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Roma, maltrattamenti altamente mortificanti alla Magliana

Roma, Maltrattamenti Altamente Mortificanti Alla Magliana

Roma – 10 Gennaio 2019 – Agg. 12 Giugno 2019

A Roma, a pochi giorni dal caso dei Castelli Romani e di Cassino, una maestra è sospesa per “maltrattamenti altamente mortificanti” alla Magliana, in via Pescaglia.

Il comportamento anomalo dei bambini

Le indagini partono a ottobre con la segnalazione dei genitori di cinque bambini che notano comportamenti anomali nei loro piccoli. I bimbi hanno fra i tre e i cinque anni e frequentano la scuola d’infanzia Pescaglia. Alcuni si rifiutano di andare a scuola, altri fanno incubi la notte ripetendo “sto zitta, sto zitta”. Altri ancora mettono in punizione i pupazzi, una bimba si avvicina alla culla della sorellina e urla: “Zitta”. I Carabinieri della compagnia Eur danno il via a intercettazioni audio e video. Emergono così le conferme ai sospetti di maltrattamenti.

Sculacciate e schiaffi

Sculacciate e schiaffi, urla e punizioni umilianti. Molti episodi di violenza vengono ripresi dalle telecamere nascoste nell’aula nel quartiere Magliana. La sedia camomilla era una sedia col fiore sopra dove i bimbi venivano messi in punizione. Sono molti gli episodi in cui la maestra urla contro i piccoli col dito puntato, per un totale di “84 condotte inappropriate”. In una delle più gravi, la maestra dice a un bambino: “Non mi rompere il c…”.

Maestra sospesa: maltrattamenti altamente mortificanti

Le indagini, coordinate dalla dottoressa Maria Monteleone, portano così alla sospensione di una maestra, 54 anni, che lavora nella sezione del tempo pieno dell’asilo. Secondo l’accusa, maltrattava “abitualmente i minori con vessazioni psicologiche e fisiche altamente mortificanti“. I maltrattamenti vengono contestati a gennaio 2019, dinanzi alla struttura scolastica, con una misura cautelare a firma del Gip di Roma, Elisabetta Pierazzi.

Reato derubricato

Nell’interrogatorio di garanzia, la donna nega ogni contestazione, chiede scusa solo per la frase “Non mi rompere il ca…” che però, dice, era generica e non rivolta al bambino. Due mesi dopo, la misura cautelare è revocata dallo stesso giudice: “I comportamenti, quali le sgridate i rimproveri e gli interventi fisici, che per quanto riferito dai genitori possono aver creato nei bambini condizioni di ansia o di preoccupazione, appaiono strumenti educativi e disciplinari in se’ non astrattamente illeciti, ma che lo divengono nel momento in cui si manifestano come modalità prevalente“. Il reato diviene perciò abuso dei mezzi di correzione.

La maestra col dito puntato

La maestra a interrogatorio chiuso punta il dito anche contro il giudice, il gesto è messo a verbale. Ma così viene scritto nella revoca della sospensione: “L’indagata utilizza abitualmente la mano con il dito indice puntato nel proprio eloquio non con intenzione maltrattante o intimidatoria, intento che quantomeno sembra da escludersi nei confronti del Giudice“.

La Via dei Colori Onlus è a disposizione delle Forze dell’Ordine e delle famiglie coinvolte. Chiunque abbia bisogno può contattarci al Numero Verde 800-98.48.71. O scrivendo a: sos@laviadeicolori.org. La Via dei Colori offre consulenza tecnica e informativa gratuita. A tutti i soci offriamo sostegno legale e psicologico specializzato in caso di maltrattamenti presunti o documentati.

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