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Silenzio imposto ai bambini. In manette un’insegnante di Messina

Silenzio Imposto Ai Bambini. In Manette Un’insegnante Di Messina

Silenzio Imposto - Maltrattamenti Scuola Elementare MessinaMessina – 25 Maggio 2016 –

Silenzio Imposto:

Silenzio imposto ai bimbi piccolissimi: “Sia chiaro, quello che succede in classe non si deve riferire a casa e quello che succede a scuola deve rimanere a scuola”.

Questo era l’ordine imposto da tre maestre della Scuola Elementare in un piccolo paesino dei Nebrodi ai suoi piccoli alunni di sei e sette anni. I provvedimenti cautelari interdittivi richiesti del Sostituto Procuratore Orlando e disposti dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) di Patti Ugo Molina, sono stati notificati nella mattina del 25 Maggio 2016.

Infrangendo questa folle “promessa” e non curandosi del silenzio imposto dalla maestra, i bimbi terrorizzati avevano cominciato a raccontare di schiaffi, botte, insulti e spintoni che li stavano traghettando in una realtà quotidianamente violenta che minava il loro benessere psico-fisico.

Le indagini, curate dai poliziotti del Commissariato di Sant’Agata di Militello, sono partite a seguito di alcune denunce sporte dai genitori insospettiti dal comportamento dei loro figli. Reticenza ad entrare a scuola, ritorni a casa in lacrime e terrore a frequentare la scuola persino in occasione della recita scolastica: i bambini non erano più gli stessi e questo ha convinto i genitori a far denuncia. Le indagini che hanno richiesto l’installazione di telecamere che confermassero i racconti dei bambini, pare abbiano rilevato che addirittura, in un’occasione, un bimbo sarebbe stato colpito sulla nuca dopo essersi addormentato sul banco, con una violenza tale da provocargli un brutto bernoccolo sulla fronte.
Nelle immagini registrate dalla polizia di Sant’Agata sarebbero state immortalate scene veramente raccapriccianti come per esempio un’insegnante che afferra un bimbo dalla giacca trascinandolo violentemente fuori dall’aula strattonandolo ed urlandogli contro. Schiaffi sul volto a piene mani, bimbi bloccati alla sedia per poi essere colpiti o che si nascondono sotto i banchi in preda al terrore, sono soltanto alcune delle cose terribili che gli inquirenti hanno dovuto valutare durante l’inchiesta.
Nelle intercettazioni ambientali il tutto poi è stato “condito” con frasi agghiaccianti come “Sei una capra, cretino, schifosi, cammina tu e tua madre pure… Un porcospino sei, un ritardato mentale, siete cosa di stare per la strada è di andarsene veramente nel carcere minorile, non siete cosa di stare con le persone perbene. Appena tu non scrivi ti vengo a prendere e ti passo con i piedi sulla pancia, vi lascio il segno addosso per tutta la vita”

Fra le tre maestre accusate di maltrattamenti, la prima donna di 57 anni è stata interdetta dall’insegnamento per un anno in attesa dell’eventuale processo in quanto ritenuta, almeno dalle immagini in carico alla magistratura, la più spietata. Le altre due insegnanti invece, rispettivamente di 47 e 40 anni, sono state sospese per 6 mesi sempre in attesa di eventuali conseguenze giudiziarie in quanto nella gran parte dei video comparivano impassibili di fronte alle scene terrificanti. Queste ultime, interrogate in merito ai fatti, hanno largamente negato anche dopo aver saputo dell’esistenza dei video.

La Sicilia purtroppo, nonostante il silenzio imposto spesso ai piccoli da parte delle insegnanti o degli operatori, già un po’ di tempo fa era stata protagonista in fatti analoghi come per esempio nei fatti contestati nella Scuola di Palazzo Adriano ed in quelli relativi ad alcune strutture di accoglienza  a Trapani.

La Via dei Colori Onlus, come di consueto è a disposizione delle famiglie coinvolte e delle forze dell’ordine per fornire supporto legale, psicologico e morale. Chiunque ne avesse bisogno, può contattarci al Numero Verde 800-98.48.71 o scriverci ad associazionelaviadeicolori@gmail.com

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