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Valdarno, schiaffi e minacce in asilo nido

Valdarno, Schiaffi E Minacce In Asilo Nido

Valdarno (Ar) – 5 Luglio 2019 – Agg. 16 Luglio 2019

Schiaffi, pizzichi e minacce, in un asilo nido privato del Valdarno. La titolare ed educatrice del nido è interdetta dall’insegnamento per un anno.

I campanelli di allarme

Le indagini si aprono con la denuncia di alcune mamme: erano stati i loro bambini a raccontare degli schiaffi e dei pizzicotti della maestra. I piccoli avevano inoltre assunto strani comportamenti. Allarmati da questi campanelli, i genitori si rivolgono ai Carabinieri di San Giovanni Valdarno.

Schiaffi e minacce

Avvalendosi anche di telecamere nascoste, i carabinieri monitorano per tre mesi cosa accade nell’asilo nido “L’isola della fantasia”. Una maestra picchia e minaccia i bambini ogni qual volta si trovi sola, senza le colleghe. Schiaffi sulla testa e sul corpo, pizzichi, minacce come l’arrivo del “dottore”. I bambini appaiono spesso terrorizzati al punto da smettere di piangere o immobilizzarsi sotto le sue minacce.

I maltrattamenti compiuti quando la maestra è sola

Le violenze vengono riscontrate soprattutto dopo il pranzo, quando la maestra si trova sola con i bambini nel cambiare il pannolino o metterli a nanna. La donna li colpisce per farli dormire, per farli star fermi nel cambio o composti sulle sedioline. Le colleghe non si accorgono di nulla perché quando sono presenti in aula, lei si comporta sempre in modo adeguato.

Maestra sospesa

Il 5 Luglio 2019 la maestra e titolare del nido, 56 anni, viene raggiunta da un’ordinanza di misura cautelare: interdizione dall’esercizio della professione per dodici mesi. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore capo Roberto Rossi e dal sostituto procuratore Elisabetta Iannelli, indagano anche sul possesso da parte della donna dei titoli necessari all’insegnamento.

L’interrogatorio di garanzia

Dinanzi al Gip di Arezzo Piergiorgio Ponticelli, la donna si scusa e si dice “profondamente dispiaciuta”. Non nega i comportamenti ripresi dai video ma afferma che siano stati causati dallo “stress per la gestione della struttura”. Quanto ai titoli e alle abilitazioni, la donna risponde di avere solo la licenza media ma chiarisce che il suo ruolo non era quello di maestra ma solo di cambio pannolini e sorveglianza lettini.

Il Comune di Montevarchi: dai controlli alla costituzione di parte civile

Il Comune di Montevarchi, in caso di rinvio a giudizio della titolare dell’asilo nido privato, si costituirà parte civile nel processo – afferma il sindaco di Montevarchi, Silvia Chiassai Martini – in osservanza proprio dei principi contenuti nel Statuto comunale a garanzia degli interessi fondamentali ed etici della comunità, offesa dalla violenza perpetuata in un asilo che deve essere un luogo protetto e di aiuto allo sviluppo e alla crescita dei bambini”. Il Comune intanto procede ai controlli interni e assicura: “L’accreditamento della struttura privata è avvenuto osservando le modalità previste dalla legge e con l’indicazione delle figure professionali necessarie. Per quanto riguarda il progetto pedagogico ed educativo presentato, le valutazioni sono state svolte da un servizio esterno, appaltato tramite la Conferenza zonale dell’Istruzione e effettuato da due pedagogisti altamente specializzati che si sono occupati del Valdarno senza riscontrare alcuna anomalia. Nel 2018 l’asilo privato in questione è stato anche ispezionato dalla Regione”. Intanto l’asilo resta chiuso.

La Via dei Colori Onlus è a disposizione delle Forze dell’Ordine e delle famiglie coinvolte. Chiunque abbia bisogno può contattarci al Numero Verde 800-98.48.71. O scrivendo a: sos@laviadeicolori.org. La Via dei Colori offre consulenza tecnica e informativa gratuita. A tutti i soci offriamo sostegno legale e psicologico specializzato in caso di maltrattamenti presunti o documentati.

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