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Manette per una maestra di Andria

Manette Per Una Maestra Di Andria

Andria (Bat) – 29 Maggio 2015 – Agg. 22 ottobre 2018

Manette per una maestra di Andria, impiegata nella Scuola elementare del Plesso Borsellino. Accusata di maltrattamenti sui bambini, tramite minacce e percosse.

Le indagini

Il caso parte dalla denuncia di una famiglia. Tra gli episodi segnalati, uno del 2014, giorno in cui il bambino era tornato a casa con il viso arrossato per i tanti schiaffi. I genitori spostano il bambino in altra scuola e denunciano i fatti alla Polizia. Le indagini vengono condotte nei primi mesi del 2015 dalla Polizia, avvalendosi di microcamere nascoste. Le immagini, registrate per tre mesi, non lasciano equivoci sui comportamenti e sul clima di terrore instaurato in aula. Gli inquirenti parlano di comportamenti aggressivi e intimidatori, soprattutto nei confronti di bambini con difficoltà di apprendimento.

Il comportamento abituale

Schiaffi sul viso, sulle braccia e le spalle. Libri e compiti scaraventati da una parte all’altra dell’aula o contro gli studenti. E minacce: “Giuro che ti pesto di mazzate“, “Non fiatate che vi ammazzo“. Questi i comportamenti abituali nella classe della maestra, F.C., 52 anni, di Andria, all’interno della scuola elementare di via Barletta.

Manette per una maestra

Il 29 Maggio la donna viene arrestata e condotta ai domiciliari, su ordinanza cautelare del Gip del Tribunale di Trani, Maria Grazia Caserta. Un mese dopo, la misura cautelare viene sostituita con la sospensione per un mese dall’insegnamento.

La sentenza: maestra assolta

Il processo si svolge con rito abbreviato. La Pm Simona Merra chiede la condanna della donna, sei genitori si costituiscono parte civile. In Ottobre 2018, il Gup del Tribunale di Trani, Angela Schiralli, pronuncia invece sentenza di assoluzione: il fatto non sussiste.

 

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