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Tarquinia, schiaffi e pizzichi all’asilo: maestra sospesa

Tarquinia, Schiaffi E Pizzichi All’asilo: Maestra Sospesa

Tarquinia (Vt) – 23 Gennaio 2018 – Agg. 26 Mag 2018

A Tarquinia schiaffi, pizzichi, umiliazioni e punizioni a bimbi di tre e quattro anni. Una maestra è stata sospesa per maltrattamenti. Segnalazioni dai genitori e dal dirigente scolastico.

Le indagini

Sono stati i finanzieri del Comando provinciale di Viterbo a eseguire la misura cautelare interdittiva nei confronti di una maestra d’infanzia di Tarquinia. A coordinare le indagini, il Procuratore Andrea Vardaro e il Sostituto Procuratore Alessandra D’Amore. A farle partire, le segnalazioni di alcuni genitori che avevano notato cambi comportamentali nei loro bambini, terrorizzati nell’andare a scuola.

I campanelli di allarme

Bambini sempre felici di andare a scuola, improvvisamente ne avevano paura. I genitori hanno saputo riconoscere i campanelli di allarme. In particolare, una bambina aveva incubi notturni e aveva raccontato “la maestra mi picchia, tira i pizzichi ai compagni”. In un’occasione si era mostrata impaurita nel colorare fuori dai bordi perché, aveva detto, “se cadono i colori la maestra mi picchia”. Frasi analoghe da un bambino improvvisamente violento. Dopo un paio di mesi dall’inizio della scuola, i genitori hanno fatto segnalazione, seguiti dal dirigente scolastico.

La denuncia del dirigente

Se alcuni genitori si erano rivolti direttamente alle forze dell’ordine, altri avevano parlato con il dirigente. Così si è aggiunta la sua denuncia, che ha portato alle intercettazioni disposte dall’Autorità giudiziaria di Civitavecchia. Le videoregistrazioni hanno confermato i sospetti e i racconti dei piccoli.

I comportamenti della maestra di Tarquinia

Minacce, umiliazioni, schiaffi, tirate d’orecchio, strattonamenti, colpi alle gambe e urla fino a far piangere i bambini. Questi alcuni dei comportamenti della maestra nei confronti di bambini, compreso un disabile. Non solo. La donna li puniva per futili motivi e li costringeva a rimanere per ore da soli in aula finché non finivano il pasto.

Il patteggiamento

La vicenda si chiude con un patteggiamento. A settembre la maestra va in pensione. Gli avvocati della donna, Pier Salvatore Maruccio e Giancarlo Piras, dicono che la scelta è detta da motivi di salute. “Non si tratta pertanto di un’ammissione di colpa ma di una scelta processuale dettata da ragioni principalmente umane che inevitabilmente sono connesse con quelle processuali“. “Non dobbiamo dimenticare che questa signora ha insegnato per anni e si trova a 65 anni alle soglie di una pensione maturata nel tempo con grande dignità“. Oltre ad averla patteggiata, la pena è sospesa.

La Via dei Colori Onlus è a disposizione delle Forze dell’Ordine e delle famiglie coinvolte. Chiunque avesse bisogno può contattarci al Numero Verde 800-98.48.71 . O scrivendo: associazionelaviadeicolori@gmail.com. La Via dei Colori offre consulenza tecnica e informativa gratuita. A tutti i soci offriamo sostegno legale e psicologico specializzato in caso di maltrattamenti presunti o documentati.

La vicenda:

  • Novembre 2017: I genitori notano cambi comportamentali nei loro bambini. Si rifiutano di andare a scuola. Partono le prime segnalazioni
  • Denuncia del dirigente scolastico. Partono le intercettazioni
  • 23 Gennaio 2018: La maestra viene sospesa
  • 26 Maggio 2018: L’insegnante patteggia, pena sospesa

 

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