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8 Cose Da Dire Sui Maltrattamenti Per Gli 8 Anni De La Via Dei Colori

Abbiamo lavorato duramente per otto anni, con molte famiglie e moltissime idee. Oggi sappiamo esattamente che strada vogliamo seguire”. Ilaria Maggi commenta il compleanno de La Via dei Colori, l’associazione nata il 2 Dicembre 2010, a un anno esatto dall’arresto delle maestre di suo figlio per maltrattamenti nell’asilo Cip Ciop di Pistoia.

L’esperienza de La Via dei Colori

Abbiamo in mano dati preziosi che ci confermano che le intuizioni iniziali erano corrette e che il fenomeno è urgente. Abbiamo una struttura specializzata in maltrattamenti infrastrutturali che segue quasi 700 famiglie e circa 130 processi in tutta Italia. Ci occupiamo di tutela legale, psicologica e peritale, di ricerca e prevenzione. Tanto abbiamo fatto ma tanto c’è ancora da fare”.

Otto cose da dire sui maltrattamenti

In occasione degli otto anni, La Via dei Colori fa il punto della situazione con queste otto cose da dire sui maltrattamenti:

  1. Telecamere Il disegno di legge in esame al Senato prevede la registrazione di immagini visionabili solo a seguito di denuncia. Dunque, quando un maltrattamento è già avvenuto e le famiglie hanno trovato il coraggio di denunciare, cosa non semplice. Le telecamere sono un ausilio fondamentale in sede di indagini ma la lotta ai maltrattamenti deve partire dalla prevenzione.
  2. Prevenzione Quello dei maltrattamenti è un fenomeno complesso che va affrontato con chiare misure di prevenzione: selezione, formazione e monitoraggio. Prioritariamente, non dovrebbe essere permesso di lavorare a insegnanti con precedenti o pendenti penali, e ciascun educatore dovrebbe essere supportato costantemente per evitare situazioni di burn out o stress lavoro correlato.
  3. Informazione Non dobbiamo diffondere allarmismo ma promuovere la consapevolezza del fenomeno tramite una corretta informazione. È importante che tutte le famiglie conoscano i campanelli di allarme, le cose da fare e non fare in caso di maltrattamenti sospetti o accertati.
  4. La violenza non è solo fisica (e non è una soluzione) Sono enormi i danni che vengono dalla violenza psicologica ma non solo. In ogni caso di maltrattamento è importante considerare tanto la violenza diretta quanto quella assistita. E soprattutto non si può combattere la violenza con la violenza: sono quotidiane le manifestazioni di violenza nel linguaggio quando si commentano simili casi di cronaca.
  5. I bravi insegnanti Il numero crescente di maltrattamenti non può far perdere fiducia negli insegnanti. I molti che operano con passione e dedizione sono anch’essi vittime di chi maltratta e invece vanno tutelati. La rivoluzione parte proprio da loro: possono e devono diventare le nostre migliori telecamere.
  6. L’Osservatorio Non si può cercare la soluzione se prima non si conosce a fondo il problema. Per questo abbiamo costituito l’Osservatorio sulle Relazioni Educative e di Cura dove confluiscono i dati dei casi che seguiamo e quelli di cronaca riportati sui media. Sono dati che dicono moltissimo, così come analizzati finora dai nostri Dipartimenti di Ricerca, ma che tanto di più potrebbero fare se enti, istituzioni e cittadini ne finanziassero e supportassero la digitalizzazione appena iniziata.
  7. La rete Istituzioni, enti e forze dell’ordine devono fare rete e avere una linea comune. Attualmente le famiglie che affrontano un maltrattamento ricevono risposte diverse e contrastanti. Questo non accadrebbe se ci fossero piani, procedure e protocolli condivisi.
  8. Ogni goccia è preziosa Indignarsi non basta, ciascuno può fare la sua parte in molti modi. La lotta ai maltrattamenti non riguarda solo le famiglie coinvolte. Non riguarda destra o sinistra. Non riguarda nord, sud o centro. Riguarda tutti, siamo tutti coinvolti. E tutti insieme dobbiamo fare qualcosa.

La Via dei Colori onlus è l’associazione punto di riferimento in Italia per minori e minoranze vittime di maltrattamenti in strutture scolastiche e assistenziali. Attualmente, oltre a effettuare ricerca e formazione nell’ambito della prevenzione agli abusi, segue circa 700 famiglie offrendo consulenza tecnica legale, psicologica e di orientamento, dando il proprio supporto in oltre 100 processi in Italia.

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