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Pisa, maltrattamenti al nido del Cep

Pisa, Maltrattamenti Al Nido Del Cep

Pisa – 4 Febbraio 2016 – Agg. 5 Marzo 2019

Un’educatrice arrestata e altre due indagate a Pisa per maltrattamenti al nido del Cep. Le piccole vittime hanno tra uno e tre anni. La donna è ai domiciliari.

Le indagini da una segnalazione esterna

Le indagini partono nel novembre 2015, coordinate dal Procuratore Alessandro Crini e dal sostituto Procuratore Aldo Mantovani. La segnalazione arriva da un ausiliario dipendente di una ditta esterna che collabora con la scuola. Gli investigatori installano telecamere nascoste e microspie nei locali dell’asilo nido.

Tra i maltrattamenti, schiaffi e offese

Le registrazioni evidenziano violenze fisiche e psicologiche: schiaffi al volto e alla testa (anche con un piatto), sculacciate. Epiteti e frasi come “rincoglionito”, “oggi ti faccio del male”, “ti metto fuori al freddo”, “levati di torno te… boia!”, “vai a piangere in bagno con te non ci parlo”.

La segnalazione delle colleghe

A gennaio 2016, tre educatrici, che avevano già affrontato la maestra indagata durante una riunione dell’intero corpo docente, segnalano nuovi episodi di violenza alla dirigente del servizio che procede a contattare gli inquirenti.

L’arresto dell’educatrice

L’educatrice, S.O., viene arrestata nel febbraio 2016. “Una condotta abituale – si legge nell’ordinanza cautelare del Gip Giuseppe Larghezza – chiaramente indicativa dell’esistenza di un programma criminoso animato da una volontà di vessare i soggetti passivi e, in particolare, di sottoporre consapevolmente questi ultimi, piccoli in tenerissima età, a una duratura condizione di soggezione psicologica e di sofferenza”.

L’educatrice arrestata non agiva da sola

Sospensione, procedimento disciplinare e iscrizione nel registro degli indagati anche per altre due educatrici sessantenni – M.R. e D.C. – che lavoravano insieme all’arrestata. Risultano colpevoli di 15 episodi di maltrattamenti su bambini a loro affidati.

L’interrogatorio di garanzia

Queste ultime non si presentano per l’interrogatorio, comunicando la loro assenza via fax. La maestra agli arresti domiciliari, invece, pur presente per l’interrogatorio, si avvale della facoltà di non rispondere.
Nel frattempo le piccole vittime ritornano a scuola con tre supplenti e un nuovo insegnante di sostegno.

Patteggiamento e responsabile civile

Nel luglio 2016 due maestre chiedono di patteggiare la pena, Il Gup Giulio Cesare Cipolletta respinge la richiesta di S.O., non ritenuta congrua (due anni) e accoglie quella di M.R.: patteggia un anno e dieci mesi. Pena sospesa. Per le altre si svolgerà rito ordinario. Venti famiglie si costituiscono parte civile e con loro anche il Comune. Quest’ultimo è tuttavia anche citato come responsabile civile. Questo è possibile perché il Comune è di fatto il datore di lavoro delle imputate. Anche nel Processo Cip Ciop avevamo visto il Comune citato con una doppia veste come in questo caso.

Rinvii al processo

Il processo tuttavia tarda a partire: i rinvii sono di volta in volta dovuti a legittimi impedimenti, ferie, trasferimenti. I primi testi dovrebbero essere sentiti a distanza di tre anni dall’arresto.

In aula i video dei maltrattamenti al nido

Il 4 Febbraio 2019 si svolge l’udienza del processo a Sonia Ori e Donatella Castiglioni. In aula si vedono i video dei maltrattamenti: scappellotti, colpi alle gambe, urla, offese. La tensione sale. Poi tocca ai genitori, chiamati a testimoniare i comportamenti dei bambini all’epoca dei maltrattamenti. L’udienza è rinviata al 4 Marzo.

La testimonianza dei genitori

A Marzo i genitori sono chiamati a testimoniare. “Ho cominciato a vedere difficoltà al momento del pranzo – racconta una madre, le cui parole sono riportate su La Nazione – Il bimbo si metteva in punizione o si graffiava da solo. Ancora oggi non vuol sentire urlare“. Il momento del pasto appare critico per molti bambini. “Ancora oggi, quando sente le campane, a mezzogiorno, mia figlia ha paura e piange“, afferma un papà. Qualche bimbo, raccontano, collegava la cacca alle botte. Tutti campanelli di allarme che i genitori hanno compreso in seguito. Loro infatti hanno appreso dei maltrattamenti solo con l’arresto della maestra: “Ci siamo fiondati al nido. Ci è venuta incontro Castiglioni che piangeva, poi Marcella Ricci che ha difeso la collega, ‘Che cosa volete che sia qualche pattone, è anche educativo“.

La Via dei Colori Onlus è a disposizione delle Forze dell’Ordine e delle famiglie coinvolte. Chiunque abbia bisogno può contattarci al Numero Verde 800-98.48.71. O scrivendo a: sos@laviadeicolori.org. La Via dei Colori offre consulenza tecnica e informativa gratuita. A tutti i soci offriamo sostegno legale e psicologico specializzato in caso di maltrattamenti presunti o documentati.

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