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(ANSA) – Una «esposizione violenta» che l’esperta incaricata dal giudice ha paragonato a «situazioni di terrore quali si sperimentano in casi di guerra». È solo uno dei passaggi con i quali la neuropsichiatra infantile Maria Zirilli di Parma ha descritto in 106 pagine di perizia la condizione alla quale erano stati sottoposti i tre bimbi dell’asilo nido comunale «Mazzanti» di Conselice, nel Ravennate, per i quali c’era stata a suo tempo richiesta di incidente probatorio nell’ambito dell’indagine che vede tre educatrici accusate di maltrattamenti aggravati nei confronti di una cinquantina di bambini tra gli 11 e i 36 mesi. Una quarta maestra è invece indagata per favoreggiamento perché, pur sapendo, avrebbe coperto le colleghe.

Alla luce dei risultati della perizia, il pm Roberto Ceroni, titolare del fascicolo, ha contestato l’aggravante della durata malattia per i tre. Udienza aggiornata al 27 settembre per discutere la richiesta di rinvio a giudizio delle imputate o gli eventuali riti alternativi.

Nel dettaglio, secondo quanto emerso nel pomeriggio davanti al gup Antonella Guidomei in un’aula affollata di genitori, la perizia individua per le due educatrici principali accusate finite ai domiciliari, «responsabilità personali» definite certe tanto più che «entrambe sono madri». Viene tirata in ballo anche la cooperativa faentina per la quale lavoravano che, secondo quanto riferito da alcune delle indagate, non avrebbe «fatto corsi di formazione specifici». Viene infine indicato chi aveva appaltato quel servizio, il piccolo Comune romagnolo, i cui controlli secondo l’esperta erano «apparentemente troppo rari e comunque inefficaci».

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