi di maltrattamento infrastrutturale che coinvolgano, per esempio, maestre storiche di una cittadina, la popolazione si è divisa tra innocentisti e colpevolisti. Stavolta però la Procura è intervenuta per mettere a tacere ogni dubbio in merito: “i video e gli audio non sono opinioni – ha dichiarato il Sostituto Procuratore Matteo Centini al quotidiano La Libertà – ma prove di maltrattamenti reiterati in una quotidianità diventata sistematica e quindi lesiva nei confronti sia dei minori che l’hanno subita sia di coloro che hanno solo assistito. Alla procura e ai carabinieri non interessano i dibattiti colpevolistici o le opinioni, a noi compete il codice penale. Non c’è stata un’aggressione a una comunità per preconcetto ma un accertamento della verità realizzato con un approccio laico“.

Ma non solo. Il sostituto procuratore ha tenuto a difendere anche l’integrità e il diritto a denunciare della mamma che per prima ha chiesto aiuto alla Caserma e che “con sobrietà ha raccontato alcuni episodi”.
“Di lì si sono fatti tutti gli accertamenti. – continua Matteo Centini- I carabinieri guidati da Dubrovich hanno agito con tatto, professionalità, rapidità e con un’elevata padronanza della materia.

Matteo Centini si schiera apertamente dalla parte dei bambini come è giusto che sia

Non stiamo parlando di violenze inaudite – dichiara Matteo Centini a La Libertà – ma di una serie di comportamenti fisici e verbali imposti ai minori che sono l’unica parte lesa della vicenda. Se è vero come è vero che nessuno tocchi Caino, non è possibile però continuare a bastonare Abele. Se non fossero stati minori ma adulti ci si sarebbe riservati di sporgere querela, allora perché un bambino di tre anni deve subire questi attacchi?”.

E non si ferma ma continua sottolineando che “Le maestre non sono al servizio dei genitori e anche se questi avvallassero un approccio fisico di educazione, le educatrici non sono autorizzate a metterlo in pratica in quanto sono invece tenute alla cura, alla protezione e all’educazione dei bambini che vengono loro affidati. Anche chi non ha subito maltrattamenti fisici ha visto quanto accadeva, ha respirato il clima di violenza e lo ha introiettato e può pensare che quello è il metodo che dovrà usare anche da grande introiettando un meccanismo che non è sano ma lesivo a lungo andare. Questo noi contestiamo“.

La Via dei Colori Onlus è a disposizione delle Forze dell’Ordine e delle famiglie coinvolte. Chiunque abbia bisogno può contattarci al Numero Verde 800-98.48.71. O scrivendo a: sos@laviadeicolori.org. La Via dei Colori offre consulenza tecnica e informativa gratuita. A tutti i soci offriamo sostegno legale e psicologico specializzato in caso di maltrattamenti infrastrutturali presunti o documentati.

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