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Metodi bruschi nel nido di Arzachena: indagate le maestre

Metodi Bruschi Nel Nido Di Arzachena: Indagate Le Maestre

Arzachena (OT) – 29 Gennaio 2019 – Agg. 2 Novembre 2019

Metodi bruschi nell’Asilo Nido comunale di Arzachena, in provincia di Olbia-Tempio. Due maestre sarebbero state indagate per maltrattamenti nei confronti dei bambini tutti di età compresa tra i sei mesi e i tre anni.

Maltrattamenti ripresi da telecamere nascoste

Sono alcuni genitori a segnalare il caso di cui parla L’Unione sarda: la Procura di Tempio sta indagando su un caso di maltrattamenti nei confronti dei bambini del nido comunale. L’inchiesta è coordinata dal commissariato di Porto Cervo e si avvale di microcamere nascoste per registrare i comportamenti delle maestre in aula. Si parla di metodi bruschi.

Due maestre indagate per aver usato metodi bruschi sugli alunni

Due donne sono indagate: la coordinatrice della scuola, l’educatrice K.T. e P.T,  rappresentante della cooperativa che gestisce il servizio.

Secondo quanto riportato in un articolo de L’Unione Sarda, Egidio Caredda difensore dell’Educatrice K.T. pare abbia scritto però alla Procura di Tempio che “l’educatrice K.T. non ha mai maltrattato i piccoli dell’Asilo Comunale di Arzachena. È professionale, esperta e dalle indagini a suo carico non emergono comportamenti che configurano reati ai danni dei bambini”.

No alla sospensione

Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP), probabilmente anche tenendo conto di quanto riferito dal difensore delle indagate, dice no alla sospensione dell’educatrice indagata: non ci sarebbero i presupposti per la misura cautelare. Secondo il giudice infatti, gli episodi contestati non sarebbero neanche da considerare maltrattamenti perché non reiterati. Il Tribunale del Riesame (TdR) concorda e revoca la richiesta di misura cautelare. Intanto continuano le indagini della Procura.

La richiesta di archiviazione

A fine Marzo 2019 però il Pubblico Ministero (PM) Ginevra Grilletti chiede l’archiviazione del caso riferendo che a parer suo non si è trattato di maltrattamenti ma casomai di metodi bruschi messi in atto dell’educatrice probabilmente stressata dal troppo carico di lavoro. Le famiglie si oppongono, così annunciano i difensori, Giovanna Poggi, Francesca Pileri e Domenica Gala, che sostengono la presenza di tre episodi documentati nei quali sono stati usati metodi bruschi sui bimbi e di testimoni pronti a raccontarli. Tra questi ci sarebbero alcune colleghe dell’educatrice K.T. che nell’anno 2018 avevano già raccontato di comportamenti non adeguati e metodi bruschi nei confronti dei bambini piccolissimi.

Gravi inadempienti contrattuali, il comune revoca le autorizzazioni ai gestori della struttura

Il 23 Ottobre 2019 tramite i giornalisti de L’Unione Sarda esce la notizia che il Comune di Arzachena, avendo riscontrato gravi inadempienze contrattuali e tenendo conto delle prime segnalazioni circa i metodi bruschi tenuti dalle insegnanti, revocherà l’autorizzazione ai gestori dell’asilo sotto l’occhio del mirino fin dall’inizio del 2019 per i presunti maltrattamenti. Il Comune avrebbe quindi deciso di sottoscrivere un nuovo affidamento diretto per due mesi adducendo motivi di urgenza.

L’amministrazione comunale avrebbe effettuato verifiche e sopralluoghi atti a verificare le segnalazioni inerenti la mancanza di una progettazione ludico-educativa in base all’età degli ospiti, la mancata vigilanza e custodia dei bimbi anche per lunghi periodi della giornata, nonché l’effettiva presenza di personale e figure professionali in numero congruo. Il sindaco ha inoltre richiesto che venisse verificata l’eventuale “violazione del regolamento interno con condotte difformi ai principi di lealtà, buonafede e diligenza”.

“Nonostante le reiterate richieste d’intervento ai responsabili della cooperativa, ogni tentativo di richiesta del rispetto degli obblighi contrattuali è stato vano e l’interesse pubblico perseguito è stato compromesso”, conclude l’amministrazione.

Il sindaco della città è determinato ad andare a fondo nella vicenda

Contrariamente a quanto possiamo rilevare nelle molte situazioni di cui ci occupiamo, in questo caso il sindaco della città
Roberto Ragnedda avrebbe preso a cuore la situazione impegnandosi a verificarne tutti i contorni.

“Le verifiche condotte – avrebbe dichiarato il primo cittadino ai giornalisti de L’Unione Sarda – sono supportate dall’attività giudiziaria in corso. Abbiamo preso in carico la situazione, verificando i fatti per garantire il miglior servizio possibile ai bambini e alle famiglie, per fornire loro un ambiente sereno e favorevole alla crescita. Dalle verifiche – avrebbe continuato il sindaco – emerge il mancato rispetto del principio secondo cui il servizio socio-educativo deve rispondere al bisogno di socializzazione del bambino e al suo armonico sviluppo psicofisico”.

La Via dei Colori Onlus è a disposizione delle Forze dell’Ordine e delle famiglie coinvolte. Chiunque abbia bisogno può contattarci al Numero Verde 800-98.48.71. O scrivendo a: sos@laviadeicolori.org. La Via dei Colori offre consulenza tecnica e informativa gratuita. A tutti i soci offriamo sostegno legale e psicologico specializzato in caso di maltrattamenti presunti o documentati.

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