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Vercelli, arrestate tre maestre: urla, botte e minacce

Vercelli, Arrestate Tre Maestre: Urla, Botte E Minacce

Vercelli – 23 novembre 2017 – Agg. 25 Marzo 2019

Tre maestre arrestate a Vercelli, nella scuola d’infanzia Korczak, con l’accusa di maltrattamenti sui bambini. Urla, botte e minacce come “Ti faccio girare la testa al contrario” e “Ti faccio cadere tutti i denti“. Maria Teresa Donà, Carmelita Capalbo e Luisita Cantù sono condotte agli arresti domiciliari.

Le indagini dalla denuncia di una madre

Le indagini partono nel maggio 2017, a seguito della denuncia di una madre che racconta di aver visto una maestra tirare per i capelli un bambino uscito dalla fila. Così parte l’operazione “Tutti giù per terra” che porta a raccogliere 52 episodi di violenza. Le telecamere sono installate nelle aule, nel corridoio, nella mensa e in palestra. Una ventina gli episodi più gravi.

Le insegnanti

Tre le insegnanti agli arresti domiciliari, tutte con esperienza. Una di loro pare fosse nota come insegnante severa, a volte strigliava anche i genitori. E qualcuno giura che le urla si sentissero anche dalla strada. Un’altra sarebbe stata ripresa mente gridava a un bambino “Ti faccio quello che ti fa l’altra”. La terza è l’insegnante di sostegno, nella classe c’era infatti un bambino disabile.

La scuola e la dirigente

La scuola intitolata a Janusz Korczak era considerata d’eccellenza a Vercelli, con lunghe liste d’attesa per l’iscrizione, come si legge su La Repubblica Torino. La Dirigente Ferdinanda Chiarello si sente tradita dalle maestre: “Un tradimento. Non c’è altra parola. Da stamattina ho solo voglia di piangere”. Così commenta dopo aver parlato con tutte le insegnanti della struttura e dopo aver deciso di convocare tutte le famiglie per lunedì 27 novembre.

Interrogatorio delle maestre e ascolto dei minori

Nei giorni successivi è previsto l’interrogatorio delle insegnanti, come spiega il Questore Rosanna Lavezzaro, e la convocazione di alcune famiglie. I bambini saranno sentiti con il supporto di uno psicologo. 

Maestre sospese

Il 29 novembre l’Ufficio scolastico regionale sospende le tre maestre dall’attività lavorativa. Il provvedimento arriva dopo la relazione che la dirigente ha scritto e trasmesso agli uffici scolastici territoriali sugli episodi avvenuti nei mesi scorsi in asilo.

Il decreto di giudizio immediato

A febbraio 2018 la Procura di Vercelli esercita l’azione penale con citazione diretta a giudizio. Niente udienza preliminare. Il decreto si basa su episodi quali minacce ai bambini con un coltello da cucina e botte date col bastone. Capalbo e Donà devono rispondere anche di abbandono di minore e sequestro di persona: avrebbero lasciato dei bimbi in punizione al buio in altri locali della scuola lontano dalla classe. Anche Ida Rosato va a giudizio immediato, ma l’accusa per lei è di favoreggiamento: non ha detto nulla mai, neanche agli investigatori. Oggi è in pensione, dice di non ricordare. Con il decreto di giudizio immediato scatta la proroga della misura cautelare.

Minacce col coltello e botte col bastone

Tra gli episodi contestati, bambini tirati per i capelli o per le orecchie, picchiati, anche col bastone. A volte non venivano picchiati direttamente: le maestre dicevano ad alcuni bambini di picchiare i compagni. Minacciati di dover mangiare i propri escrementi. In un’occasione un’insegnante che voleva far sedere un bambino l’avrebbe preso con tanta violenza da farlo cadere a terra lasciandogli i segni. Si sarebbe poi giustificata dicendo che il piccolo era stato punto da una vespa.

Via al processo

Il processo inizia il 3 Maggio. Circa cinquanta persone offese sono presenti nel Tribunale di Vercelli, metà di loro chiede di costituirsi parte civile. Il giudice Giovanni Campese rinvia la decisione al giorno successivo: molti difensori mancano a causa dell’astensione indetta dall’Unione delle Camere penali. Per il 4 Maggio è prevista anche la deposizione di una delle maestre e l’arringa del Pubblico Ministero Davide Pretti, che aveva coordinato le indagini.

Le richieste del Pubblico Ministero

Il PM Davide Pretti chiede tre anni e mezzo per Capalbo e Donà, un anno per la maestra accusata di favoreggiamento, Ida Rosato. L’insegnante di sostengo invece esce dal procedimento: il giudice stralcia la sua posizione.

Due condanne e un’assoluzione

La vicenda si chiude a Maggio: due maestre condannate e una assolta. Il Giudice per l’udienza preliminare, Giovanni Campese, condanna Capalbo e Donà a 2 anni e 4 mesi, assolta la Rosato. La quarta maestra è stata rinviata a giudizio, seguirà il rito ordinario. Le due insegnanti sono condannate per maltrattamenti, caduta invece l’accusa di sequestro di persona. Il Gup riconosce i danni da liquidare in sede civile. Da liquidare subito le provvisionali che vanno da 2.500 a 5.000 euro in favore di ciascuna delle venti parti civili.

Il processo alla quarta maestra

Anche la quarta maestra, l’insegnante di sostegno, aveva chiesto un rito alternativo ma la sua posizione era stata stralciata. Così a novembre 2018 parte per lei il processo ordinario. Chiede 34 testimoni, il giudice ne accoglie 18. Si prevede una lunga istruttoria nell’estate 2019. La sentenza è attesa per Settembre. La sua difesa è affidata ai legali Cosimo Maggiore e Fabrizio Mastro.

La maestra imputata torna a scuola

Luisita Cantù, la quarta maestra a processo, torna a insegnare. L’insegnante di sostegno era stata sospesa per sei mesi e la sospensione era scaduta nel Settembre 2018. L’istanza di reintegro dei suoi avvocati, Cosimo Maggiore e Fabrizio Mastro, viene accolta e così la donna torna a scuola. Non alla Korczak ma alla scuola d’infanzia Castelli di Vercelli, per decisione dell’ufficio scolastico regionale.

“Non rispettati i diritti dei bambini”

Cantù alla Castelli e la maestra di sostegno della Castelli alla Korczak. Cambi di organico che non piacciono alle famiglie di entrambi gli istituti. La dirigente Ferdinanda Chiarello si mette a disposizione dei genitori per dialogare. Il Garante comunale all’Infanzia, Paolo Pulcina, afferma: “Mi dispiace molto per il bambino della Castelli che a marzo si è trovato a dover cambiare l’insegnante di sostegno a seguito di tale provvedimento. Sicuramente i suoi diritti non sono stati rispettati”. 

La Via dei Colori Onlus è a completa disposizione delle Forze dell’Ordine e delle famiglie coinvolte in questo tragico evento. Chiunque abbia bisogno può contattarci al nostro Numero Verde 800-98.48.71 oppure scrivendo a sos@laviadeicolori.org. Dal 2010, La Via dei Colori offre consulenza tecnica ed informativa gratuita. A tutti i soci offriamo sostegno legale e psicologico specializzato in caso di abusi  presunti o documentati.

Il Video dei maltrattamenti di Vercelli diramato dalla Polizia di Stato:

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