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Minacce in un asilo nido di Montevarchi nel Valdarno.

Minacce In Un Asilo Nido Di Montevarchi Nel Valdarno.

Montevarchi, Valdarno (Ar) – 5 Luglio 2019 – Agg. 24 Settembre 2019

Schiaffi, pizzichi e minacce in un asilo nido privato del Valdarno. La titolare ed educatrice del nido è interdetta dall’insegnamento per un anno.

I campanelli di allarme

Le indagini si aprono con la denuncia di alcune mamme: erano stati i loro bambini a raccontare degli schiaffi e dei pizzicotti fatti dalla maestra. I piccoli avevano inoltre assunto strani comportamenti. Allarmati da questi campanelli, i genitori dei piccoli minacciati in asilo si rivolgono ai Carabinieri di San Giovanni Valdarno.

Schiaffi e minacce in un asilo del Valdarno

Avvalendosi anche di telecamere nascoste, i carabinieri monitorano per tre mesi cosa accade nell’asilo nido “L’isola della fantasia”. Una maestra picchia e minaccia i bambini ogni qual volta si trovi sola, senza le colleghe. Schiaffi sulla testa e sul corpo, pizzichi e minacce come l’arrivo del “dottore”. I bambini appaiono spesso terrorizzati al punto da smettere di piangere o immobilizzarsi sotto lo sguardo di rimprovero dell’insegnante.

I maltrattamenti compiuti quando la maestra è sola

Le violenze vengono riscontrate soprattutto dopo il pranzo, quando la maestra si trova sola con i bambini nel cambiare il pannolino o metterli a nanna. La donna li colpisce per farli dormire, per farli star fermi nel cambio o composti sulle sedioline. Le colleghe non si accorgono di nulla perché quando sono presenti in aula, lei si comporta sempre in modo adeguato.

Maestra sospesa per maltrattamenti

Il 5 Luglio 2019 la maestra e titolare del nido, 56 anni, viene raggiunta da un’ordinanza di misura cautelare: interdizione dall’esercizio della professione per dodici mesi. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore capo Roberto Rossi e dal sostituto procuratore Elisabetta Iannelli, indagano anche sul possesso da parte della donna dei titoli necessari all’insegnamento. Gli schiaffi, i pizzicotti e le minacce in asilo si trasformano per la donna nella contestazione del reato di maltrattamenti.

L’interrogatorio di garanzia

Dinanzi al Gip di Arezzo Piergiorgio Ponticelli, la donna si scusa e si dice “profondamente dispiaciuta”. Non nega i comportamenti ripresi dai video ma afferma che siano stati causati dallo “stress per la gestione della struttura”. Quanto ai titoli e alle abilitazioni, la donna risponde di avere solo la licenza media ma chiarisce che il suo ruolo non era quello di maestra ma solo di cambio pannolini e sorveglianza lettini.

Il Comune di Montevarchi: dai controlli alla costituzione di parte civile

Il Comune di Montevarchi, in caso di rinvio a giudizio della titolare dell’asilo nido privato, si costituirà parte civile nel processo – afferma il sindaco di Montevarchi, Silvia Chiassai Martini – in osservanza proprio dei principi contenuti nel Statuto comunale a garanzia degli interessi fondamentali ed etici della comunità, offesa dalla violenza perpetuata in un asilo che deve essere un luogo protetto e di aiuto allo sviluppo e alla crescita dei bambini”. Il Comune intanto procede ai controlli interni e assicura: “L’accreditamento della struttura privata è avvenuto osservando le modalità previste dalla legge e con l’indicazione delle figure professionali necessarie. Per quanto riguarda il progetto pedagogico ed educativo presentato, le valutazioni sono state svolte da un servizio esterno, appaltato tramite la Conferenza zonale dell’Istruzione e effettuato da due pedagogisti altamente specializzati che si sono occupati del Valdarno senza riscontrare alcuna anomalia. Nel 2018 l’asilo privato in questione è stato anche ispezionato dalla Regione”. Intanto l’asilo resta chiuso.

I genitori scrivono alla televisione affinché non cali il silenzio sulla vicenda

Nel Settembre 2019 i genitori -alcuni dei quali avevano contattato la nostra associazione che li aveva incontrati a Luglio 2019- hanno deciso di scrivere una lettera alla redazione di Domenica In affinché la vicenda non piombasse nel silenzio. Purtroppo ben sappiamo che il periodo che intercorre tra la scoperta dei fatti o la notifica di misura cautelare e la chiusura delle indagini è il più duro da affrontare per i genitori. Il non poter sapere cosa accade in procura, l’ansia di non poter leggere le carte e nel contempo i racconti dei bimbi che piano piano, sentendosi finalmente al sicuro, cominciano ad aprirsi, rende l’attesa davvero complicata da gestire. Per questo la nostra associazione da sempre resta a disposizione delle famiglie prendendosi cura di tutti gli aspetti che i genitori devono affrontare lungo il percorso verso la giustizia.

La Via dei Colori Onlus è a disposizione delle Forze dell’Ordine e delle famiglie coinvolte. Chiunque abbia bisogno può contattarci al Numero Verde 800-98.48.71. O scrivendo a: sos@laviadeicolori.org. La Via dei Colori offre consulenza tecnica e informativa gratuita. A tutti i soci offriamo sostegno legale e psicologico specializzato in caso di maltrattamenti presunti o documentati.

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