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Vicenza: Due maestre accusate di umiliare e maltrattare bimbo disabile.

VICENZA – 8 Aprile 2013 – (Agg. novembre 2013)

(A cura di Benedetta Maffia)

Maltrattato, insultato e picchiato perché colpevole di essere affetto da un disturbo del comportamento. E’ accaduto in una scuola media del Vicentino. A farne le spese Michele, un ragazzo autistico di 15 anni. L’adolescente per almeno sei mesi ha subito botte, umiliazioni e vessazioni di ogni genere per mano delle persone che invece avrebbero dovuto occuparsi di lui con amore ed attenzione ovvero la sua insegnante di sostegno ed un’assistente sociale della cooperativa che lavora per l’USL. La professoressa Maria Pia Piron, 59 anni, e Oriana Montesin, di 55 sono state infatti arrestate l’8 Aprile 2013 dopo che i militari, che avevano piazzato una telecamera nascosta nella stanza in cui il ragazzo faceva lezione insieme alle due donne, hanno ripreso per 4 giorni l’inferno del piccolo Michele. Le immagini purtroppo non hanno fatto altro che confermare i sospetti evidenziando maltrattamenti e vessazioni ripetute ogni istante, ogni ora, ogni giorno ai danni del 15enne affetto da autismo. Michele da quel giorno, tutelato dall’avvocato Fernando Cogolato, non ha più rimesso piede in quella scuola.

  • 4 Aprile 2013 – Gli inquirenti installano le telecamere nascoste.
  • 8 Aprile 2013 – Le due donne vengono arrestate dai carabinieri dopo che per 4 giorni sono state filmate dagli inquirenti mentre picchiavano ed umiliavano in qualunque modo il piccolo Michele. In una ripresa Michele è seduto silenzioso, calmo e pacato alla scrivania e disegna con un pennarello il suo quaderno. Ad un tratto Oriana Montesin (l’assistente sociale) si avvicina e lo strattona tirandolo per un orecchio e per i capelli ma Michele non si ribella, non strilla. Dopo poco la donna si riavvicina afferrando un righello con il quale lo picchia al volto e sulla testa. Il ragazzo è terrorizzato ma non fiata, e appena una delle due donne si avvicina, alza le braccia come per difendersi. Nell’ultimo giorno di riprese fatte dalla polizia, Maria Pia Piron comincia il suo “metodo educativo” fin dalla mattina presto con frasi tipo «Ti spacco la testa, porcone animale… Ti spacco il naso!». Michele pietrificato dalla paura si fa i suoi bisogni addosso e lei diventa furiosa: «Hai finito animale! Sei un animale! Puttana di un porco!» prende un fazzoletto imbevuto di un detergente per i mobili e con quello gli pulisce il viso. Stessa cosa accade un’ora dopo con l’assistente sociale. Anche la Bidella Luciana Scottà non è da meno, e davanti alla Montesin non si fa scrupoli a picchiare più volte Michele. Poco dopo, per fortuna, i carabinieri decidono che hanno visto e filmato fin troppo ed intervengono finalmente per salvare il ragazzo. Un uomo distino entra nella stanza e dopo aver fatto sedere le due donne estrae il tesserino e si qualifica: «Sono un carabiniere. Michele adesso viene via con me». E’ la fine di un incubo. Quando il PM ha chiesto il giudizio immediato, una di loro si è giustificata spiegando: «Ero molto stressata».
  • 9 aprile 2013 – Sono stati sequestrati una bacchetta di legno, un righello, una forbice, usati contro il ragazzo dalle due maestre che dovevano occuparsi della sua quotidiana terapia abilitativa.
  • 7 giugno 2013 – Oriana Montesin difesa da Balasso e Sambugaro e Maria Pia Peron difesa da Pelloso e Veccia, hanno versato 10.000 euro di risarcimento ed hanno chiesto ed ottenuto gli arresti domiciliari.
  • 11 ottobre 2013 – Maria Pia Peron è stata licenziata dall’Ufficio scolastico regionale, mentre Oriana Montesin è stata licenziata dalla cooperativa Codess. Le due donne hanno già preso accordi col PM per un patteggiamento ad un anno e sei mesi di detenzione ciascuna da scontare ai domiciliari e
  • 15 ottobre 2013 — Maria Pia Piron 59 anni e Oriana Montesin 55 anni, accusate di aver maltrattato ed insultato in vari modi un ragazzo autistico di 15 anni, oggi nel Tribunale Vicentino hanno patteggiato a 18 mesi di dentenzione da scontare agli arresti domiciliari. Qualche giorno fa le due donne erano state licenziate.
  • 7 novembre 2013 – Luciana Scottà, la bidella 61enne accusata di aver partecipato alle sevizie ai danni del ragazzo disabile nella scuola media di Brabarano,  è stata condannata in rito abbrebiato dal giudice Stefano Furlani ad un anno e 4 mesi. La donna dovrà risarcire la famiglia della vittima con 15mila euro.
     

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