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Patteggiamento A Varedo: Due Anni E Quattro Mesi

Ha patteggiato, Patrizia Perego, la maestra accusata di maltrattamenti in una scuola d’infanzia di Varedo, Monza: due anni e quattro mesi senza sospensione e con interdizione dai pubblici uffici. Così ha deciso il Gup del Tribunale di Monza, dott.ssa Pierangela Renda, dopo che a luglio scorso l’istanza di patteggiamento (con pena di due anni) era stata rigettata.

La nuova richiesta di patteggiamento

Questa mattina il Pubblico Ministero, Carlo Cinque, ha contestato le aggravanti e la difesa dell’imputata ha chiesto la remissione in termini. Accolta dal giudice, la remissione ha offerto la possibilità di riformulare la richiesta di patteggiamento. Come da istanza di PM e difesa, il giudice ha stabilito la pena in due anni e quattro mesi, con interdizione dai pubblici uffici per la durata pari alla pena.

L’avv. Canobbio: Contrasto spiccato tra le valutazioni dei giudici

Ci colpisce il contrasto spiccato tra la valutazione del Gip, Emanuela Corvetta, che due mesi fa aveva rigettato il patteggiamento e quella di oggi del Gup – afferma l’avv. Giulio Canobbio, difensore di una delle famiglie coinvolte e Direttore del Comitato scientifico de La Via dei Colori Onlus – In pochi mesi una decisione ribaltata, e con una differenza di pena di soli quattro mesi”.

Una mamma: Chi considera i danni dei nostri bambini?

Sono delusa e arrabbiata – ammette la mamma di un bambino vittima dei maltrattamenti – Siamo tornati indietro. Mi sembra sia stato deciso tutto a tavolino, senza sentire i bambini o uno psicologo. Sui giornali si è tanto parlato dei problemi della maestra, del suo vissuto complicato. Ma i bambini? E noi genitori? Quello che abbiamo subito e i danni che porteremo nel tempo, qualcuno li considera? Non sarei stata felice neanche con una condanna esemplare, ma così no, non è sufficiente. E mi terrorizza il pensiero che tra due anni e quattro mesi possa rifare tutto ciò che ha fatto a mio figlio e i suoi compagni”.

I comportamenti imputati alla maestra

Alla donna sono imputati calci, spinte, costrizioni al silenzio, strattoni e offese: “Vai al cimitero”, “Dillo a chi ti pare, non mi interessa se mi licenziano, e ti picchio”. Con la prima richiesta di patteggiamento aveva formulato delle scuse alle famiglie, dopo aver detto che i maltrattamenti erano “colpa dei genitori che crescono i figli all’osteria come i somari”.

La Via dei Colori onlus è l’associazione punto di riferimento in Italia per minori e minoranze vittime di maltrattamenti in strutture scolastiche e assistenziali. Attualmente, oltre a effettuare ricerca e formazione nell’ambito della prevenzione agli abusi, segue più di 600 famiglie offrendo consulenza tecnica legale, psicologica e di orientamento, dando il proprio supporto a oltre 100 processi in Italia.

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