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“Vi taglio in due come una mela”: arrestata maestra di Susa

“Vi Taglio In Due Come Una Mela”: Arrestata Maestra Di Susa

Susa (To) – 16 Gennaio 2018 – Agg. 31 Gennaio 2019

Vi taglio in due come una mela. Così una maestra, 59 anni, avrebbe minacciato i bambini di una scuola d’infanzia statale di Susa, Torino. È agli arresti domiciliari per maltrattamenti.

La denuncia della collaboratrice

È stata una collaboratrice scolastica a denunciare. I Carabinieri hanno poi raccolto indizi anche grazie all’installazione di telecamere nascoste. Tra ottobre e dicembre 2017 hanno documentato insulti, strattoni e botte che l’educatrice imponeva ai bambini, senza mai procurare lesioni. In genere sono i genitori a denunciare, con non poche difficoltà. Perciò riteniamo prezioso il contributo di questa dipendente della scuola.

Insulti e minacce: Vi taglio in due come una mela

Le indagini coordinate dalla Procura di Torino hanno messo in luce minacce come: “Vi taglio in due come una mela“. Cosi la donna parlava a bimbi tra 3 e 5 anni. Non solo. Le intercettazioni hanno registrato anche umiliazioni: “Guardami negli occhi, non fare la scema, smettila di frignare”. Uniti a botte e strattoni, questi erano i metodi educativi adottati dal maestra ai domiciliari.

La difesa: nessuna violenza, solo metodi severi

Nessun maltrattamento, nessuna violenza. Sono soltanto metodi educativi che oggi forse sono interpretati come troppo severi” così afferma l’avvocato Erika Liuzzo, difensore della maestra. Comparsa davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia, la donna risponde alle domande per oltre un’ora e mezza. Sull’episodio della minaccia (Vi taglio in due come una mela), l’avvocato dice: “Durante una lezione sulla differenza tra “metà” e “intero”, lei ha chiesto ai piccoli: “Si può tagliare a metà un’arancia? Una mela? E un bambino?”. E i piccoli, in coro, hanno risposto “no”. Il tono era pacato. Nessuno degli alunni era turbato”.

Indagini su maestra e preside

In aprile vengono chiuse le indagini. Sotto inchiesta assieme alla maestra, anche il preside, per omesso controllo. Avrebbe potuto impedire che i maltrattamenti accadessero. Ma lui dichiara: “La mia coscienza è a posto. Ho agito come ritenevo giusto. Ho sentito chi lavora a scuola, ma nessuno mi ha detto nulla. Mi sono fidato di ciò che mi è stato riferito. Purtroppo, come responsabile dell’istituto, ci sono finito in mezzo. Spero che venga fatta chiarezza”.

Il preside accusato di omesso controllo

A fine ottobre 2018 il pm Mario Bendoni chiede di condannare il preside, F.R., a 2 anni e 4 mesi di reclusione. L’accusa è omesso controllo: non ha impedito alla maestra di maltrattare i piccoli. Il procedimento a carico del preside si svolge con rito abbreviato, l’uomo è difeso dall’avv. Stefano Castrale. Il 10 dicembre parlerà la difesa, poi il Gup Adriana Cosenza emetterà la sentenza.

La sentenza: maestra e preside prosciolti

A Gennaio 2019 per la maestra viene pronunciata sentenza di non luogo a procedere. Così decide il Gup di Torino, Adriana Cosenza, che durante l’udienza preliminare assolve anche il preside “perché il fatto non sussiste”. Il dirigente aveva scelto il rito abbreviato. L’avvocato della donna, Luciano Paciello, commenta: “La maestra ha sempre detto di avere sì utilizzato metodi educativi forse anacronistici e un po’ rigidi, ma senza mai vessare e umiliare i bambini. Abbiamo ascoltato molti genitori e in tanti si sono detti dispiaciuti di questa vicenda”. “Con la sentenza di oggi – dichiara Stefano Castrale, difensore del preside – il mio assistito ritrova la serenità che gli era stata sottratta con l’apertura del procedimento penale. Oggi la sua carriera torna ad essere immacolata e ricca di soddisfazioni. Il preside, che doveva dirigere 25 istituti, ha sempre svolto la propria attività con la massima correttezza. E non ha mai voluto ‘coprire’ nessuno“.

La Via dei Colori Onlus è a disposizione delle Forze dell’Ordine e delle famiglie coinvolte. Chiunque abbia bisogno può contattarci al Numero Verde 800-98.48.71. O scrivendo a: sos@laviadeicolori.org. La Via dei Colori offre consulenza tecnica e informativa gratuita. A tutti i soci offriamo sostegno legale e psicologico specializzato in caso di maltrattamenti presunti o documentati.

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